silvio berlusconi matteo salvini

LA RAI SARÀ LA GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO DEL CENTRODESTRA. NON SOLO. LA BOCCIATURA DEL FILO-PUTINIANO MARCELLO FOA A PRESIDENTE RAI SAREBBE LA PRIMA SONORA SCONFITTA PER SALVINI. A QUEL PUNTO, TRONFIO DI POTERE E DI SONDAGGI, IL LEADER DELLA LEGA POTREBBE ACCAREZZARE L’IDEA DI FAR SALTARE IL ''CONTRATTO'' DI GOVERNO CON I 5 STELLE E ANDARE ALLE URNE PER FARE BOTTINO PIENO. L’AUTUNNO, CON IL DEF E LA LEGGE DI BILANCIO, I NODI CON I GRILLINI E CON TRIA SAREBBERO MOLTO ARDUI DA SBROGLIARE

salvini di maio berlusconi

1. DAGOREPORT

Cosa c'è dietro la possibile rottura tra il Cav e Salvini? La Rai è la goccia che fa traboccare il vaso. C'è chi dice che Salvini sia fuori di sé perché pensa che ci sia Berlusconi dietro la protesta degli industriali veneti contro il decreto Dignità. Giovedì quando si sono incrociati casualmente alla Camera avrebbe liquidato il Cav dicendo "Ora non ho tempo per te". Il giorno dopo, dopo vari tentativi telefonici, Salvini, tronfio di potere e di sondaggi, ha risposto al Banana e il “vaffa” è stato definitivo.

 

salvini berlusconi

Allontanata la salviniana e ambigua Ronzulli, con Gianni Letta che minaccia di allontanarsi per sempre da FI in caso di cedimento su Marcello Foa, per non parlare dell’opposizione in atto di Mattarella, Berlusconi ora sta contattando i suoi membri in Commissione Vigilanza uno a uno per essere certo che tutti e sette voti di FI votino contro e a meno di un dietrofront di Salvini si andrà a uno scontro tra FI e Lega.

marcello foa salvini

 

Berlusconi si è accorto poi che l’opposizione morbida non paga in termini di voti e i sondaggi riservati lo dicono chiaro, e così contestando la Lega su TAV, TAP e Ilva, l’ex satrapo di Arcore si vuole intestare il passo indietro del Governo.

 

La bocciatura del filo-putiniano Foa sarebbe la prima sonora sconfitta per Salvini che sicuramente porterebbe a un deterioramento dei rapporti FI/Lega nelle amministrazioni locali. A quel punto, tronfio di potere e di sondaggi, il leader della Lega accarezzerebbe l’idea di far saltare il contratto con i 5 stelle e andare alle urne per fare bottino pieno. L’autunno, con la legge di Bilancio, i nodi con i grillini e con Tria sarebbero molto ardui da sbrogliare.

 

 

2. IL CENTRODESTRA SPACCATO SULLA RAI

letta mattarella

Dino Martirano per il Corriere della Sera

 

Per tutto il giorno si è atteso un contatto chiarificatore fra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Dalle parti di Arcore si aspettavano una telefonata «riparatoria» da parte del ministro dell' Interno per ricucire il filo con le truppe azzurre dopo il blitz sulle nomine Rai.

 

In particolare lo stato maggiore forzista contesta la decisione di indicare come presidente della Rai Marcello Foa, ex caporedattore del Giornale, ma, è l' accusa, «con un profilo non di garanzia e scelto senza consultarci».

marcello foa disgustato da mattarella

Per essere eletto, Foa ha bisogno dei voti della Lega, del M5S e di quelli di altri 6-7 commissari dell' opposizione.

 

Per il Pd e Leu è «no» su tutta la linea e anche Forza Italia, ad oggi, non intende sostenere il presidente sovranista sostenuto dalla Lega e dai grillini.

 

Le truppe berlusconiane sono infuriate. Annamaria Bernini, capogruppo dei senatori, la mette così: «Quanto agli assetti dei vertici Rai, in commissione parlamentare di Vigilanza diremo no ad ogni logica spartitoria ed antidemocratica». La posizione degli azzurri non cambierebbe nemmeno se Salvini mettesse sul tavolo una contropartita, assicura il capogruppo in Vigilanza Giorgio Mulè: «Non c'è alcun do ut des».

ronzulli ridipinge

 

Contro la nomina di Foa, Leu e Pd rinnovano l' appello a Forza Italia a esprimere voto contrario. I dem sono pronti ad alzare le barricate «con azioni clamorose» se Foa dovesse ricevere il lasciapassare della Vigilanza. Davide Faraone, renziano, si rivolge agli azzurri «affinché si impedisca che il portavoce dei nazionalpopulisti che prova fastidio per la democrazia, che attacca il presidente Mattarella, che propende per i no vax, possa essere eletto presidente della più importante industria culturale del Paese».

 

mule e Berlusconi

Riccardo Laganà, membro del cda eletto dai dipendenti Rai, polemizza con l' esecutivo gialloverde: «Noi non siamo né lottizzati né parassiti. La quasi totalità dei dipendenti Rai, sono invece gli anticorpi di un sistema immunitario ben collaudato». Gli fa eco il segretario dell' Fnsi Raffaele Lorusso: «Nella Rai legastellata è già tempo di liste di proscrizione. L' invettiva del vicepremier Luigi Di Maio contro "raccomandati e parassiti" lascia presagire tempi difficili».

