guidi boschi renzi

UN BAVAGLIO PER TUTTE LE STAGIONI - ECCO COSA RESTA E COSA SPARISCE DAI VERBALI SE LA RIFORMA DELLE INTERCETTAZIONI AVESSE CRITERI PIÙ RIGIDI - DA “DE VINCENTI E’ UN PEZZO DI MERDA” ALLE FRASI SULL'EMENDAMENTO SALVA-TOTAL FINO ALLA "SGUATTERA DEL GUATEMALA", ECCO GLI ESEMPI

Marco Mensurati e Liana Milella per “la Repubblica”

 

Matteo Renzi e Federica Guidi Matteo Renzi e Federica Guidi

Intercettazioni, Renzi fa ripartire la discussione sulla legge. Su quali telefonate siano utilizzabili nelle misure dei giudici e quali pubblicabili. In entrambi i casi, a restare fuori dovrebbero essere le conversazioni private. Renzi l' ha chiesto durante l' ultimo consiglio dei ministri. È un intervento possibile? La domanda torna di attualità dopo l' inchiesta di Potenza e il caso Guidi.

 

L'ex ministro non si è rivolto al Garante della privacy Antonello Soro per denunciare una violazione. Né Soro, al momento, si è mosso di sua iniziativa. Renzi però vuole accelerare le modifiche.

 

renzi federica guidirenzi federica guidi

La riforma, in realtà una delega al governo, al momento è contenuta nel ddl sul processo penale del ministro Andrea Orlando, approvata dalla Camera dei Deputati il 23 settembre. Un testo di una dozzina di righe, quindi alquanto generico, che, qualora venisse approvato al Senato, affiderà al governo (Orlando ha promesso una commissione di avvocati magistrati e giornalisti) la scrittura del testo.

 

FEDERICA GUIDI IN SENATO FOTO LAPRESSE FEDERICA GUIDI IN SENATO FOTO LAPRESSE

Nella delega è specificato che la nuova norma dovrà vietare la pubblicazione di «comunicazioni non rilevanti a fini di giustizia» e tutelare «la riservatezza delle comunicazioni e delle conversazioni delle persone occasionalmente coinvolte nel procedimento». Qualcosa di simile a quello che è stato anticipato dai procuratori di Roma e Torino, Giuseppe Pignatone e Armando Spataro nei codici di autoregolamentazione avviati nei mesi scorsi.

 

Pignatone e Spataro citati non a caso durante il cdm da Orlando. Il problema, però, è che anche alla luce di queste direttive, buona parte delle intercettazioni captate a Potenza sarebbero state comunque pubblicate dai giornali.

 

"TI CONFERMO IL DECRETO"

GUIDI E GEMELLI GUIDI E GEMELLI

Di certo sarebbero state pubblicate entrambe le intercettazioni che hanno portato alle dimissioni del ministro. Sia quella del 13 dicembre 2015 tra la Guidi e il suo compagno: «Dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato se... è d' accordo anche Mariaelena la... quell' emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte. Alle quattro di notte... Rimetterlo dentro alla legge... con l' emendamento alla legge di stabilità e a questo punto se riusciamo a sbloccare anche Tempa Rossa... ehm... dall' altra parte si muove tutto!».

 

Sia quella, successiva di qualche minuto, tra Gemelli e il dirigente Total interessato all' emendamento: «La chiamo per darle la buona notizia, si ricorda che tempo fa c' è stato casino che avevano ritirato un emendamento? Pare che oggi riescano ad inserirlo nuovamente al Senato... pare ci sia l' accordo con Boschi e compagni. È tutto sbloccato». Lette in successione sembrano la prova dell' efficacia del "traffico di influenze" per il quale procede la procura.

 

LE FOTO DI DELRIO

maria elena boschi e delriomaria elena boschi e delrio

Allo stesso modo avremmo potuto leggere le intercettazioni del consulente del Mise Valter Pastena che al telefono con Gemelli spiega che un suo fraterno amico, carabiniere, gli ha portato un regalo: «Tutte cose che addirittura ti puoi togliere pure qualche sfizio (...)Tu non ti ricordi quello che io ti dissi, che c' era un' indagine... quelli che hanno arrestato a Mantova, a Reggio Emilia, i Cutresi, quelli della 'ndrangheta... Chi ha fatto le indagini è il mio migliore amico, e adesso ci stanno le foto di Delrio con questi».

 

Gianluca Gemelli Gianluca Gemelli

In quei giorni Gemelli aveva dei problemi con un paio di questioni che passavano proprio tra le mani del ministro delle Infrastrutture e, insomma, l' ipotesi di un ricatto era più che concreta. Anche in questo caso difficilmente si può sostenere che la conversazione non sia «rilevante ai fini di giustizia ». Oltre ad alludere ad uno specifico reato, descrive perfettamente l' ambiente in cui gravitavano Gemelli e Pastena, il livello delle loro frequentazioni e la natura delle loro intenzioni. E comunque Delrio appare una potenziale vittima.

 

"DE VINCENTI È UN PEZZO DI M...

"Già meno evidente è l' utilità ai fini dell' indagine dell' intercettazione tra la Guidi e Gemelli, in cui l' ex ministro si sfoga contro un altro componente del governo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti. Dice al telefono l' ex ministro: « Io non mando a puttane come ho già rischiato di fare un pezzo della mia roba per fare un favore a tutta quella combriccola lì. De Vincenti è un pezzo di m…, lo tratto da pezzo di m... » .

CLAUDIO DE VINCENTICLAUDIO DE VINCENTI

 

Per gli investigatori si tratta di un dialogo « essenziale per comprendere quali dinamiche si muovessero dietro talune decisioni » . Pur non essendo direttamente collegato al reato di « traffico di influenze » , sostengono, l' insulto aiuta a comprendere la situazione e cristallizza la percezione che il ministro ha dei beneficiari delle richieste di Gemelli.

 

LA SGUATTERA

 Ben più complesso dimostrare l' utilità giudiziaria dell' intercettazione più intima tra quelle pubblicate, quella del 28 giugno 2015. Al telefono, sempre la Guidi e Gemelli. Dice lei sull' orlo del pianto: «Non fai altro che chiedermi favori, con me ti comporti come un sultano… mi sono rotta… a 46 anni… tu siccome stai con me e hai un figlio con me, mi tratti come una sguattera del Guatemala ».

 

MATTEO RENZI CLAUDIO DE VINCENTIMATTEO RENZI CLAUDIO DE VINCENTI

In questo caso c' è da chiedersi se quel «non fai altro che chiedermi favori» sia utile ad accreditare il ruolo di Guidi nella struttura dell' indagine. L' immagine della «sguattera del Guatemala» appare molto personale e avrebbe potuto essere omessa. Ma, come fanno notare osservatori esterni all' indagine, «se al termine dell' interrogatorio in procura la Guidi ha potuto dichiarare di essere parte lesa è proprio perché le intercettazioni rivelano il rapporto tra lei e Gemelli».

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....