1- AGNELLI: "MELANDRI? MI SEMBRA UNA SEGRETARIA. MA NON LA MIA, QUELLA DI UN ALTRO" 2- FASSINA: “MELANDRI? IL PD CON C’ENTRA. INOPPORTUNO TRANSITARE DA SEGGIO A MUSEO” 3- GASPARRI: “LA MELANDRI HA MENTITO. PRIMA HA DETTO CHE L'INCARICO ERA GRATUITO, ORA PARLA DI DELIBERE CHE LO STABILIRANNO, È UNA VICENDA DI MISERIA UMANA” 4- ADRIANO LA REGINA: “SI È AUTOPROCLAMATA TECNICO DA SOLA. MA ESSERE UN TECNICO SIGNIFICA AVERE DELLE COMPETENZE SPECIFICHE IN UN DETERMINATO SETTORE” 5- IL CRITICO D’ARTE FRANCESCO BONAMI: “IL MAXXI NEI GUAI? CHIEDETE ALLA MELANDRI” 6- “LA NOMINA SCRITERIATA DELLA MELANDRI AL MAXXI FA IL PAIO CON QUELLA DEL CUGINO MINOLI A RIVOLI. COME DIREBBE NANNI MORETTI, ALLORA VE LA MERITATE LA MELANDRI!”

1- MA NON LA MIA
http://archivio.dagospia.com/rubriche/odio03.htm

Gianni Agnelli, garbo fottente: "Giovanna Melandri? Mi sembra una segretaria. Ma non la mia, quella di un altro".

2- FASSINA: "MELANDRI? IL PD CON C'ENTRA. INOPPORTUNO TRANSITARE DA SEGGIO A MUSEO"
(TMNews) - "La prima cosa che non capiamo, il punto fondamentale della vicenda, è perchè il ministro abbia sentito il bisogno di intervenire sul Maxxi, visto che noi riteniamo sia già gestito in modo professionale e innovativo da chi c'era. Non non siamo stati coinvolti in questa scelta. Abbiamo appreso a cose fatte la nomina di Giovanna Melandri". E' quanto afferma in una intervista a 'Repubblica', il responsabile Economia del Pd, Stefano Fassina, spiegando che "Giovanna è una figura di primissima qualità, ma sul piano politico mi pare inopportuno transitare dalla poltrona di parlamentare a quella di un istituzione come il Maxxi, un luogo che non è di responsabilità politica".

2- GASPARRI: "LA MELANDRI HA MENTITO. PRIMA HA DETTO CHE L'INCARICO ERA GRATUITO, ORA PARLA DI DELIBERE CHE LO STABILIRANNO, È UNA VICENDA VERGOGNOSA, ESEMPLARE PER LA SUA MISERIA UMANA"
Dal Corriere della Sera

È ancora polemica sul presunto Maxxi-stipendio di Giovanna Melandri, nominata ai vertici del museo nazionale di arte contemporanea. Nonostante una doppia smentita. Quella del ministero per i Beni culturali: «Per legge già dal 2010 presidenti e componenti delle fondazioni culturali non possono percepire compensi». E quella dell'interessata: «È tutto chiaro, la mia indennità è zero, mi auguro che la nota del ministero chiuda il caso». Niente affatto. Per il Pdl è apertissimo.

«La Melandri ha mentito» accusa Maurizio Gasparri. «Prima ha detto che l'incarico era gratuito, ora parla di delibere che lo stabiliranno, è una vicenda vergognosa, esemplare per la sua miseria umana». Poi Francesco Giro. «La Melandri dice che prenderà uno stipendio, che il Cda del Maxxi dovrà deciderne l'importo, e che vuole essere equiparata ai colleghi della Tate Modern di Londra, che prendono 300 mila sterline all'anno». Il senatore Achille Totaro ricorre alla magistratura. Fabrizio Cicchitto è secco: «Non ci tratti da cretini».