 

salvini berlusconi di maio

Quando mancano ormai due giorni alla seduta della commissione di Vigilanza Rai, che dovrà ratificare con una maggioranza vincolante di due terzi il nome del presidente, intanto, riemerge da Youtube una lunga dichiarazione rilasciata a maggio al network sovranista Byoblu: in quell'occasione Marcello Foa, interpellato come «massimo esperto» di manipolazione, pur con una premessa cautelativa assecondò l' accusa rivolta da Byoblu al Quirinale di aver veicolato «correzioni» in senso europeista del discorso pronunciato dal presidente incaricato Giuseppe Conte.

 

Marcello Foa

Il Colle reagì definendo il video nel suo complesso «falso, diffamatorio e gravemente lesivo dell'immagine della presidenza della Repubblica».

 

 

3. RAI, SALVINI NON TRATTA SU FOA PRESIDENTE, BERLUSCONI ACCUSA "È OSTAGGIO DEL M5S". GASPARRI: "SE CEDIAMO AL DIKTAT, RISCHIAMO L' IRRILEVANZA"

Amedeo La Mattina per la Stampa

 

RONZULLI SALVINI

Non risponde alle telefonate in arrivo a Milano Marittima, dove si trova in vacanza con il figlio, e non telefona a Silvio Berlusconi. «Non voglio parlare di Rai», ha detto a chi lo sollecita a prendere un' iniziativa per evitare il peggio, cioè che Foa venga impallinato. Lui è convinto che il Cavaliere non si spingerà a tanto, ad allearsi con il Pd: se questo dovesse accadere Salvini minaccia di far saltare le alleanze di centrodestra presenti e future. I berlusconiani sostengono che il suo sia un bluff, ma nelle ultime ore i collaboratori del leghista dicono che la posizione del capo si è indurita.

 

Non capisce, spiegano, perchè non vada bene il nome di un giornalista che viene dal Giornale, quotidiano di casa berlusconiana. «Matteo la smetta di prendermi in giro, facendo finta di non capire quale sia il problema di fondo», commenta Berlusconi.

 

La verità, spiegano fonti azzurre molto vicine all' ex premier, è che Salvini ha comunicato a Berlusconi, attraverso la sua stretta collaboratrice Licia Ronzulli, il nome di Foa pochi minuti prima che fosse reso pubblico. Nessuna richiesta di un parere, solo un nome «confezionato» su un' intesa con il nuovo alleato Luigi Di Maio.

silvio berlusconi licia ronzulli francesca pascale

 

Ecco il punto, secondo Berlusconi: Salvini non voleva, anzi non poteva aprire una trattativa perché ha le mani legate dai 5 Stelle. Non è un caso, ragionano ad Arcore, che i giudizi più sperticati a favore di Foa siano arrivati dai grillini, addirittura da Alessandro Di Battista che dal Messico ha scritto che gli sembra «un sogno avere un giornalista dalla schiena dritta come Foa».

 

«Se Foa non ottiene i due terzi dei voti - sottolinea Maurizio Gasparri che siede in Vigilanza - dovrà dimettersi da consigliere di amministrazione. A quel punto si aprirebbe una nuova partita». Il riferimento è a un precedente del 2005, quando Giulio Malgara, indicato dalla maggioranza berlusconiana alla presidenza Rai, venne affossato dal centrosinistra. Che questa sia la sorte di Foa lo stesso Gasparri ha però qualche dubbio. Non è del tutto convinto che Berlusconi tenga il punto.

GASPARRI-AS-ROMA

 

Potrebbe infatti succedere che Salvini faccia cuocere il Cavaliere nel suo brodo ancora per un po' e in zona Cesarini (forse domani) lo chiami per fargli qualche proposta compensativa. Di che tipo?

«Magari gli propone dei nomi per la direzione del Tg1 o del Tg2 facendo finta di concordarli con lui - osserva Gasparri - ma si tratterebbero di nomi che già circolano e che Salvini ha già scelto per conto proprio. Ci consegneremmo all' irrilevanza».

 

Marcello Foa

L' ex ministro della Comunicazione non fa nomi ma è chiaro che si riferisce a Gennaro Sangiuliano e Alessandro Giuli. Se il leader leghista volesse una trattativa, dovrebbe recepire delle indicazioni dal Cavaliere. Ma Salvini non compone il numero di Arcore e ha le mani legate: i 5 Stelle non vogliono che Berlusconi metta bocca sulle cose Rai. Forza Italia aspetta le mosse del ministro dell' Interno e per il momento tiene il punto con le parole di Giorgio Mulè, anche lui della Vigilanza Rai: «Non c' è alcun do ut des . Non ci sono partite o contraccambi. La questione è politica, serve una figura di garanzia condivisa dai due terzi della Vigilanza Rai. Una maggioranza che Lega e 5 Stelle non hanno. Non c' è merce di scambio».

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...