CAPROTTI ALLA PIROMALLO: “MAI STATO UN “PICCOLO IMPRENDITORE DEL TESSILE” - ANNALISA BRUCHI: “I COSTI DI 2NEXT NON SONO COSÌ ALTI” - NEL PD NIENTE PIÙ CORRENTI: SOLO CORRENZI -

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera 1
Caro Dago,
vorrei rettificare alcune informazioni che hai dato su 2Next, il programma che scrivo e conduco. Tu ci "imputi" alti costi, addirittura "fallimentari al limite del danno erariale"; sono i, presunti, costi industriali del programma. Ma come tutti gli addetti ai lavori sanno i costi industriali totali (sopra e sotto la linea), e i costi di rete son cose distinte. Non capisco perché parlando di noi si citino i costi industriali e parlando di altri programmi quelli di rete, infinitamente più bassi.

Poi, in assoluto non è vero che non abbiamo pubblicità e non è vero che gli ascolti siano sotto il 3 %. Forse sfugge che gli ascolti della prima parte del programma (meno notturna) hanno raggiunto il 4.75% , per poi scendere nella seconda (più notturna ... dopo una interruzione di 15 minuti) - questi ascolti vanno comunque sommati a media, che sfiora il 4%.

2 Next è criticabilissimo, ma può anche convincere. Mi ha fatto piacere leggere su La Stampa che il programma "si propone di trattare in modo semplice, diretto e puntuale temi complessi che coinvolgono la vita di tutti" e su Avvenire che 2NEXT " in pochi minuti riesce a condensare interrogativi e questioni", e mi ha fatto piacere leggere l'articolo di Aldo Grasso, sul Corriere, dedicato alla puntata sull'economia delle mafie con Don Luigi Ciotti.

Al programma, inoltre, imputi "un esercito di consulenti". Ma d'altro canto 2NEXT non ha un esercito, ma solo e semplicemente il numero di collaboratori necessario per realizzare una trasmissione ricca di servizi e rubriche, che necessitano di tempo e professionalità; e ricca di ospiti, che trattano materie complesse, che vanno conosciute e sapute divulgare, e che non permettono errori o impreparazioni.

Ospiti come Enrico Giovannini, Giovanni Gorno Tempini, Don Luigi Ciotti, Oscar Farinetti, Brunello Cucinelli, Pietro Valsecchi, Maurizio Landini, Stefano Fassina, Luigi Zingales, Renato Brunetta, suor Giuliana Galli, Flavio Zanotato, Il capo di Stato Maggiore dell'Esercito Claudio Graziano, Diego Della Valle, Murizio Lupi, Attilio Befera, Maria Cannata, Antonio Mastrapasqua, Luca Cordero di Montezemolo, Giorgio Squinzi, Fabio Gallia. E poi economisti e giornalisti come: Jeremy Rifkin, il premio nobel Amartya Sen, Serge Latouche, Tito Boeri, Francesco Giavazzi, Geminello Alvi, Federico Fubini, Alberto Alesina, Alberto Quadrio Curzio.

In poche parole, facciamo il nostro dovere di servizio pubblico - con temi e argomenti che non possono certo puntare a share oceanici - ma che continueremo a sviluppare con coerenza e credibilità. E chissà perché un programma piccolo, di settore e di servizio come questo, finisca per suscitare interessi e attenzioni quantomeno sospetti. Ma dà fastidio a qualcuno?
Annalisa Bruchi

Lettera 2
Gentile Signora Piromallo, grazie, grazie di tutto.
Però ci terrei a precisare una cosa: io non sono mai stato un "piccolo imprenditore del tessile". Quando a 26 anni mi trovai tragicamente ed improvvisamente orfano, mi trovai pure alla testa di un'azienda media di un certo peso. Vecchia di un paio di centinaia di anni era forse la più grande, per dipendenti, della Brianza.
Se è vero che sono un "uomo nuovo" in questo mestiere, il che mi piace moltissimo, tengo però moltissimo anche alle mie origini borghesi.
Molto cordialmente, e ancora grazie per le Sue gentilissime espressioni.
Bernardo Caprotti

Lettera 3
Il Mago Dalemix: "Nessuno mi cancellerà". Forattini, ci fai una bella vignetta?
Vittorio Sbianchettato InFeltrito

Lettera 4
Oggi le spiagge domani il Colosseo! Poi dici che uno si butta su Grillo. Questi ci mettono venti anni, ma poi ammettono tutto. Prodi: Oggi non rifarei le privatizzazioni come le ho fatte. All'anima de li morté.
Tiziano Longhi

