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UN PREMIER FORTE COI DEBOLI E DEBOLE COI FORTI - AL CONSIGLIO EUROPEO RENZI FA IL DURO CON I PAESI DELL’EST: O ACCETTATE I MIGRANTI O VI BLOCCHIAMO I FONDI - GERMANIA E FRANCIA APPREZZANO, SCENDE LA TENSIONE CON LA MERKEL. MORBIDO CON L’AUSTRIA: “LAVORIAMO INSIEME”

Da www.ansa.it

 

renzi incontra cameron a londrarenzi incontra cameron a londra

"Cari amici, basta con le prese in giro: la solidarietà non può essere solo nel prendere, ma anche nel dare". Matteo Renzi, prende la parola durante la cena del Consiglio europeo per lanciare un messaggio chiarissimo ai Paesi dell'Est: o accettate i migranti o noi, Paesi contributori, vi bloccheremo i fondi.

 

"Inizia ora la fase della programmazione dei fondi 2020. O siete solidali nel dare e nel prendere, oppure - avrebbe detto Renzi - smettiamo di essere solidali noi Paesi contributori. E poi vediamo". Un monito, secondo quanto si apprende, apprezzato dai Paesi fondatori, Germania e Francia in testa. E che ha ottenuto anche una sponda dalla martoriata Grecia, con il premier Alexis Tsipras, impegnato a spingere per una accelerazione sui ricollocamenti.

tsipras   renzi   merkel tsipras renzi merkel

 

Un gesto che rilancia una sintonia lungo l'asse Roma-Berlino: una svolta netta se pensiamo che solo a dicembre, l'ultimo Consiglio europeo era stato caratterizzato da un forte scontro tra il premier e la cancelliera Angela Merkel. Appena arrivato a Bruxelles, s'era subito capito che Renzi avrebbe tenuto il punto con l'Europa, ma anche che avrebbe evitato toni polemici.

 

Dopo il vigoroso intervento di ieri al Senato e la polemica con Mario Monti, e' tornato a incalzare tutti gli Stati membri a impegnarsi di più. Sul fronte dell'immigrazione, ha ricordato che l'Italia e' "il Paese che ha fatto piu' rimpatri". Tuttavia, ha mostrato di non avere alcuna intenzione di aprire nuovi fronti polemici con le istituzioni di Bruxelles.

presidio contro il respingimento dei migranti 3presidio contro il respingimento dei migranti 3

 

L'inquilino di Palazzo Chigi e' sembrato consapevole che la madre di tutte le battaglie sia quella sulla flessibilità, e che non sarebbe opportuno forzare ulteriormente la mano su altri dossier, come quelli all'ordine del giorno del vertice di oggi, cioè il negoziato con Cameron per evitare la Brexit e la questione dei migranti.

 

Su quest'ultimo argomento, malgrado la tensione sul confine austriaco, ha evitato la polemica del giorno, quella diretta con Vienna, lanciando un messaggio distensivo: "L'Austria - ha sottolineato Renzi - ha una posizione che è comprensibilmente molto difficile perché, pensate, ha più richiedenti d'asilo dell'Italia in termini assoluti ed è un paese decisamente più piccolo del nostro e meno popoloso. Quindi il tema austriaco esiste. Tuttavia - ha osservato - non possiamo nemmeno immaginare di chiudere il Brennero che è simbolicamente, e non soltanto simbolicamente, uno dei grandi elementi di unione in Europa. Quindi si tratta di lavorare insieme".

migranti in stazionemigranti in stazione

 

Sul trattato di Dublino ha ribadito che il 2015 ha sancito il suo fallimento. Tuttavia, ha ammesso che di questo tema si parlerà non solo in questo Consiglio, ma nei molti altri a venire. Molto dialogante anche sui rischi di Brexit: "Sono abbastanza ottimista che ci sarà un accordo che consenta a Cameron di affrontare, e ci auguriamo di vincere, il referendum", ha detto.

 

i migranti al confine italia austria  4i migranti al confine italia austria 4

Dentro la riunione, secondo quanto riferito da alcuni presenti, avrebbe confermato il suo approccio costruttivo, sottolineando che l'obbiettivo principale e' aiutare il Regno Unito. Dopo aver ribadito di essere un federalista convinto e di essere cresciuto con il mito degli Stati Uniti d'Europa, avrebbe confermato, sul fronte economico, il suo sostegno alla posizione della Francia, del Belgio e del Lussemburgo, che come Paesi fondatori condividono un importante pezzo di storia con l'Italia.

 

Se uno Stato membro ha bisogno, avrebbe sottolineato Renzi, c'e' la necessità di stare tutti assieme. Secondo il ragionamento del premier, il Regno Unito si troverà ad affrontare una campagna referendaria basata su quello che l'Europa e' oggi, ma anche su quella che potrebbe essere. E in questo quadro, l'Unione deve essere percepita come attraente per conquistare il consenso dei suoi cittadini, in un quadro più ampio, al di la' dei documenti formali.

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