renzi bassolino

RENZI IN BAMBOLA - SENZA PARTITO, SENZA CANDIDATI, IL DUCETTO DI RIGNANO PENSA DI SPOSTARE A GIUGNO LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE - A ROMA MANCA UN CANDIDATO, A NAPOLI C’È L’INDIGESTA CANDIDATURA DI BASSOLINO

Fausto Carioti per “Libero Quotidiano”

 

matteo renzi e agnese landini al voto a pontassieve   9matteo renzi e agnese landini al voto a pontassieve 9

In un Paese normale la data delle primarie di partito è scelta sulla base della data delle elezioni politiche o amministrative. Nell' Italia di Matteo Renzi funziona al contrario: prima vengono le esigenze del Pd, poi il Paese si adegua. Succede, quando sei allo stesso tempo capo del governo e del partito che alle urne rischia di più.

 

La data naturale per le elezioni comunali a Roma, Milano, Napoli, Torino e altre città è quella di domenica 15 maggio, con ballottaggio domenica 29: perché nel 2011, quando i consigli comunali di Milano, Napoli e Torino furono eletti, il primo turno si svolse proprio il 15 maggio; e perché spostare la data più in là, chiamando i cittadini alle urne nel mese di giugno, farebbe crescere ulteriormente l' astensione in un momento nel quale la disaffezione per la politica è già ai massimi livelli. Data per scontata questa ipotesi, lo stesso Pd aveva cerchiato sul calendario la data del 7 febbraio, giorno in cui i suoi elettori avrebbero dovuto scegliere i candidati sindaco del partito ai gazebo, nelle sedi locali e negli altri seggi delle primarie.

RENZI INSTAGRAM guerini serracchianiRENZI INSTAGRAM guerini serracchiani

 

Doveva essere così sino a pochi giorni fa, cioè sino a quando Antonio Bassolino, sgradito a Renzi, ha ufficializzato la propria candidatura alle primarie del Pd napoletano. E il 7 febbraio è una data troppo vicina per individuare e fare crescere un candidato renziano in grado di sconfiggere "o' sindaco" storico della città.

 

Insomma, a Renzi serve più tempo, che gli torna utile anche per Roma, dove se il centrodestra trova l' intesa su un candidato unico, il Pd - tuttora spiazzato dal fallimento di Ignazio Marino e dai suoi propositi di vendetta - rischia di non arrivare nemmeno al ballottaggio.

 

renato brunettarenato brunetta

Così le primarie del suo partito, ha annunciato ieri Renzi, slittano alla data più «ragionevole» del 20 marzo. Ne consegue che, per far svolgere un' adeguata campagna elettorale ai vincitori delle primarie, il premier sta pensando di spostare il primo turno delle Comunali - in tutte le città in cui si voterà - al 12 giugno, con ballottaggio il 26, con molti italiani già partiti per le vacanze. Il referendum confermativo sulle riforme della Costituzione invece, ha fatto sapere Renzi, si terrà nell' ottobre del prossimo anno: una sorta di rivincita autunnale, nelle sue intenzioni, se il voto estivo dovesse andargli male.

Per fortuna non tutti nelle opposizioni dormono.

 

Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia, ritiene «una vergogna che una data attesa da milioni di cittadini per scegliere il sindaco della loro città sia in balia delle guerre intestine di un partito che tratta la democrazia come una schiava dei propri comodi». Gaetano Quagliariello, leader degli ormai ex alfaniani, dice di non volere «nemmeno pensare che la data delle elezioni sia fissata per rispondere alle esigenze del partito-sistema».

LIBRO DI BASSOLINO FOTO IL MATTINO LIBRO DI BASSOLINO FOTO IL MATTINO

 

Anche Italia Unica, il partito guidato da Corrado Passera, che alle Comunali intende presentare propri candidati in tutte le principali città, denuncia il tentativo di Renzi: «Se il Pd intende gestire le primarie nelle grandi città il 20 marzo, significa che non saranno altro che una ratifica sceneggiata, ma soprattutto che il voto sarà lontanissimo, in giugno, perché le prove che si temono, nell' immaginario renziano, è meglio allontanarle il più possibile».

 

marino renzi  foto mezzelani gmt325marino renzi foto mezzelani gmt325

Non basta. Perché, già che c'è, Renzi (stavolta nelle vesti di segretario del Pd) ha deciso di cambiare le regole in corsa, introducendo nello statuto del partito una norma ad personam: chi è già stato sindaco non può essere ricandidato, dunque Bassolino non può correre alle primarie napoletane. Tagliola che impedisce anche la partecipazione di Marino a quelle romane, ma che in questo caso non cambia di molto le cose, perché l' allegro chirurgo, accreditato del 10% dei voti, conta comunque di presentarsi nella capitale con una propria lista.

corrado passera (2)corrado passera (2)

 

I colonnelli renziani provano a rivendere la cosa come una normale operazione di svecchiamento. «Non è una regola per escludere Bassolino», giura il vicesegretario Debora Serracchiani, «ma è solo un modo per dire che, quando un' esperienza si è chiusa, si è chiusa per davvero».

 

Nessuno ci crede e le critiche dall'interno del partito sono durissime. Bassolino accusa Renzi di usare «mezzucci» e ricorda quando l' ex sindaco di Firenze, «pochi mesi fa, diceva "Non cambieremo le regole delle primarie"». Quanto alla data del voto, Bassolino si augura che «sia fissata a maggio, non a giugno. Dobbiamo portare alle urne il 60% di chi non vota». In ogni caso, col Pd o con una propria lista civica, Bassolino si candiderà.

 

Miguel Gotor Miguel Gotor

E Miguel Gotor, esponente della minoranza dem, avvisa che «il modo migliore per rafforzare la candidatura di Bassolino a Napoli è stabilire norme ad personam». Fuori del Pd, Bassolino trova un momentaneo alleato in Quagliariello: «Che un segretario del Pd che non ha impedito la candidatura di Vincenzo De Luca, di fatto ineleggibile per via della legge Severino, pensi di escogitare cavilli per escludere Bassolino dalle primarie, più che di sceneggiata sa di purga staliniana».

 

 

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