UNA PRESA PER IL CULO DI 20 ANNI! - SCHIFANI, SENZA DIVENTARE ROSSO DI VERGOGNA, ABOLISCE IL VITALIZIO DI PALAZZO MADAMA, MA IL RISPARMIO CI SARÀ TRA 20 ANNI: GUAI A INTACCARE I PRIVILEGI ESISTENTI E DESTRA E SINISTRA VOTANO FELICI - DA DOMANI CICCIOLINA NON DOVRÀ PREOCCUPARSI PER LA SUA VECCHIAIA: COMPIE 60 ANNI E ARRIVA LA PENSIONICINA PER LA SUA ELEZIONE DEL 1987 COI RADICALI (E UN BEL GESTO DELL’OMBRELLO AI SUOI COLLEGHI FUTURI CHE NON GODRANNO DELLA STESSA FORTUNA)…

Paola Zanca per "Il Fatto Quotidiano"

Per Ilona Staller, domani, è festa doppia. Anzi tripla. Compie 60 anni, potrà cominciare a godere del vitalizio che ha maturato con la sua elezione nel 1987 e fare pure il gesto dell'ombrello ai parlamentari futuri. Se tutto va come promesso, dalla prossima legislatura in poi, il vitalizio come l'abbiamo conosciuto non esisterà più. Così ha deciso ieri il Senato, approvando all'unanimità la delibera che prevede "il superamento, a partire dalla prossima legislatura per i nuovi eletti, dell'attuale sistema degli assegni vitalizi".

Ma sia chiaro, prima di sfottere il prossimo onorevole, Cicciolina (e noi con lei) deve leggere attentamente tra le righe. Intanto, quella approvata è una delibera votata dal Consiglio di Presidenza del Senato. Ora dovrà essere uniformata con le decisioni della Camera (deputati e senatori non possono avere trattamenti diversi) che già a luglio scorso propose la "sostituzione dell'attuale sistema, a decorrere dalla prossima legislatura, con un nuovo sistema di tipo previdenziale analogo a quello previsto per la generalità dei lavoratori".

Dunque se sul "superamento" e sulla "sostituzione" sembrano tutti d'accordo, sul futuro c'è un punto interrogativo non di poco conto. Deciderà una sorta di commissione bicamerale incaricata di fare simulazioni e proposte. Il senatore Pd, Francesco Sanna, per esempio, un'idea già ce l'ha: bisognerebbe passare al sistema "contributivo puro" ovvero "equiparare il lavoro del parlamentare a quello dipendente".

Si riceve quanto si è versato, punto e stop. Se i diritti acquisiti non si possono toccare (anche se il ministro Fornero, che si occupa del welfare dei comuni mortali, sembra di un altro parere), si potrebbero comunque stabilire alcuni limiti anche per chi il vitalizio lo prende da vent'anni: niente cumuli di pensione, per esempio, e "un'asticella che stabilisca che il vitalizio non può superare l'indennità netta di un parlamentare", visto che oggi succede anche questo. Ma è lo stesso senatore ad ammettere che "questa è una parte non scritta che bisognerà scrivere". Dunque, torniamo a leggere tra le righe di quello che è scritto finora. La riforma vale, dicevamo, "a partire dalla prossima legislatura".

Per chi sta nel palazzo adesso, non cambia nulla. Per questo il capogruppo Idv Massimo Donadi invita a non gioire: "Nel momento in cui si chiedono sacrifici ai cittadini - dice - si deve avere il coraggio di dare un taglio ai privilegi dei politici: l'abolizione dei vitalizi deve partire dai parlamentari in carica e da quelli non più in carica ma non ancora andati in pensione". Il punto è che la proposta elaborata dal Senato darà i suoi frutti "solo tra venti o venticinque anni": perchè, torniamo a leggere, la novità vale "per i nuovi eletti", per chi è quindi alla sua prima esperienza da parlamentare. Nel 2008 alla Camera i nuovi eletti sono stati 248, meno della metà di 630.

Al Senato il tasso di novità è stato ancora peggiore: solo 102 neo-ingressi, meno di un terzo di 315. A meno che alle prossime elezioni non si verifichi una strabiliante infornata di novizi della politica, sarà dura che i numeri siano diversi. Figuriamoci poi se la fine della legislatura dovesse portare al tanto agognato dimezzamento del numero dei parlamentari: meno posti ci sono, più storici rimangono. Ieri, tra l'altro, anche i più assidui frequentatori della Camera si aggiravano guardinghi alla ricerca delle aule per le Commissioni. Si allenano a cercarle, che d'ora in poi le assenze si pagano.

La delibera in questo caso è già attiva dal 15 novembre ma poiché con l'esordio del governo Monti le commissioni sono state quasi tutte sconvocate in attesa della nomina di viceministri e sottosegretari, la prova del nove si vedrà solo nei prossimi giorni. Con più dell'80 per cento di assenze, i deputati perderanno 500 euro dei 3500 della diaria, se mancheranno "solo" al 50 per cento delle convocazioni si vedranno decurtati 400 euro. L'obbligo di presenza vale per tutte le commissioni, che spesso si tengono anche di lunedì e venerdì, giorni solitamente considerati "di riposo" per i lavori parlamentari. L'appello per ora si farà con dei registri di firma, poi verrà installato il meccanismo delle impronte digitali già in uso nell'Aula.

E il tema dell'indennità riguarda anche la questione dei vitalizi. Anche questo sta nella parte non scritta. Con la fine del vitalizio che fine fa quell'8.6 per cento che oggi viene trattenuto proprio per finanziare la pensione? Se resta in busta paga, significa che l'indennità lorda si gonfia di 1.032,51 euro al mese per i senatori e di 1.006,51 euro per i deputati. Può darsi che i parlamentari la usino per pagarsi una pensione integrativa, ma una parte del risparmio per lo Stato che fine fa?

 

RENATO SCHIFANI cicciolina parlamentare 1987ILONA CICCIOLINA STALLER - Copyright PizziILONA CICCIOLINA STALLER

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