salvini landini

UNA REPUBBLICA SFONDATA SUL LAVORO - PER 6 ITALIANI SU 10 LO SCIOPERO NON SERVE - CRESCE LA DISILLUSIONE SULLE MOBILITAZIONI: IL 78,8% NON SI SENTE RAPPRESENTATO DAI SINDACATI ED E’ SCETTICO ANCHE CHI VOTA PER PD E M5S - PER IL 37,3% IL DUELLO TRA LANDINI E SALVINI È UNO SCONTRO POLITICO, SE NON PERSONALE - GHISLERI: “LE PERSONE HANNO COMPRESO CHE È DIFFICILE, SE NON IMPOSSIBILE, CREDERE NELLA REALIZZAZIONE DI UN CAMBIAMENTO CHE AIUTI A PIANIFICARE LA PROPRIA VITA FUTURA. SI SENTONO SUDDITI DI DECISIONI PRESE ALTROVE, DA ÉLITE ESTERNE AI CANALI ISTITUZIONALI, OLTRE I CONFINI”

ALESSANDRA GHISLERI

Estratto dell’articolo di Alessandra Ghisleri per “la Stampa”

 

In tema di sciopero nazionale lo scontro verbale tra il Ministro Matteo Salvini e il segretario generale della Cgil Maurizio Landini è stato interpretato dall'opinione pubblica principalmente come uno scontro politico (37,3%) legato alle opportunità di entrambi di far emergere la propria immagine (25,6%). Qualcuno lo ha letto come un vero e proprio scontro personale (11%), mentre il 17,6%, poco meno di un cittadino su 5, lo ha interpretato come un vivace diverbio basato su ragioni valide per entrambi.

 

landini meloni

Il sospetto che serpeggia tra l'opinione pubblica è che oggi gli scioperi abbiano importanti difficoltà a dimostrarsi utili ai fini della tutela del lavoro e dei lavoratori (64,4%). Di questo parere sono soprattutto gli elettori aderenti ai partiti della maggioranza. Tuttavia, anche tra le fila delle opposizioni molti sono i cittadini che nutrono dei dubbi, come il 35,3% dei sostenitori del Partito Democratico, il 44,1% degli elettori del Movimento 5 Stelle e più del 70% degli elettori di Azione e Italia Viva. Il dato che sorprende è quel 56,8% di lavoratori dipendenti che non legge alcun vantaggio e risultati validi nello scioperare. Insomma, i tempi sono cambiati e appaiono più complicati per gli scioperi.

 

avatar di matteo salvini che parla in francese creato con intelligenza artificiale 3

[…] Il principale sospetto che scaturisce è che tutto sia in funzione di una maggiore visibilità e per la parte politica anche una possibile leva in vista delle elezioni europee previste per giugno 2024. Il tema è che per chi non aderisce alle linee guida del sindacato non è più sentita una grande movimentazione. Molte persone che potrebbero condividere le ragioni dello sciopero non si ritrovano nelle indicazioni delle grandi sigle sindacali e quindi si sentono escluse a loro volta. L'Istat certifica in Italia su circa 23,7 milioni di lavoratori - dati di settembre 2023 – circa 3 su 4 non si sentono rappresentati da almeno una sigla sindacale, come l'86,7% di coloro che non hanno un'occupazione. […]

 

maurizio landini - manifestazione della cgil a roma 7 ottobre 2023

Il 67,9% degli intervistati comprende le ragioni degli scioperi anche al di là del disturbo che provocano. È calata la fiducia in quel rito che dovrebbe essere utile ad affermare il bisogno di tenere conto degli interessi dei lavoratori. Quell'esercizio della pressione nei confronti del governo o di altri soggetti, che potrebbe avere come valore di riferimento una nuova definizione di crescita politica, sociale ed economica del Paese.

 

Una crisi di rappresentanza che intercorre oggi fra l'intera società, la politica e le istituzioni. Le persone hanno compreso che è difficile, se non impossibile, credere nella realizzazione di un cambiamento che aiuti a migliorare la propria situazione e a pianificare la propria vita futura. Si sentono sempre più spesso sudditi di decisioni che vengono prese altrove, da élite esterne ai canali istituzionali, oltre i confini, […]

il manifesto - matteo salvini e lo sciopero precettatoprecetta sto cazzo - meme

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