“ARAFAT FU AVVELENATO CON UN KEBAB AL POLONIO LA SERA DEL 12 OTTOBRE 2004”: RIVELAZIONE CHOC DI FONTI DELL’INTELLIGENCE DOPO LA SCOPERTA DI TRACCE RADIOATTIVE SULLA KEFIAH E SULLO SPAZZOLINO - ABU MAZEN ORDINA DI RIESUMARE LA SALMA DEL LEADER DELL’OLP DOPO I CLAMOROSI RISULTATI DEI TEST DI LABORATORIO - ISRAELE SMENTISCE OGNI COINVOLGIMENTO: “GLI USA CI CHIESERO DI NON ELIMINARLO”....

IL GIALLO DELLA MORTE DI ARAFAT ABU MAZEN ORDINA L'ESUMAZIONE
L'ANP CREDE ALL'AVVELENAMENTO DA POLONIO. IL NIPOTE: "ASSASSINATO"

Fabio Scuto per "la Repubblica"

Stanno impalati a fianco della lastra di marmo con le iscrizioni in arabo, i due soldati della Guardia d'onore palestinese che vegliano sulla tomba di Yasser Arafat nella Muqata di Ramallah. Forse non ancora per molto perché il presidente dell'Anp Abu Mazen ha dato ordine di riesumare la salma del raìs palestinese, una decisione inconsueta nel mondo arabo.

Perché otto anni dopo la misteriosa morte nell'ospedale militare di Percy a Parigi, emergono altre inquietanti ipotesi sulla scomparsa di Yasser Arafat: il leader palestinese sarebbe stato assassinato, forse avvelenato da polonio radioattivo, come l'ex spia russa Aleksandr Litvinenko ucciso a Londra nel 2006.

Una squadra di giornalisti di Al Jazeera è entrata in possesso di documenti classificati, ma soprattutto ha avuto accesso ai risultati e alle analisi che l'Institut de radiophysique di Losanna ha effettuato sugli effetti personali di Arafat che vennero restituiti alla vedova Suha dall'ospedale militare francese. Le analisi hanno accertato la presenza di polonio-210 in misura elevata e anomala nei vestiti, nella inseparabile kefiah del leader palestinese ma anche nel suo spazzolino da denti.

I circa 50 medici che lo hanno avuto in cura in quelle quattro settimane di malattia, non hanno mai saputo spiegare le ragioni del repentino deterioramento delle condizioni di Arafat, che all'epoca aveva 75 anni, e della sua morte l'11 novembre del 2004. Le 100 pagine delle conclusioni mediche delle équipe francesi che lo hanno avuto in cura sono un segreto di Stato, ma anche su questo dossier fioccano le indiscrezioni.

I campioni di sangue di Etienne Louvet - il nome in codice dato al paziente Yasser Arafat per tutelarne la privacy - vennero analizzati dal Laboratorio tossicologico della Polizia di Parigi, e nel rapporto sono citati diversi veleni che i medici cercarono di individuare nel sangue, ma il polonio-210 non compare sulla lista.

I molti misteri attorno alla scomparsa dell'icona nazionale dei palestinesi hanno sempre tormentato la dirigenza dell'Olp che però non è mai stata in grado finora di avere delle prove «dell'assassinio », come spiega Nabil Abu Roudeina, portavoce di Abu Mazen e all'epoca di Arafat. Saeb Erekat, capo dei negoziatori palestinesi, chiede «una inchiesta internazionale dell'Onu, come quella per la morte dell'ex premier libanese Hariri», per fare chiarezza. Magistratura e polizia dell'Anp non dispongono né di laboratori né di capacità investigative all'altezza di un compito così difficile.

Israele, visto da molti arabi come il principale sospettato per la misteriosa malattia che ha ucciso Arafat, ha cercato di distanziarsi nuovamente dalla sua morte. Alcuni rivali politici di Arafat hanno sostenuto per anni che la sua morte era dovuta all'Aids, notizia sempre smentita dal medico tunisino che lo visitò poco prima che lasciasse Ramallah per Parigi.

Ma la tesi dell'avvelenamento da parte di qualche servizio segreto israeliano (lo Shin Bet, il Mossad, l'Aman) è sempre stata quella con più proseliti in Palestina; rilanciata anche da suo nipote Nasser Al Qidwa, ex ambasciatore palestinese all'Onu: «L'hanno assassinato, adesso ne abbiamo la certezza».

Avi Dichter - capo dello Shin Bet in quel periodo - ha smentito ieri ogni coinvolgimento di Israele, facendo riferimento a una richiesta fatta dagli americani di «non eliminare Arafat». Assediato da Israele nel quartier generale a Ramallah da tre anni, Arafat si ammalò nel mese di ottobre del 2004.

Secondo i medici stranieri che accorrevano al suo capezzale dalla Tunisia, dall'Egitto e dalla Giordania l'anziano raìs aveva solo una forte influenza. Ma quando le tv inquadrarono quell'uomo dal volto scavato, debole, magrissimo che saliva un elicottero giordano per andare a farsi curare in Francia, fu chiaro a tutti che non si trattava di influenza.

I servizi segreti palestinesi propendono per avvelenamento attraverso gli alimenti o l'acqua. Arafat mangiava poco e rifiutava il cibo cucinato nella Muqata per
il corpo di guardia. Le sue guardie andavano in un popolare ristorante di Ramallah a prendere l'unico pasto che consumava durante la giornata. Molti leader arabi hanno nella cerchia di sicurezza "l'assaggiatore" per i cibi e le bevande, ma non Arafat.

Il polonio- 210 era probabilmente contenuto - dice una fonte dell'intelligence a Repubblica - nel kebab o nella frutta che Arafat mangiò la sera del 12 ottobre 2004. Com'è arrivato il polonio-210, materiale fissile, usato nel nucleare militare, fino al vassoio con la cena di Arafat? Il mistero continua. Il vecchio raìs aveva certamente più nemici che amici, non solo in Israele ma anche nell'ambito palestinese, nel mondo arabo e in Occidente.

 

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