3- MELANDRI: "IL MIO COMPENSO AL MAXXI È ZERO" - ADRIANO LA REGINA: «SI È AUTOPROCLAMATA TECNICO DA SOLA. MA ESSERE UN TECNICO SIGNIFICA AVERE DELLE COMPETENZE SPECIFICHE IN UN DETERMINATO SETTORE"
Corriere.it

"È tutto molto chiaro, la mia indennità al Maxxi è zero». Così sabato sera Giovanna Melandri rispondendo alle polemiche sollevate dal Pdl sulla questione del suo compenso alla presidenza della Fondazione Maxxi. Ma le polemiche non si placano, anzi. Sono in corso interrogazioni parlamentari e persino un esposto alla magistratura. La bufera sulla nomina di Giovanna Melandri alla presidenza della Fondazione Maxxi continua.
Aurelio La Regina

«Si è autoproclamata tecnico, assurdo. In Italia è permesso anche questo: darsi le promozioni da soli». È il commento di Adriano La Regina, presidente dell'Istituto nazionale di archeologia e storia dell'arte, soprintendente alle antichità di Roma dal '76 al 2004, alla nomina di Giovanna Melandri alla presidenza del Maxxi. La Regina spiega che «essere un tecnico significa avere delle competenze specifiche in un determinato settore». «L'onorevole avrà pure un curriculum rispettabilissimo - aggiunge - ma fino a questo momento si è occupata d'altro».

Ma la Melandri domenica mattina interviene durante il programma «L'intervista» su SkyTG24 e annuncia: «Voglio trasformare il museo nella Tate Modern italiana. Ai miei detrattori dò appuntamento fra tre anni per valutare insieme i risultati».

4- IL CRITICO D'ARTE FRANCESCO BONAMI: "IL MAXXI NEI GUAI? CHIEDETE ALLA MELANDRI"
Francesco Bonami per La Stampa

In Francia non fa scandalo che un politico diventi presidente di un'istituzione culturale o viceversa. Jean-Jacques Aillagon, già direttore di Palazzo Grassi nel 2004, è stato presidente del Centre Georges Pompidou dal 1996 al 2002 per diventare poi ministro della cultura sotto la presidenza Chirac. Dal 2007 al 2011 è poi tornato ad essere presidente di Versailles. Non dovrebbe nemmeno far scandalo allora che Giovanna Melandri sia finita presidente del Maxxi dopo essere stata ministro della Cultura.

Quale è il problema quindi?
Il problema è che la Melandri è stata il ministro che ha piantato il seme sbagliato dal quale è nata poi quella pianta sbagliata del Maxxi. Se il Maxxi è finito nelle condizioni nelle quali versa non è solo perché penalizzato dai tagli al suo budget. Il Maxxi è quello che è perché una volta pensato non è stato poi programmato nel modo giusto. Già a partire dal concorso per l'edificio.

La giuria era presieduta da Daniele Del Giudice, bravissimo scrittore ma non certo un esperto di musei di arte contemporanea. Poi c'è stata la collezione, imbarazzante qualitativamente e per il suo costo, messa insieme da persone sempre selezionate da Giovanna Meladri. Il resto è storia. Funzionari che riescono a tramutarsi in direttori artistici del museo, programmazione scriteriata, staff curatoriale incompleto e bizzarro.

Adesso Giovanna Melandri si ritrova nel ruolo di «soluzione» per un problema al quale è stata lei stessa a dare il via. Il guaio non è l'eterno riciclaggio dei politici, pur rottamati, qualcosa potranno sempre fare, ci mancherebbe. Il guaio è la confusione delle professioni e delle competenze. Un archeologo non può essere al vertice di un museo di arte contemporanea, come un chirurgo dell'occhio non può essere il primario di una clinica ortopedica.

Un politico può fare il presidente di una fondazione culturale come figura che ne tutela l'autonomia non quella che plasma la sua missione. Una figura che deve facilitare non complicare mettendo in piedi un comitato scientifico, entità tutta italiota, che funziona poi come direzione ombra nella programmazione del museo anziché come strumento di controllo.