Lettera 5
Caro Dago,
Renzi non piace alla Camusso e Flores D'arcais, ecco due motivi sufficienti per appoggiarlo. Semmai, ha commesso un errore : che operazione simpatia è quella di nominare in segreteria Debora Serracchiani, che per il suo modo di porsi, sembra la figlia segreta di Rosi Bindi ?
Salve
Natalino Russo Seminara

Lettera 6
Scusi,Veltroni, il nuovo segretario del PD è progressista o neo- berlusconiano ? "Suvvia, compagno- mi ha risposto il "Clinton della Garbatella"- Matteo Renzi è de destra, ma anche de sinistra. E, degli squadroni di serie A, tifa per la Fiorentina, ma anche per la Juventus....".

Gentil Matteo Renzi, invita a cena la bella Maria Elena Boschi, pensando a Bersani, che preferiva bere birra in solitudine alla compagnia della Bindi. E goditi la tua vittoria, ma diffida delle truppe neorenziane, che bussano alla tua porta. Il PD mi ricorda il PSI del dopo-Midas : anche gli uscieri erano con Craxi, da sempre...
Noi italiani siamo bravissimi, da sempre, a salire sul carro dei vincitori pro-tempore...
Ossequi
Pietro Mancini

Lettera 7
Lungimirante critica politica del Sig. Vincino, stamane (10.12.2013, ore 6 e 40, "Radio24"), al Governo: «Alfano è un cretino». (E vabbè, così siam capaci tutti).
Giuseppe Tubi

Lettera 8
Caro Dago,
adesso che il partito di Silvio ha perso pure il primato della gnocca cosa rimarrà del Banana?...Ieri sera a Porta Porta una Bernini sempre più liftata se l'è dovuta vedere niente meno che con la Boschi e la de Gerolamo, decisamente due assi di briscola...tant'è che alla fine si è surriscaldata e la trasmissione è finita con una gran battibecco strillante, e bruneo taceva godendosi orgasmicamente la scena.
Alessandro

Lettera 9
Dago darling, a leggere (a caldo) "La Repubblica" (con i suoi tanti omissis e spensierate turibolate) sulla prima della Scala del 7 u.s., vien in mente "Neues Deutschland" dopo una prima al Berliner Ensemble (teatro non opera), quando in Unter den Linden comandavano i cari leader Ulbricht o Honecker, allora compagni del nostro caro leader che siede sul colle più alto. I tempi cambiano, ma la gestione di "Le vite degli altri" no. La Stasi può avere tanti volti, anche quello della gestione delle notizie o quello della macchina del fango più 2.0 (e scintillante di firme prestigiose) che ci sia nella Italienische Demokratische Republik. Complimenti comunque al tamburo della Banda d'Affori diretta, alla Scala, dal maestro Gatti.
Natalie Paav

Lettera 10
Dago, e io che pensavo che per far un colpo di stato ci volesse un esercito, carri armati e armi. Sono proprio indietro, basta aprire un blog, pubblicare qualche post non condiviso dallo status quo e diventi golpista dell'anno..."il golpino del grillino". licio gelli non ha veramente capito una mazza... cordialità Ivan Viola

Lettera 11
Caro DAGO, nel Pidì, con l'arrivo del sindaco di Firenze,niente più correnti. Ora correnzi. La nuova segreteria del Pidì, pare motivata a proporre la data dell'8 dicembre come Festa Nazionale delle Primarie. (Pressing al calendario-giocano al raddoppio,due in una). A Firenze corre voce che con la stravittoria di Renzi, anche Mario Gomez è pronto a rientrare.
Saluti, Labond

Lettera 12
Grillo prende per il culo i tre milioni di persone che hanno deciso di partecipare alla vita politica di questo Paese ridandoci speranza che qualcosa di buono c'è anche in quest'ora disperata del nostro tempo. Certo, forse lui preferisce i cinquantamila o poco più che per disperazione partecipano al suo (di proprietà) movimento on line, che se gli disubbidiscono rischiano l'epulsione. Io gli dico: basta miliardari che pretendono di essere l'unto del signore. Grillo,non ha niente da insegnarci, nessuna strada da indicarci, nessun sogno da mostrarci. Porta la tua angoscia altrove, ne abbiamo già abbastanza.
Paolo
Treviso

Lettera 13
Caro Dago,
giusto per completare l'interessante pezzo su Buffet e Bush junior, la migliore ricostruzione di quei terribili giorni è nel film "Too Big to Fail", dove peraltro appaiono Paulson e lo stesso Buffet.
Claudio c.

