giampaolo rossi giorgia meloni

LA RAI COL FEZ NON DECOLLA E GIAMPAOLO ROSSI RISCHIA GIÀ DI ESSERE SPEDITO AI GIARDINETTI – IL DIRETTORE GENERALE È ISOLATO: LE “NUOVE” TRASMISSIONI SOVRANISTE AFFONDANO LO SHARE ED È PROBABILE CHE L’AVVICENDAMENTO CON ROBERTO SERGIO AL PROSSIMO RINNOVO DEL CDA NON SI COMPIA – I GIUDIZI DA VIALE MAZZINI: “È UN CALCIATORE DI SERIE B CHE SI È RITROVATO A GIOCARE IN CHAMPIONS LEAGUE” – I FLOP DEI DUE “UOMINI PRODOTTO”, ANGELO MELLONE E PAOLO CORSINI, L’AUTONOMIA DI GIAN MARCO CHIOCCI E GLI ASSI NELLA MANICA DI ROBERTO SERGIO (DA GILETTI A FIORELLO)

 

roberto sergio giampaolo rossi

 

Estratto dell’articolo di Lisa Di Giuseppe per “Domani”

 

«Un calciatore di serie B che si è ritrovato a giocare in Champions League». Il giudizio poco lusinghiero è di una persona che percorre per lavoro i corridoi di viale Mazzini e riguarda Giampaolo Rossi, quello che doveva essere l’ideologo che doveva lanciare l’arrembaggio alla nuova egemonia culturale della destra alla Rai.

 

Dopo sei mesi in servizio, della rivoluzione ideologica non c’è traccia. Niente, o quasi: a funzionare gli ascolti sono i programmi storici del palinsesto. Le nuove intuizioni di conio sovranista che hanno stravolto il palinsesto restano al palo.

 

i post del blog di giampaolo rossi 2

CAVALIERE DELLA ROMA

Rossi – a proposito di calcio, sabato è stato investito cavaliere della Roma, onorificenza che ha ricevuto in panciotto gessato insieme all’ad Roberto Sergio e al cantante Francesco De Gregori, fra i padrini senatori c’era Massimo D’Alema – è in difficoltà, racconta a Domani chi lo conosce, abbacchiato nel suo ufficio al settimo piano di viale Mazzini dove scrolla i risultati stitici dei programmi che ha inventato.

 

ANGELO MELLONE

Nunzia De Girolamo e il suo disastroso Avanti Popolo che non si è smarcato dal tre per cento di share né con l’intervista al marito capogruppo Pd Francesco Boccia, Bianca Guaccero che non svolta con Liberi tutti, sempre sotto al tre per cento, Max Giusti al timone di Fake Show, Macondo di Camilla Raznovich che si arena addirittura sotto il due per cento e ovviamente Pino Insegno, che ha ridotto Il mercante in fiera a uno stillicidio quotidiano in termini di share.

 

Perché poi lui sarebbe direttore generale delegato alla governance, non all’offerta editoriale: quella casella per ora non è occupata nella Rai sovranista, anche se ufficiosamente è Rossi a gestire l’offerta.

 

paolo corsini

È a lui che fanno capo i due uomini prodotto, Angelo Mellone al day time e Paolo Corsini agli approfondimenti. Ma la scommessa non sta pagando. E la parabola discendente di Rossi rischia di investire anche i suoi due dioscuri, nonché il terzo uomo, il colonnello Paolo Petrecca, direttore di Rainews.

 

Del gruppo dei suoi fedelissimi, gli unici a cui ormai si rivolge a viale Mazzini, fa parte anche il capostaff Davide Di Gregorio, l’uomo che gestisce la sua agenda e conosce sempre l’umore del capo, oltre a essere in ottimi rapporti con Mellone.

 

GIAMPAOLO ROSSI

Doveva essere una squadraccia, e invece è una squadretta, con cui Rossi si sente contro il mondo, attaccato dai rivali interni all’azienda e da tutti coloro che dopo un afflato iniziale stanno iniziando a capire che è meglio tenere le distanze da chi è a un passo dal cadere in disgrazia […].

 

Soffre la sua doppia natura di capo e referente politico: da dentro l’azienda, gli viene attribuita la responsabilità di aver scelto due ufficiali di collegamento non all’altezza, da palazzo Chigi […] sente arrivare il vento freddo della delusione per la rivoluzione culturale rinviata, o forse definitivamente spiaggiata.

LA NUOVA RAI MELONIANA - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

 

[…] Anche perché la politica […] non lo aiuta nella sua difficilissima missione, come ha confidato a un amico. A mettergli i bastoni fra le ruote è stata la Lega, che è riuscita a portare a casa il taglio del canone […]. Fratelli d’Italia ci ha messo una toppa, recuperando 430 milioni dalla fiscalità generale: una soluzione temporanea che però copre solo i conti del 2024. Gli hanno promesso aggiustamenti, ma del doman non c’è certezza: da dove arriveranno i fondi in futuro è tutto da vedere. Per i meloniani della Rai è alto tradimento: avrebbero voluto anche i 110 milioni di euro che del fondo per l’editoria.

 

[…] I conti preoccupano molto anche la destra Rai, che ha paura di non avere i soldi necessari per la rivoluzione: anche se, in realtà, i piani per risparmiare […] ci sarebbero, a partire da quello sulla newsroom o la risoluzione della commissione di Vigilanza sui rapporti con artisti e giornalisti rappresentati dagli agenti.

