LA PAPATA BOLLENTE - SECONDO IL RACCONTO DI PADRE GEORG, RATZINGER DECISE DI DIMETTERSI GIÀ A LUGLIO DEL 2012: “GLI DISSI: SANTO PADRE, LEI NON PUÒ. PER PAPA FRANCESCO LE VERE PROVE DEVONO ANCORA VENIRE”

Andrea Tarquini per "la Repubblica"

«Santo Padre, no, lei non può!». Così padre Georg Gaenswein disse a Benedetto XVI quando egli gli rivelò che aveva deciso di dimettersi dal Pontificato. Fu già dopo il viaggio a Cuba e in Messico nel marzo 2012, quando il suo medico gli chiarì che non avrebbe potuto affrontare un altro viaggio oltre Oceano.

Ecco il racconto dell'arcivescovo Gaenswein, per otto anni segretario personale di papa Ratzinger, nella lunga, appassionante intervista concessa al giornalista e storico Peter Seewald, uno dei massimi esperti del papato di Benedetto, e pubblicata ieri sul magazine del quotidiano liberal di Monaco Sueddeutsche Zeitung, proprio un anno esatto dopo quel fatidico 28 febbraio che resterà nella Storia della Chiesa.

È dunque vero quanto già si diceva: fu molto prima dell'annuncio che Benedetto si era deciso al passo supremo e senza ritorno. Nell'agosto 2012, suggerisce Seewald, e padre Georg conferma. Facendo chiaramente capire che Joseph Ratzinger si confidò bene a tempo con lui, e disse anche di aver pensato di lasciare il trono di Pietro già nel dicembre 2012. «Papa Benedetto mi comunicò la sua decisione esattamente così come lei dice», risponde l'arcivescovo Gaenswein a Seewald.

E continua: «La mia reazione spontanea fu "No, Santo Padre, lei non può, ciò non le è concesso!". Ma quelle mie parole furono parole dettate dall'affetto, perché mi fu subito chiara una cosa: egli mi comunica qualcosa non per cercare aiuto prima di prendere una decisione, bensì perché mi informa di una decisione che ha già preso».

Momenti drammatici, il ricordo di padre Georg è vivissimo, e narrato quasi come l'avvincente trama di un buon libro o d'un film di gran qualità. «Quando il Papa mi rivelò che cosa aveva intenzione di fare, mi richiamò al dovere di attenermi al Sigillo e al dovere della confidenzialità papale. Lei si può ben immaginare che ciò non fu facile, e vennero situazioni nelle quali io quasi mi sentii lacerato nell'intimo».

Lunghi mesi di silenzio sofferente, dunque, a fianco di Benedetto come nessun altro. Ma non fu una scelta adottata da Joseph Ratzinger sotto la pressione dello scandalo Vatileaks o della difficoltà del ministero, precisa padre Georg: perché Benedetto, finissimo
teologo e profondamente religioso e rigoroso, sapeva bene «che ogni decisione, che viene presa sotto pressione e non veramente in libertà è nulla, non è valida, anche da un punto di vista canonico, del Diritto della Chiesa».

E venne così quel fatidico 28 febbraio. Solo padre Georg, quando il pontefice incontrò i cardinali al Concistoro, sapeva cosa egli stava per annunciare. L'arcivescovo Gaenswein ricorda: «La sorpresa cominciò quando Papa benedetto iniziò a parlare in latino, "cari signori cardinali, non vi ho convocati solo per lasciarvi partecipare alla proclamazione dei Santi, bensì ho anche qualcos'altro d'importante da comunicarvi".

Tutti erano irritati e tesi, "che succede?"... quando il Papa lesse la sua dichiarazioni, vidi alcuni volti pietrificati, qualcuno si chiese "ho davvero capito bene?". Solo quando il cardinale Sodano prese la parola, fu chiaro a tutti cosa stava accadendo».

Momenti senza uguali. «Fu un giorno che divenne d'ora in ora più drammatico. Prima di tutto quando lasciammo l'appartamento papale, poi con l'ascensore scendemmo al cortile di San Damaso, dove, e noi non lo sapevamo, molti collaboratori si erano riuniti. Poi con l'auto fino all'elicottero. Durante il sorvolo della Città, a bordo regnava il silenzio, ebbi una sensazione misera. Provai un profondo dolore, e l'espressione naturale del dolore sono lacrime che sgorgano dagli occhi».

Adesso, tocca a Papa Francesco, che padre Georg loda e stima anche per la sua appartenenza alla Compagnia di Gesù. «Ha portato una musicalità religiosa, che noi in Europa dobbiamo re imparare. Può solo farci del bene». Ma poi padre Georg parla anche delle sfide che la Chiesa affronta ora: «Papa Benedetto dovette affrontare difficili problemi, per Papa Francesco le vere prove devono ancora venire». E su se stesso, servitore di due Papi: «Il doppio ruolo non me lo sono cercato io, è venuto a me. Cerco di fondere insieme
le due realtà».

 

Padre George Ganswein Padre Georg e Mariano Crociata PADRE GEORG CARDINALEPAPA RATZINGER PADRE GEORG PAOLO GABRIELE jpegPADRE GEORG GAENSWEIN CON PAPA RATZINGER padre georg bertone papa

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