luigi di maio giuseppe conte

CONTE MA NON CONTA - RISERVATO, SECCHIONE, DEVOTO DI PADRE PIO, SPOSATO E SEPARATO CON UN FIGLIO DI 10 ANNI, AMICO DELLA BOSCHI, LEGATO A PAROLIN E IN ODORE DI OPUS DEI: GIUSEPPE CONTE LE HA PROPRIO TUTTE – MA PER IL “FINANCIAL TIMES” E’ SOLTANTO UN ''NOVELLINO'' MESSO ALLA GUIDA DI UN GOVERNO G-7

1. SPONSORIZZATO DA VERDINI

Francesca Angeli per il Giornale

 

GIUSEPPE CONTE

Chi è Giuseppe Conte? Per il Financial Times un «novellino». Il quotidiano londinese lo definisce «un principiante della politica poco conosciuto». Però Antonio Placentino, che si dichiara suo migliore amico, ieri è andato a raccontare in radio ad Un Giorno da Pecora che da ragazzo era un ottimo calciatore. Il potenziale prossimo presidente del Consiglio è nato 54 anni fa a Volturara Appula, in provincia di Foggia, e da ragazzino andava a giocare a calcetto a San Giovanni Rotondo.

 

Forse proprio in quegli anni è diventato devoto di Padre Pio. «Studiava moltissimo ed era molto riservato, di una riservatezza assoluta», racconta ancora il suo migliore amico, aggiungendo che «è sempre stato elegantissimo, anche a scuola era impeccabile nell' abbigliamento». Insomma principiante nella politica ma esperto in eleganza. Conte si laurea in Giurisprudenza a Roma nell' 88, compie gli studi di perfezionamento a Yale e alla New York University. Oggi è docente di Diritto Privato all' Università di Firenze e alla Luiss di Roma.

 

luigi di maio con papabili ministri a sinistra giuseppe conte

Da ragazzo non era politicamente schierato ma lui stesso tempo fa dichiarò che il suo cuore «batte a sinistra». Non solo. Quando è stato coinvolto da Luigi Di Maio per la prima volta nel potenziale governo Cinquestelle confessò in quella occasione di non aver mai votato per M5S. Di Maio lo aveva scelto come possibile ministro della Pubblica Amministrazione per il suo impegno a sburocratizzarla.

 

Conte aveva definito allora alcuni degli obiettivi da raggiungere qualora fosse diventato ministro: la «semplificazione della pubblica amministrazione» e la «cultura della legalità». E proprio in quel frangente cominciò a circolare la voce che a Firenze il professor Conte aveva nutrito simpatia per Matteo Renzi sindaco, coltivando anche amicizia con Maria Elena Boschi. Esperto di pubblica amministrazione ha però pure fatto parte del consiglio d' amministrazione dell' Agenzia spaziale italiana Asi, nel periodo in cui al governo c' era Silvio Berlusconi.

maria elena boschi denis verdini

 

Qualche osservatore malizioso ha fatto notare che il tramite per ottenere un simile incarico non avrebbe potuto essere altri che Denis Verdini. Conte poi fu nominato dalla Banca d' Italia componente dell' Arbitro Bancario Finanziario nel 2012. Il potenziale premier ha uno studio a Roma che in questi giorni ha accuratamente evitato perché preso d' assedio da giornalisti e fotografi.

 

Ma il tabaccaio presso il quale fa i suoi acquisti quotidiani ne parla benissimo. «Una persona molto gentile, affabile. Ha un rapporto ottimo coi suoi collaboratori e lo si capisce da piccole cose, come dal fatto che non li utilizza per mansioni di manovalanza, tipo andare a prendere le marche da bollo, che infatti viene a prendere di persona», assicura il negoziante che precisa pure di essere anche lui pugliese. «Se qualche volta abbiamo parlato di argomenti politici, lo abbiamo fatto per lo più di questioni pugliesi», racconta.

VERDINI

 

Il profilo di Conte però preoccupa decisamente i nostri vicini europei. Il Financial Times lo definisce un novellino ma la Bbc è ancora più dura. «Scelto il candidato premier del patto di governo populista in Italia», scrive l' emittente britannica che parla pure di «costosi piani economici» che «potrebbero provocare uno scontro con l' Ue se sfidano gli accordi del precedente governo per ridurre il deficit di bilancio dell' Italia».

 

Comunque non appena è stato fatto il nome di Conte su Twitter sono comparsi falsi account del giurista. Fake, profili «taroccati» che hanno però immediatamente richiamato migliaia di follower. In uno il primo tweet recita: «E adesso andiamo a comandare». Un altro fake Conte si definisce giuringiurista.

