renzi dalema franceschini orlando

RENZI, CI FAI UN BAFFINO - PD A PEZZI, IL PREMIER E' ACCERCHIATO, D’ALEMA: “DOBBIAMO RIFARE LA SINISTRA. LA ROTTAMAZIONE? NESSUNO SI E’ SOGNATO DI FARLA CON VERDINI” - LA GUERRIGLIA DI FRANCESCHINI E ORLANDO

Giampiero Calapà e Wanda Marra per il “Fatto Quotidiano”

 

DALEMADALEMA

“Bisogna promuovere una riflessione con quelli che sono andati via. E non solo, è necessario riavviare un discorso anche col mondo cattolico, adesso altrettanto in sofferenza. Dobbiamo rimettere in campo una prospettiva di sinistra, un’area riformista. Può avvenire, come io spero, ancora all’interno del Pd, ma con una battaglia che può essere aperta e portata avanti da nuove generazioni, a cui noi possiamo e dobbiamo dare una mano”.

 

Massimo D’Alema le armi contro Renzi non le ha mai deposte. E in questi giorni è più battagliero che mai. La sua, di guerra, si salda a quella di renziani o ex tali di vario ordine e grado, che studiano strategie per accerchiare il segretario-premier.

“Altro che Rottamazione, alcuni miei coetanei...”

 

Le speranze della sinistra del Pd di arrivare al Congresso del 2017 e riprendersi il partito sono ormai ridotte al lumicino, la scissione resta l’ ultima ratio, ma l’obiettivo è comunque quello di ricostruire un campo politico a sinistra. Quello che non manda giù l’ex segretario dei Ds è il concetto di Rottamazione renziana e ciò che ha prodotto, come ha spiegato due giorni fa intervenendo alla Sapienza di Roma:

 

“Di fronte a una prospettiva di frattura profonda con l’elettorato di sinistra le persone di buona volontà dovranno reagire, magari malvolentieri perché uno a una certa età si riposerebbe”. Perché “il fenomeno che in Italia viene chiamato rinnovamento è stato pilotato da un vecchio ceto dominante economico che è rimasto sempre lo stesso.

DALEMA FESTA UNITADALEMA FESTA UNITA

 

Anzi alcuni anziani (di destra, ndr) sono una parte del nuovo gruppo di comando, nessuno (Renzi, ndr) ha pensato di sostituire miei coetanei come Cicchitto o Verdini. Persino con Berlusconi declinante, tanto che tutto il suo seguito si trasferisce nel nostro campo”.

 

Insiste D’Alema, anche con altri interlocutori: “Nostro compito è gettare un ponte verso chi è andato via, perché bisogna ricostruire un campo politico, che vada dal Pd alla sua sinistra”. Appello che qualcuno coglie, confermandone il percorso politico.

 

FASSINAFASSINA

Come il fuoriuscito Stefano Fassina: “C’è un pezzo importante di partito che se ne è andato via, altri deputati stanno per lasciare il gruppo adesso, ma ci sono anche altri movimenti in corso, dalla classe dirigente alla base. Movimenti che in parte stiamo incontrando per costruire un nuovo partito”.

 

Primo passo dell’o pe ra zi one-Fassina i gruppi parlamentari “cosa rossa” alla Camera, unione di ex Pd e Sel. Proverà a resistere ancora, invece, Gianni Cuperlo: “Mi batto dentro il Pd perché non nasca il partito della nazione, operazione che cambierebbe la nostra natura politica, mi batto ancora per dar voce alla sinistra”. Ma non è solo dalla minoranza che arrivano i problemi per Renzi.

 

Dario Franceschini è partito in una guerriglia di posizionamento. Qualche giorno fa ha dichiarato, serafico: “Alfano ha sconfitto Renzi sul contante a 3 mila euro”. Un’affermazione che al premier e ai suoi non è andata giù: insopportabile il riferimento a una vittoria del leader di Ncd.

 

L’ex “vicedisastro” e il Giovane turco

Non è la prima crepa nel rapporto tra Renzi e il ministro della Cultura. A settembre, in occasione della presentazione dei venti giovani direttori dei musei, che doveva essere il momento di gloria di Franceschini, Renzi arrivò a rubargli la scena. E non contento buttò lì la battuta al veleno: “Franceschini? È irrottamabile”.

FRANCESCHINIFRANCESCHINI

 

L’ex “vicedisastro” (Renzi dixit) conta su un gruppo di parlamentari fedelissimi, che hanno fatto strada nel renzismo. Come Ettore Rosato, ora capogruppo a Montecitorio. E i suoi, seppur minimizzano il dissenso sul contante, sono polemici: “Adesso ci sarà una tornata di nomine statali.

 

E il rimpasto: gli unici nomi che si fanno sono quelli dei Giovani turchi. Esistiamo anche noi”. Franceschini, prima di passare (tra i primi) sul carro del vincitore, era molto legato a Enrico Letta. Qualche settimana fa, i due si sono rincontrati pubblicamente a una conferenza internazionale a Pontignano. Occasioni per parlare.

il ministro andrea orlandoil ministro andrea orlando

 

E proprio ieri nell’area Franceschini c’era malumore. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in un’intervista a Repubblica si è detto favorevole pure alle adozioni gay. Parte di un’o ffensiva politica, che mira ad allargare sempre di più il peso (e le truppe) dei Giovani turchi.

RENZI DALEMA FRANCESCHINI ORLANDORENZI DALEMA FRANCESCHINI ORLANDOsergio mattarella e massimo dalemasergio mattarella e massimo dalema

 

 

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?