IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA INVADE ANCHE I TALK – L’ANALISI DI ALDO GRASSO: “NON È FACILE TROVARE LA CHIAVE GIUSTA PER AFFRONTARE UN TEMA PERCEPITO COME ‘TECNICO’. IL PIÙ SEGUITO DEL GENERE È ‘OTTO E MEZZO’ CON 1,7 MILIONI DI SPETTATORI MEDI E L’8% DI SHARE. LA PREDOMINANZA DEL TEMA REFERENDARIO HA ALLONTANATO QUALCHE SPETTATORE. IL DIRIMPETTAIO DEL DEBBIO DEDICA PORZIONI LIMITATE AL TEMA, MESCOLANDOLE CON QUESTIONI DI CRONACA. È SEGUITO DA 930MILA SPETTATORI E IL 4,4% DI SHARE. NELLA SETTIMANA APPENA CONCLUSA, QUESTA MESCOLANZA DI TEMI, COL REFERENDUM COME INGREDIENTE MARGINALE (SEMBRA QUESTA LA LINEA EDITORIALE MEDIASET), CONSENTE DI MANTENERE UNA MEDIA D’ASCOLTI STABILE...” – FORMIGLI IN CONTROTENDENZA...
Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”
A un mese dal voto referendario sulla separazione delle carriere di giudici e magistrati, il dibattito inizia a prendere forma in televisione, con in prima linea i talk politici della sera: per questi non è facile trovare la chiave giusta per affrontare un tema percepito come «tecnico» e complesso. Mantiene la palma del programma più seguito nel genere 8 e mezzo, con una media, dall’inizio dell’anno, di 1,7 milioni di spettatori medi e oltre l’8% di share.
Nel corso della settimana, la predominanza del tema referendario ha allontanato qualche spettatore (7,7% di share medio), tranne nella puntata di giovedì (ospiti di Lilli Gruber Massimo Cacciari, Annalisa Terranova e Alessandro De Angelis), con un dibattito acceso seguito da 1.750 mila spettatori medi (8,2% di share).
Il dirimpettaio Paolo Del Debbio, sempre in access prime time, dedica nella settimana porzioni limitate di programma al tema referendario, mescolandole con questioni di cronaca.
Dall’inizio dell’anno 4 di sera è seguito da 930 mila spettatori medi e il 4,4% di share. Nella medesima settimana analizzata, quella appena conclusa, questa mescolanza di temi, col referendum come ingrediente marginale (sembra questa la linea editoriale Mediaset), consente di mantenere una media d’ascolti stabile.
Passando al prime time, mantiene la leadership diMartedì (1,4 milioni di spettatori dall’inizio della stagione, 8,5% di share), con l’ultima puntata, molto «referendaria», che raccoglie 1.360.000 spettatori medi (8,3% di share).
In controtendenza Corrado Formigli, che fa registrare 895 mila spettatori medi (6,5% di share) con l’ultima puntata dedicata alle conseguenze politiche del referendum (la media di share nella stagione è del 6%).
Come si spiegano queste variazioni, per quanto minime? Il caso di Piazzapulita è emblematico per capire qualcosa di più: la platea di Formigli è qualificata (11% di share fra i laureati, 10% nella classe socioeconomica alta); inoltre il tema referendario, ostico per la tv, diventa più trattabile se letto in una prospettiva fortemente politica. Nelle prossime settimane capiremo se questa sarà la direzione del dibattito.
In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione Geca su dati Auditel.