 

 

2. L’AVV. PROF. BEN VISTO DAL VATICANO E DALLA BOSCHI

Estratto dell’articolo di Marco Palombi per il Fatto Quotidiano

 

gianni origoni

[…]Giuseppe Conte, l' uomo indicato da Lega e M5S come presidente del Consiglio, è uno sconosciuto ma non è certo un quisque de populo, né la cuoca di Lenin: Luigi Di Maio lo aveva indicato come ministro della Funzione pubblica prima del voto, ora - Mattarella permettendo - si ritroverà a Palazzo Chigi con due scomodi dante causa seduti accanto a lui.

 

Avvocato e giurista, il professor Conte ha il curriculum per essere gradito in ogni circolo di ottimati […]. E poi c' è la libera professione, esercitata prima in un grande studio come quello noto come "Gop" (Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & partners, il terzo in Italia per fatturato) e, dal 2002, in quello fondato col suo maestro all' università Guido Alpa "dedicandosi al diritto civile, societario e fallimentare": esperienza che negli anni lo ha messo in contatto con un pezzo non irrilevante del capitalismo italiano tanto privato che pubblico […].

 

Fin qui il curriculum, ma chi è Giuseppe Conte? Classe 1964, nato in un paesino del Foggiano e inurbato in quel di Roma, si sa che è un uomo riservato, che la frase del suo profilo Whatsapp è di Kennedy ("ogni risultato inizia dalla decisione di provare"), che è un uomo elegante e ha una debolezza per il ciuffo "debortoliano" che gli ricade sulla fronte, che ha una ex moglie e un figlio, che in gioventù ha vissuto a San Giovanni Rotondo e andava spesso al santuario di Padre Pio.

processione con le spoglie di padre pio e san leopoldo mandic 9

 

Ecco, il suo cattolicesimo è una caratteristica del prof. avv. Giuseppe Conte finora rimasta nell' ombra. E non solo il cattolicesimo della fede, ma - se ci è consentito parafrasare Fortebraccio - anche quello delle sagrestie, nel senso che il (forse) prossimo premier ha ottimi rapporti anche con le gerarchie vaticane: nel suo ateneo di Firenze gira la voce (non confermata) che sia soprannumerario dell' Opus dei […]. di certo però - lui stesso cita l' incarico nel suo curriculum - dal 1992 cura per il Collegio universitario "Villa Nazareth" di Roma "scambi e relazioni culturali con le università straniere, in particolare americane"; non a caso è membro nel cda del Cardinal Tardini Charitable Trust con sede a Pittsburgh.

 

OPUS DEI

Il segretario di Stato di Giovanni XXIII , Domenico Tardini, fu infatti il fondatore di "Villa Nazareth", oggi guidata dal cardinale Silvestrini: è lì, dicono in Vaticano, che Conte strinse un legame che ancora dura con l' attuale segretario di Stato, Pietro Parolin, direttore del convitto tra il 1996 e il 2000.

 

I rapporti "politici" di Conte, invece, sono avvolti nel mistero. Lui stesso ha detto di aver votato in passato "a sinistra" e gli sono state accreditate iniziali, quanto presto abbandonate simpatie renziane: che conosca la collega avvocato Maria Elena Boschi lo dice Silvia Fregolent, deputata Pd vicina alla ex ministra ("Firenze non è Manhattan").

Pietro Parolin

 

Il rapporto coi 5 Stelle, invece, deriva da un altro avvocato basato a Firenze, Alfonso Bonafede, uomo di fiducia di Di Maio che aspira alla poltrona di Guardasigilli: "Quando il M5S nel 2013 mi propose di indicarmi nel Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa - ha raccontato Conte a marzo - fui molto chiaro e gli dissi: 'Non vi ho votato e non posso considerarmi un vostro simpatizzante'. Mi risposero che era meglio così. In questi anni non ho mai ricevuto una telefonata e così ho avuto modo di apprezzare la buona volontà di questi ragazzi".

 

È grazie a quella poltrona, peraltro, che l' avv. prof. (forse) premier ha presieduto la commissione speciale del Consiglio di Stato che ha destituito dalla magistratura Francesco Bellomo, il consigliere di Palazzo Spada che imponeva un dress code alle allieve dei suoi corsi.

 

matteo renzi antonella manzione

Sempre da lì, Conte ha tentato invano di sbarrare la strada alla nomina di Antonella Manzione al Consiglio di Stato ("non offre garanzie di comprovata competenza"): per i distratti, è la (inesperta) capo dei vigili di Firenze che Matteo Renzi volle a capo del legislativo di Palazzo Chigi e che poi Boschi, con la quale i rapporti non furono mai buoni, riuscì a spedire ai vertici della magistratura amministrativa […]

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