RITORNO DI “FIAMMA” - GLI EX AN, DIVORATI DAL TECNOCENTRISMO DEL LODEN, TRADITI DAL PAUROSO FINI E AFFONDATI DAL BANANA, SI ATTIZZANO PER IL SUCCESSO DELLA FASCIOMODERNISTA MARINE LE PEN - I CAMERATI SOFFRONO PER UN PDL SEMPRE PIÙ DEMOCRISTO E S’AGGRAPPANO ALL’ICONA DELLA COMBATTIVA CANDIDATA AMMAZZA-EURO - GODURIA MASSIMA DEL BANANA PER IL CETRIOLO A SARKOZY: “PER LUI PROFONDA DISISTIMA POLITICA”…

Carmelo Lopapa per "la Repubblica"

L´ala destra del Pdl plaude al successo di Le Pen, La Russa le invia un messaggio di congratulazioni ed è un colpo assestato in Italia al futuro «partito dei moderati», già annunciato da Alfano. Ma se è per questo, all´indomani della sconfitta di Sarkozy al primo turno francese, succede anche che l´altra metà del Pdl guardi con interesse all´affermazione del socialista Hollande. Non solo Tremonti, ma adesso anche il presidente del Senato Schifani e l´ex ministro degli Esteri Frattini. Insomma, è tutto un procedere in ordine sparso che dà l´idea di come il partito sia ormai in rotta anche sui punti di riferimento.

In pochi sposano ancora Sarkò. Non a caso. Con Berlusconi non è mai corso buon sangue. Così, chi ieri ha sentito il Cavaliere per mettere a punto l´incontro di questa mattina con i coordinatori regionali e provinciali, ha raccolto uno sfogo assai schietto a proposito dello scivolone del mai amato premier d´Oltralpe. Il Pdl non nasconde una «profonda disistima politica» per l´atteggiamento da lui avuto in questi anni nei confronti dell´Italia, ma anche per «le politiche europee» condotte da Sarkò al fianco della Merkel. Fallimentari, a sentire l´ex presidente de Consiglio.

Di «bocciatura dell´asse Sarkò-Merkel» parlano infatti le note dei capigruppo Cicchitto e Gasparri ai quali Palazzo Grazioli rimanda per interpretare gli umori del capo. In privato il Cavaliere rivela una mezza soddisfazione: «Nicolas ha avuto quel che merita, del resto non vinci le elezioni se ti porti in giro la Merkel». A parlare è un Berlusconi ancora ferito nell´orgoglio, che non ha mai rimosso il siparietto della conferenza stampa dei due a Bruxelles il 24 ottobre.

Attribuisce in parte a loro la responsabilità del proprio siluramento tre settimane dopo. A metà giornata è partito da Via dell´Umiltà l´input per il fuoco di fila contro «la sconfitta dell´asse Sarkozy-Merkel». Ed è un coro. Sandro Bondi, Anna Maria Bernini, Giorgia Meloni, tra gli altri. Gli ex An invece si schierano con la destra. La Russa invia un messaggio a Marine Le Pen, si complimenta «per il prestigioso risultato: la lezione che ne dovrebbero trarre tutti è che senza la destra non si vince». E ha tutto il sapore di essere rivolto a chi sta lavorando nel Pdl al cantiere del «Ppe italiano».

Ce n´è abbastanza per mettere in imbarazzo i moderati. Il segretario Alfano e l´ex ministro degli Esteri Frattini, ad esempio, che a febbraio avevano organizzato un incontro col leader dell´Ump, il partito di Sarkozy, Jean-François Copé. E ora? Alfano tace. Frattini non plaude affatto al successo della destra, piuttosto il risultato della Le Pen lo considera come «la vittoria degli urlatori a discapito della moderazione».

L´ex ministro guarda con interesse all´affermazione del socialista Hollande. Il presidente del Senato Schifani a Porta a Porta si spinge fino a sostenere che «nel medio periodo la sua vittoria potrebbe essere una soluzione» per rivedere le politiche di bilancio Ue. Qualche ora prima, Osvaldo Napoli si chiedeva «come si possa dire a un italiano di centrodestra che è buona la vittoria di Hollande». Cambio di rotta: si può.

 

 

marine le pen DANIELA SANTANCHE DANIELA SANTANCHE marine lepen SARKOZY E BERLUSCONIGIULIO TREMONTI

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