 

papa francesco intervistato da gian marco chiocci 5

Eppure, il legame tra Meloni e Rossi è antico: nasce nell’isola nera natia, l’universo della sede dell’Msi di Colle Oppio. Il direttore generale era in Fare fronte per il contropotere studentesco, braccio studentesco del Fronte della gioventù. Rossi frequentava il gruppo di Marco Scurria, oggi senatore di FdI, all’epoca capo degli universitari e fautore di un approccio più dialogante della peggio gioventù nelle scuole superiori e nelle università.

 

Un mondo il cui slogan in campagna elettorale era “Tutti gli uomini di valore sono fratelli” e un’organizzazione che prese l’arditissima decisione di occupare la facoltà di economia della Sapienza in risposta all’occupazione di lettere organizzata dalla Pantera, manco a dirlo, una sofferta egemonia della sinistra. […]

 

roberto sergio fiorello fabrizio biggio foto di bacco

Parliamo dei primi anni Novanta. Poi Rossi sceglie una strada diversa dalla politica attiva. La sua occasione a Rainet si apre nel 2004. Ci sono le europee, i voti dei ribelli di Colle Oppio fanno la differenza e garantiscono 70mila preferenze al già fortissimo Fabio Rampelli, candidato per riequilibrare lo strapotere di Francesco Storace, allora presidente del Lazio. Grazie alla posizione di forza che le elezioni garantiscono ai Gabbiani, i cugini di Destra protagonista, la corrente di Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa, decidono di cedere la presidenza di Rainet: e chi meglio di Rossi per quel ruolo?

 

steve bannon alla biblioteca angelica di roma con giampaolo rossi

Da lì, la carriera è tutta dentro la Rai. A Rainet conosce Roberto Sergio, che oggi governa con lui il tandem del servizio pubblico e che gli offre una consulenza a Radiorai quando ne diventa direttore.

 

[…] Oggi però Sergio è diventato anche suo concorrente. Perché il piano originario di avvicendamento sulla poltrona dell’ad con il rinnovo del consiglio d’amministrazione, a questo punto, è tutt’altro che scontato. Oltre a non volersi prestare ancora a essere il volto pubblico dei fallimenti della gestione sovranista, Sergio […] vuole arginare l’estro creativo del suo direttore generale. In una gara al più svelto a sfilarsi i sfila dalla responsabilità di un palinsesto autunnale fallimentare. Al più bravo a non restare col cerino in mano.

 

fiorello roberto sergio

A premere dall’altra parte c’è Gian Marco Chiocci, l’uomo che Meloni ha voluto al timone del Tg1, che il dg conosce da tempo ma con il quale non è mai riuscito a trovare una vera empatia. Fosse stato per lui, infatti, a guidare il notiziario della rete ammiraglia sarebbe stato Nicola Rao. […] Chiocci […] si sta giocando la sua partita: la sua intervista esclusiva al papa è la prima con il pontefice, seconda solo (si fa per dire) a quella di Fabio Fazio.

 

[…]  Chiocci è un corpo alieno rispetto alla Rai sovranista: la sua autonomia è totale, e i colpi che piazza sono frutto dei suoi rapporti personali. A mediare con la segreteria di Francesco è stato il Promotore di Giustizia dello Stato Vaticano Alessandro Diddi, con cui il direttore ha un rapporto privilegiato.

 

GIAMPAOLO ROSSI A CARTOONS ON THE BAY - FESTIVAL DELL ANIMAZIONE DI PESCARA

Sapersi muovere Oltretevere gli aveva permesso di avere le carte del processo Becciu prima di tutti gli altri e di intervistare il pontefice già nel 2020, quando era ancora direttore dell’agenzia di stampa AdnKronos.

 

Insomma, […] Rossi ha bisogno di un salto di qualità. Ma per farlo gli mancano i mezzi: gli assi nella manica che Viale Mazzini sta programmando sono tutti asset dell’amministratore delegato. Da Massimo Giletti a Rosario Fiorello, la capacità di tessere contatti è la disciplina regina del democristiano Sergio: soprattutto con l’inquilino del glass di via Asiago (oggi del Foro italico) il legame è particolarmente saldo e Sergio non perde occasione di esibirlo. Per i maliziosi la campagna elettorale dell’ad si muoverà di pari passo con le presenze del conduttore, che imperverserà su ogni piattaforma a qualsiasi orario del palinsesto.

incoronata boccia giampaolo rossi

 

All’arco di Rossi resta la freccia del sindacato […]: la chiave è Agirai, l’alternativa a Usigrai messa in piedi con la benedizione del dg dalle line (vicecaporedattori e caposervizio): tra i nomi più citati ci sono alcuni suoi fedelissimi, come Paolo Corsini – un solido passato sindacale alle spalle, ma che per adesso si dichiara fuori dalla partita –, Incoronata Boccia e l’amico Rao.

 

La nuova compagnia potrebbe aprire strade e relazioni agli ambiziosi. E magari riscaldare l’audience interna a un dirigente come Rossi: le relazioni umane non sono il suo talento maggiore. Anche per questo, dopo le europee, il match con Sergio è una mezza mission impossible.

i post del blog di giampaolo rossi 3i post del blog di giampaolo rossi 5GIAMPAOLO ROSSI E INCORONATA BOCCIAgiampaolo rossi lucia borgonzoniroberto sergio giampaolo rossiGIAMPAOLO ROSSI A CARTOONS ON THE BAY - FESTIVAL DELL ANIMAZIONE DI PESCARA

 

gian marco chiocci foto di baccopapa francesco intervistato da gian marco chiocci 1papa francesco intervistato da gian marco chiocci 2papa francesco intervistato da gian marco chiocci 3

marinella soldi roberto sergio giampaolo rossi

AUGUSTA MONTARULI GIAMPAOLO ROSSI - EVENTO FRATELLI D ITALIA

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...