Lettera 14
Egregio Direttore,
I sondaggi danno Ncd e Sel in calo, Fi e PD in crescita. Era ora! Il problema sarà il tempo che impiegheranno i primi due a sparire del tutto. Se Fi o PD saranno costretti, per questioni di percentuali e maggioranze, ad allearsi, sarà difficile sperare seriamente in una politica nuova. Dovremo arrivare al più presto a due forze democratiche ed omogee nel loro interno, l'una al governo l'altra all'opposizione.

Chiaro che dipende dagli elettori, ma tra questi molti sono ancora legati alla storica frase " a fra, che te serve"? Finché si ragionerà così, difficile parlare di democrazia perfetta: già teoricamente impossibile, figuriamoci con il contributo di gruppetti ...condizionatori: d'estate danno caldo e d'inverno freddo, sono invertiti, tecnicamente parlando!
L. C. G. Teramo

Lettera 15
Caro Dago,
perché il ministro per la Cultura Bray e il presidente del Senato hanno disertato all'ultimissimo minuto giovedì scorso a Roma l'inaugurazione della Fiera della piccola editoria Più Libri Più Liberi, lasciando di stucco e incazzatissimi gli organizzatori (bastava solo sentire cosa hanno detto negli uffici della Direzione, che gli alti soffitti del Palazzo dei Congressi hanno come al solito ben amplificato)?

Eppure avrebbero dovuto essere lì a tagliare il nastro, il ministro per ragioni d'ufficio (sennò che ce stai affà?), il Presidente Grasso per rappresentare le istituzioni. Hanno invece dato buca come si dice a Roma. Nel più assordante silenzio di quel che resta dei giornalisti che si occupano di cultura e dei vari intellettuali presenti (tutti molto presi dal capire se li si riconosceva subito o no...)

Domenica pomeriggio poi il ministro con lo zainetto sempre in spalla ha provato a rimediare con la sceneggiata della fila per pagare il biglietto. A poche ore dalla chiusura dei giochi, visto che domenica sera si smantellava tutto, avrà avuto modo di toccare con mano il tetro grigiore dello stand ministeriale (rappresentato dal Centro per il Libro e la lettura). Cosa temevano? Contestazioni l'uno o le bombe di Riina l'altro? In questo caso perché allora mettere tutto nero su bianco nel programma?
Anche se non lo sanno, anche questo è spread...
Con affetto
Sandrillo

Lettera 16
Caro Dago,
Nell'intervista di oggi su La Repubblica, D'Alema dice : "È una fase nuova, anche per me. C'è Gianni, c'è una generazione più giovane. Si prenderanno le loro responsabilità». Fa questa affermazione con l'implicito presupposto che chi ha governato e sbagliato in passato si è assunto le relative responsabilità di eventuali errori.

Ma come si fa ad affermare questo quando è sotto gli occhi di tutti che le responsabilità in Italia non se le assume proprio nessuno e men che meno lui che di disastri ne ha provocati di grandi ed a decine senza proprio alcuna assunzione di responsabilità (vedi varie vicende "bicamerale", mancanza di coraggio nelle riforme necessarie allo sviluppo del paese, caso Telecom, salvataggi vari di Berlusconi, mancanza di leggi sul conflitto d'interessi, mancanza di riforme elettorali, etc. etc...).

Lui (e come lui tanti altri dinosauri) si sono assunti talmente tante responsabilità che fino a ieri ancora pontificavano e gestivano il PD come se i disastri del loro partito degli ultimi 10 anni non li riguardassero. In gran parte del mondo i politici che sbagliano escono dalla politica attiva per fare altre cose (assumendosi in questo modo le responsabilità del loro operato). Altro che chiacchiere.

 

GIULIANA ALBERA CON IL MARITO BERNARDO CAPROTTI E LA FIGLIA MARINA SYLVIABERNARDO CAPROTTI uomini pavoni con januaria piromallo e federica de gregorio cattaneo jpegAnnalisa Bruchi matteo renzi filippo bonaccorsi ataf WALTER VELTRONI E MASSIMO DALEMA jpegMASSIMO DALEMA E WALTER VELTRONI jpegALFANO E BERLUSCONI BY VINCINO PER IL FOGLIO alfano berlusconi adn x Vittorio Sgarbi e Massimo Bray

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