Tutto ciò che scrivo verrà confutato dai diretti interessati con una scusa o con qualche citazione di decreti ministeriali. Verrà confutato se non addirittura negato perché nella cultura tutto è soggettivo, quindi non scientificamente provabile. Ma pur nella loro soggettività, legata alla personalità, spesso forte, di chi li dirige, i musei britannici, tedeschi, svizzeri, americani o francesi funzionano senza comitati scientifici, senza funzionari amministrativi trasformati in direttori, con consigli di amministrazione che ascoltano il 90% del tempo i programmi del direttore e dei curatori e parlano il 10%.

Riuscirà Giovanna Melandri, pur abituata in modo molto diverso, a seguire questo metodo cosi tanto anti italiano? Riuscirà ad aver autocontrollo? Ce la farà a non cadere nella trappola dell'accontentare tutti per il quieto vivere consentendo finalmente, a quello che doveva essere uno dei più importanti musei d'Europa, di trovare la propria identità e dignità? Concediamo il beneficio del dubbio, ma il dubbio, almeno quello mio, rimane. Avendo imparato che Ubi maxxi minus sapiens.

5- LA NOMINA SCRITERIATA DELLA MELANDRI AL MAXXI FA IL PAIO CON QUELLA DI GIOVANNI MINOLI A RIVOLI, PERALTRO I DUE SONO ANCHE CUGINI). COME DIREBBE NANNI MORETTI, ALLORA VE LA MERITATE LA MELANDRI.
Rocco Moliterni per "la Stampa"

Nei giorni scorsi dopo la nomina di Giovanna Melandri alla presidenza del Maxxi, più che le proteste scontate della destra (ma a parti invertite cosa avrebbe detto o fatto la stessa Melandri se avessero nominato Bondi, in qualità di ex ministro «che ha aperto il museo»?), ha sorpreso l'arroganza della neo-nominata. Un'arroganza che in alcune occasioni ha toccato punte surreali come quando ha sostenuto che quello che contava non era il giudizio di politici invidiosi ma di un'archistar come Zaha Hadid.

Ora la Hadid avendo ricevuto, grazie alla Melandri, una parcella immaginiamo cospicua per progettare il museo, ci mancherebbe altro che non fosse contenta. Oppure quando l'ex ministro per la Cultura dall'alto della sua competenza ha affermato che il presidente della Tate guadagna 300 mila sterline l'anno, confondendolo con il direttore (il presidente non becca un penny).

Certo la Melandri può dire che a sostenerla c'è stato il comunicato dell'Amaci (l'Associazione dei musei d'arte contemporanea). Ma, come più volte si è scritto in questa rubrica, la vera debolezza dei musei d'arte contemporanea italiani è proprio quella di essere in balia dei capricci dei politici: in assenza di capitali privati che nessuno sa o vuole davvero cercare, sono gli assessori a permettere che la baracca vada avanti.

Quindi è naturale che l'Amaci appoggi anche questo capriccio-pasticcio di un politico camuffato da tecnico al vertice del Maxxi (museo che fa parte dell'associazione). Peraltro rimediando, come dicono a Firenze, una figura «cacina»: da sei mesi l'Amaci elemosina un incontro con Monti (Ornaghi li snobba pubblicamente non partecipando neppure alla presentazione delle giornate del contemporaneo promosse dalla stessa associazione) e loro che fanno?

Si congratulano con la Melandri per la nomina e con il ministro per avere rispettato la scadenza di fine commissariamento del Maxxi senza neppure fare un accenno alla latitanza del Governo nel campo del contemporaneo, e soprattutto senza chiedere criteri seri per la scelta dei vertici dei musei (la nomina scriteriata della Melandri al Maxxi fa il paio con quella di Giovanni Minoli a Rivoli, peraltro i due sono anche cugini). Come direbbe Nanni Moretti, allora ve la meritate la Melandri.

 

 

 

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