RIFLETTORI PUNTATI SU CASSA DEPOSITI E PRESTITI, LA PORTAEREI PUBBLICA CHE GESTISCE MILIARDI DI FINANZIAMENTI E CHE CONTROLLA TERNA, SNAM RETE GAS, SACE, FINTECNA - LE FONDAZIONI BANCARIE PROPORRANNO NUOVAMENTE BASSANINI ALLA PRESIDENZA - SULL’AD SI È APERTA UNA LOTTA SOTTERRANEA TRA ARCURI, CATTANEO E CASTELLANO 4. LA SOLUZIONE PIÙ PROBABILE: CONFERMARE TUTTI PER UN NUOVO TRIENNIO - LA SMENTITA DI CATTANEO

DAGOREPORT
Lo stallo nella soluzione politica mette sempre più in fibrillazione l'arena dei boiardi di Stato, abituati a scenari chiari su chi comanda e decide. Sono in scadenza i Consigli di amministrazione di aziende importanti come Finmeccanica, ma anche società di secondo piano come Sogin che gestisce comunque centinaia di milioni di euro dei consumatori elettrici per lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari.

Ma i riflettori sono puntati soprattutto su Cassa Depositi e Prestiti, la portaerei pubblica che gestisce miliardi di euro di finanziamenti infrastrutturali e che controlla quote importanti di aziende come Terna, Snam Rete Gas, Sace, Fintecna. L'assemblea di Cassa è prevista per il 17 aprile e le liste dei consiglieri dovranno essere depositate entro la prossima settimana.

Le Fondazioni bancarie, che controllano un 16% della Cassa, hanno già deciso e proporranno nuovamente Franco Bassanini alla presidenza. Sul resto del consiglio, invece, si è aperta una lotta sotterranea, che nemmeno i giornali più attenti, concentrati sulla crisi politica, stanno monitorando. In gioco c'è infatti la nomina più importante, quella di amministratore delegato della Cassa, guidata negli ultimi 3 anni dal banchiere caro a Bazoli, Giovanni Gorno Tempini, che ha avviato una profonda rivoluzione delle strategie e degli indirizzi dell'istituto a supporto del rilancio infrastrutturale del Paese.

Si agitano per prendere il suo posto personaggi come Domenico Arcuri, l'amministratore delegato di Invitalia che ha navigato da Bersani a Scajola, da Letta a Romani e che con un giro a 360 gradi si sta riavvicinando a Culatello.

I più ricordano la sua intervista al ‘'Sole 24 ore'' nella quale dichiarò che non avrebbe mai abbandonato Bersani. Poi si affiliò al centrodestra. Ed ora è in transito di nuovo sul Pd. Sulla stessa strada, ma con qualche tentennamento, anche Flavio Cattaneo, da 8 anni alla guida di Terna. Già sotto il governo Prodi, Kit Kat seppe costruire un buon rapporto con Rovati e lo stesso Bersani.

Da quando la sua società Terna è passata dal controllo del Tesoro a quello della Cassa non sopporta avere un azionista che gli controlla il lavoro e quindi punta in alto alla poltrona di Gorno. Terzo candidato Alessandro Castellano, giovane amministratore della Sace. Non ha timore di dire agli amici che Sace è troppo piccola per lui e che è pronto al gran salto.

Tutte velleità più o meno nascoste in attesa che il quadro politico si chiarisca e soprattutto evitando di dar troppa visibilità al ruolo dei partiti. L'opinione pubblica, scaldata da Grillo, non tollererebbe nomine pilotate dai partiti.

Ma le nomine vanno fatte subito e certamente non sarebbe un buon segnale ai mercati un rinvio anche di queste. La soluzione più probabile, dunque, è che la scelta la faccia il ministro Grilli, d'intesa con il presidente Monti. Ed è una scelta scontata: confermare tutti per un nuovo triennio, lasciando a chi riuscirà a fare un governo la decisione se ritirare le deleghe al momento giusto per avviare uno spoil system anticipato.LETTERA

LETTERA

Caro Dago,
abbiamo letto il Dago Report che la tua testata ha messo in rete e con la stima e il convincimento di sempre che tu non possa e non voglia essere in nessun modo strumentalizzato da qualcuno che ti da, in modo più meno trasparente o più o meno occulto, notizie false sulle poltrone degli altri per non occuparsi delle sue, forse traballanti. Ma dobbiamo con forza respingere quanto scritto.

Flavio Cattaneo ha un eccellente rapporto con Gorno Tempini con il quale collabora da anni, come ti avrebbero potuto confermare gli stessi interessati. L'Amministratore Delegato di Terna non è interessato ad alcuna poltrona tantomeno a quella di Gorno e la Società e i suo vertici godono di ottimi rapporti con tutti i loro azionisti, per prima la CDP.

Inoltre le fonti che ti hanno informato, crediamo forse in malafede, conoscono poco anche la Società che non è mai stata, come è scritto nel pezzo, sotto il controllo del Tesoro. E' gravissimo come una società quotata in borsa possa trovarsi tirata in ballo in modo così volgare e grossolano.
Lasciamo le chiacchiere a chi evidentemente ha solo quelle e occupiamoci di cose serie.

P.S. Saremo felici della riconferma di Franco Bassanini e Gorno Tempini in CDP, perché hanno ben operato e dimostrato valore e capacità.
Grazie.
Giovanni Buttitta
Direttore Relazioni Esterne e Comunicazione

 

 

 

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