referendum giustizia giorgia meloni

IL REFERENDUM CHE SCOTTA – MELONI È PREOCCUPATA PERCHÉ IL FRONTE DEL “NO” ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA RECUPERA TERRENO. LA DUCETTA PUNTAVA AL BLITZ OGGI IN CONSIGLIO DEI MINISTRI PER ANTICIPARE LA CONSULTAZIONE POPOLARE SULLA GIUSTIZIA AI PRIMI DI MARZO, MA PD E M5S INSORGONO E CHIEDONO PIÙ TEMPO PER INFORMARE I CITTADINI – DAL COLLE, CUI SPETTA IL COMPITO DI INDIRE IL REFERENDUM, SAREBBE ARRIVATA L'INDICAZIONE A “RIFLETTERE” – L’IPOTESI PIÙ PROBABILE È ANDARE ALLE URNE IL 22 E 23 MARZO…

Estratto dell’articolo di Conchita Sannino per “la Repubblica”

 

giorgia meloni al seggio elettorale per i referendum - 3

Non bastava la riforma salva-sprechi. La legge Foti che spunta le armi alla Corte dei Conti, approvata nel sabato pre-San Silvestro, non era l'ultimo strappo dell'anno. La destra tentata dal bis puntava a fissare già oggi, nel Consiglio dei ministri, la data più vicina per il referendum confermativo sul ddl separazione delle carriere.

 

Obiettivo del blitz: chiudere sul week-end del primo marzo, al massimo quello successivo, nonostante sia in pieno corso la raccolta firme (legata a un diverso quesito) sia balzata quasi a quota 70mila in poche ore, e nonostante magistrati, associazioni e sigle contrarie alla riforma rivendichino il rispetto delle norme e il tempo utile perché i cittadini siano consapevoli della posta in gioco (come prevede peraltro la legge 352 del 1970).

 

comitato per il no al referendum sulla giustizia - enrico grosso e antonio diella

[...] scendono in campo Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni, pesa lo stupore dei comitati del no, i promotori della petizione minacciano impugnative dinanzi al Tar del Lazio. A sera si fa strada la possibile data di mezzo: non i primi due giorni del mese che stavano a cuore a Nordio e Meloni, non gli ultimi come auspicavano magistrati, professori e Cgil, ma il 22. Referendum d'equinozio.

 

«Quando si andrà alle urne? Sono valutazioni che toccano al consiglio dei ministri, e poi rispettiamo come sempre le prerogative del presidente Mattarella», svicolava elegantemente Mantovano, solo l'altro pomeriggio, in Senato, alle domande sull'ennesima accelerazione. [...]

 

giorgia meloni carlo nordio

La tensione aumenta, e dal Colle - cui spetta il compito di indire le consultazioni – non è escluso sia arrivata l'indicazione a riflettere. Schlein torna a battere su una destra che si ritiene al di sopra della legge. «Questo governo vuole mani libere e nessun controllo», rimarca la segretaria Pd, «anche la riforma della Corte dei Conti, con il meccanismo del silenzio-assenso e il tetto massimo di sanzione per un funzionario che viola la legge, insieme all'abolizione dell'abuso d'ufficio, crea una sacca d'impunità pericolosa».

 

Con il senatore dem Andrea Giorgis che rincara: «Dopo la corsa per ridimensionare il ruolo della magistratura contabile, adesso anche il blitz per privare i cittadini del tempo necessario ad ottenere una completa informazione sui danni che arreca la riforma». Giuseppe Conte spinge la raccolta firme con un post che produce un'impennata, da 2mila a 4mila firme all'ora.

 

il pm rocco gustavo maruotti

«Dobbiamo dare un segnale contro il ddl Nordio che non serve alla giustizia ma solo a rendere la casta dei politici più intoccabile – sottolinea il leader M5s – Lascio il link nei commenti, occorrono due minuti, sta a noi partecipare». Da Avs, anche Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni mettono al centro il valore politico di quella petizione: «Una firma è un atto di difesa della democrazia e della Costituzione, contro ogni tentativo di subordinare la magistratura al controllo del governo», da «sostenere con convinzione».

 

Si schiera il segretario dell'Anm Rocco Maruotti, dopo che già il presidente Parodi aveva auspicato «tempi ragionevoli, e non corse» [...]

 

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA APPROVATA IN SENATO - CARLO NORDIO

Ora Maruotti: «È bastata la voce che il governo volesse forzare la mano: in meno di dieci ore le firme sono salite da 37mila a oltre 62mila, e in una domenica tra Natale e Capodanno. C'è da augurarsi che la voce di migliaia di italiani venga ascoltata. O assisteremmo alla più grave forzatura su un iter di revisione costituzionale».

 

L'eventuale «abuso» di lasciare solo cinquanta giorni di attività – tanto resterebbe, dalla ripresa post-Epifania ai primi di marzo – per spiegare ai cittadini dubbi o ragioni sulla legge che separa definitivamente i pm dai giudici, crea due Csm e un'Alta Corte, introduce il sorteggio, potrebbe diventare carburante per i sostenitori del No.

 

Gli stessi promotori dell'ultima petizione non resteranno a guardare. «Se il governo fissa subito la data senza attendere il 30 gennaio, ricorreremo al Tar Lazio», annuncia l'avvocato Pier Luigi Panici, portavoce dei 15 cittadini che hanno aperto questa falla. [...]

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA APPROVATA IN SENATO RIFORMA DELLA GIUSTIZIA APPROVATA IN SENATO - PROTESTE DEL PDGIORGIA MELONI CARLO NORDIO

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