beppe grillo referendum giustizia giorgia meloni

SUL REFERENDUM LA DESTRA È COSÌ NEL PANICO CHE SI AGGRAPPA A BEPPE GRILLO –  IL COMITATO A FAVORE DELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA SPERA CHE IL FONDATORE DEL M5S DIA IL SUO APPOGGIO AL “SÌ”, DOPO IL CASO DELLA CONDANNA DEL FIGLIO CIRO PER VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO – SAREBBE UN TESTACODA PER “BEPPE-MAO”, CHE AVEVA CREATO IL MOVIMENTO SUL PRIMATO DEI GIUDICI E SUL GIUSTIZIALISMO – I FUOCHI D’ARTIFICIO DELLA CAMPAGNA REFERENDARIA SI AVRANNO SOLO DOPO IL FESTIVAL DI SANREMO. COME DAGO-DIXIT, MELONI DOVRÀ METTERCI LA FACCIA: PARTECIPERÀ A DUE O TRE COMIZI, MA SENZA SALVINI E TAJANI…

1 - QUELLA «CURIOSITÀ» SU GRILLO: E SE VOTASSE PER LA RIFORMA?

Estratto dell’articolo di S. Can. per il “Corriere della Sera”

 

giuseppe conte beppe grillo

Il comitato del «Sì» sulle tracce di Beppe Grillo. Strano, ma vero. Tra i promotori della riforma c’è chi ha la curiosità di capire come voterà il fondatore del M5s, ammesso che alla fine si presenterà al seggio. Chi lo frequenta, fuori dalla politica, è convinto che Grillo non abbia dubbi, tanto sarebbe forte l’amarezza nei confronti della magistratura per la vicenda che ha visto condannato il figlio Ciro.

 

Sarebbe la svolta definitiva ma anche la nemesi, per Grillo, che costruì un partito sul primato dei giudici e sulla palingenesi dei pm. L’ennesimo testacoda che vedrebbe il comico-guru dalla parte opposta rispetto al successore Giuseppe Conte, fiero paladino del «No». [...]

 

2 - LE STRATEGIE DEI COMITATI PER VINCERE IL REFERENDUM. LO SPRINT? DOPO SANREMO

Estratto dell’articolo di Simone Canettieri per il “Corriere della Sera”

 

giorgia meloni matteo salvini

«Andate e mobilitatevi». L’altro giorno ai governatori di Piemonte, Lombardia, Liguria e Veneto (tutti di centrodestra) presenti in Consiglio dei ministri per l’Autonomia differenziata è stato detto di «darci dentro» con la campagna referendaria. Il messaggio è arrivato loro dai ministri di Fratelli d’Italia più vicini a Giorgia Meloni. [...]

 

[...]  Al momento l’idea di una chiusura del fronte del No con Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli (e forse Renzi) sullo stesso palco è confinata fra le ipotesi di scuola. È tutto molto prematuro.

 

La battuta che circola infatti è «prima l’Ariston, poi la giustizia». Si sa: dopo il Festival di Sanremo, la campagna referendaria è destinata a cambiare musica. Saranno le tre settimane decisive per il Sì e per il No: il grande sprint.

 

[...]

manifesti di fdi per il sì al referendum sulla riforma della giustizia

 

Nel centrodestra tutto ruota intorno a Meloni. Al momento ballano due iniziative pubbliche a cui la premier potrebbe partecipare ma anche no: il 12 o il 13 marzo a Milano e il 18 a Roma. La presenza di Meloni è data per «possibile», ma non ancora certa. Sono iniziative di Fratelli d’Italia che al momento non prevedono gli altri leader Antonio Tajani e Matteo Salvini. La foto del governo non è consigliata, dagli esperti.

 

La presidente del Consiglio ragiona su «come» e «quanto», per usare una formula inflazionata, dovrà «mettere la faccia» su questa sfida. Entrare nel merito degli errori dei giudici a colpi di video o rispondere al richiamo della piazza? Anche dentro il suo partito abitano idee opposte.

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

Elly Schlein invece, nonostante un pezzo di Pd sia per il Sì, è in prima linea in giro per l’Italia: martedì, per esempio, sarà a Latina per un incontro con l’ex magistrato e scrittore Gianrico Carofiglio. L’armocromia dem dice che il colore della vittoria sarà il magenta, quello che campeggia sui cartelloni della campagna per il «No». Parola chiave: abbraccio di popolo. Che Andrea Orlando declina con una citazione berlingueriana: «Dobbiamo parlare a una maggioranza nobilmente conservatrice che pensa che sia meglio non fare un salto nel buio».

 

Sul fronte opposto Forza Italia si prepara a una «fase due scoppiettante»: maratone oratorie e treni per il Sì che attraverseranno l’Italia in lungo e largo con scompartimenti dedicati alle buone ragioni della riforma. Più una serie di incontri, convegni e seminari. Si parla di quattrocento eventi.

 

[...]

 

il codice nordio - poster by macondo

Tutto il M5s è mobilitato con tre «centravanti» di sfondamento: Federico Cafiero de Raho, Roberto Scarpinato e Giuseppe Antoci, fieri paladini dell’antimafia prima di essere eletti. La «fase due» sarà quella della politica, dopo il primo ruolo svolto dai comitati dei due fronti. Dentro il centrodestra, specie da Forza Italia, in molti si augurano che la Lega di Salvini inizi ad essere «più attiva».

 

Il Carroccio finora in questa partita sembra stare «largo sulla fascia», accusano dalla maggioranza. «Il nostro coinvolgimento sarà totale nella seconda fase», assicurano i salviniani della prima ora, consapevoli anche delle disponibilità economiche del partito. Chi si aspetta invece un ministro Nordio dimesso, dopo le continue polemiche, resterà deluso. Il Guardasigilli da qui al 22 e 23 marzo ha in cantiere almeno 30 appuntamenti (e altri ne arriveranno) più varie ospitate.

matteo salvini giorgia meloni foto lapresse

 

Soprattutto in tv dove il ministro «funziona», come ha registrato Giovanni Minoli che, a titolo di stima, gli sta dando qualche consiglio. A[...]

POST DELLA PAGINA INSTAGRAM DI ATREJU CONTRO GIUDICI E ANTIFA

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