matteo renzi maria elena boschi

VOTO SI’, ANPI NO - RENZI & BOSCHI ALL’ATTACCO SUL REFERENDUM: POLEMICA SUI PARTIGIANI “VERI” E SOLITA MANFRINA INTERNA AL PD. BERSANI ATTACCA, MATTEO SE NE FREGA E ORLANDO E ORFINI STANNO UN PO’ DI QUA E UN PO’ DI LA’

Giovanna Casadio per “la Repubblica

 

RENZI MANGIA CON BERSANIRENZI MANGIA CON BERSANI

«Con Matteo ne abbiamo parlato a lungo della campagna referendaria. Il suo approccio è dare battaglia perché gli italiani ci chiedono di semplificare e rendere efficiente la macchina dello Stato. Ed è quello che stiamo facendo anche con la riforma della Costituzione».

 

Graziano Delrio non è uomo aggressivo. Per il ministro emiliano, cattolico di formazione dossettiana, sarebbe importante «togliersi dallo scontro ideologico» e che le associazioni come quella dei partigiani, l’Anpi, ma anche l’Arci, si limitassero a informare. «È stata una forzatura delle associazioni dare indicazioni di voto», chiarisce il punto Delrio.

bersani renzi bersani renzi

 

Dall’approccio aggressivo, dai toni accesi e di sfida - a dispetto dei dissensi dentro il Pd -Renzi non ha nessuna intenzione di tornare indietro. Non ci sono mea culpa per le parole di ieri in tv della ministra Maria Elena Boschi sui «veri» partigiani.

 

Piuttosto «l’Anpi ha sbagliato, del resto lì dentro si sono date appuntamento tutte le sinistre estreme, io sono iscritto all’Anpi », si sfoga Luciano Pizzetti, sottosegretario alle Riforme, quotidianamente a rapporto da Boschi.

ABBRACCIO BOSCHI DELRIOABBRACCIO BOSCHI DELRIO

 

Maria Elena, appunto. Due bordate in due settimane sono troppe per considerarle una semplice casualità. Da “voi state con CasaPound” detto alla sinistra del No, ai partigiani «veri » e perciò amici del Sì, la ministra non ha fatto scivoloni. Mette in pratica semplicemente la linea di attacco: à la guerre comme à la guerre. Il referendum di ottobre è la madre di tutte le battaglie perché la riforma costituzionale è l’asse su cui ruota l’esperienza di governo renziana.

 

maria elena boschi e delriomaria elena boschi e delrio

Francesco Bonifazi, il tesoriere del Pd di Renzi, in prima linea nella campagna del Sì, ha spesso citato il nonno partigiano. Ora non vuole entrare nelle polemiche. Però il No dell’Anpi è una spina nel fianco. «Ha un forte valore simbolico, la nostra Repubblica si fonda sulla Resistenza e i partigiani così sembrano indicare una deriva autoritaria con la riforma della Carta, onestamente così non è», si accalora Giorgio Tonini, senatore trentino, presidente della commissione Bilancio.

 

Renzi non tollera si brandisca l’accusa di autoritarismo contro la riforma costituzionale. E intanto nel Pd i dissensi e i malumori crescono. Non è solo la sinistra dem, anche la corrente dei “giovani turchi” che fa capo al Guardasigilli Andrea Orlando e al presidente del partito, Matteo Orfini non apprezza i toni alti e soprattutto la delegittimazione del fronte del No.

orfini tra i banchetti pd a romaorfini tra i banchetti pd a roma

 

Il timore è che danneggi pure i candidati democratici alle amministrative del 5 giugno: se la faglia tra il Sì e il No diventa così profonda, e proprio alla vigilia del voto locale, potrebbe esserci una fuga di elettori soprattutto nei ballottaggi.

 

Un comunista storico come Ugo Sposetti, tesoriere dei Ds, ora presidente onorario delle Fondazioni che detengono il patrimonio comunista, dice di essere preoccupato. A Milano per inaugurare oggi la sala che ospiterà due dipinti di Guttuso che appartengono alla Fondazione, e gli originali dei Quaderni del carcere di Gramsci, ragiona: «Con toni così aggressivi Renzi si fa male lui e rischia di fare male al paese».

ORFINI RENZIORFINI RENZI

 

Fino all’altroieri, tra Anpi e Pd si era agli appelli: una lettera firmata da settanta senatori dem per il Sì per convincere l’Anpi a ripensarci e una risposta di Carlo Smuraglia, il presidente partigiano, fermo sulle sue posizioni.

 

«Adesso è scappata la frizione e non va proprio bene», denunciano i bersaniani. Per ora i Dem sono impegnati a sostenere i candidati alle amministrative. Roberto Speranza mette le mani avanti: «Parliamo di voto nelle città, dopo di referendum».

 

il ministro andrea orlandoil ministro andrea orlando

Perciò è stato affidato a un durissimo post su Facebook dell’ex segretario Pierluigi Bersani l’altolà a Boschi e alla strategia renziana d’attacco. In ordine sparso poi, sui social la sinistra dem invita a non utilizzare immagini improprie, ad esempio di Pietro Ingrao, per sostenere il Sì. Scontri sotto traccia. Però se l’abbrivio è questo, la resa dei conti è imminente.

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...