CAMERATI SENZA CAMERA - CON IL RITORNO A “FORZA ITALIA” PER GLI EX AN SO’ CAZZI: SENZA PIU’ LA COPERTURA PDL, I VARI LA RUSSA, GASPARRI E CAMERATI DI FEZ NON SANNO PIÙ DOVE SVERNARE - IL BANANA, A MEZZO GALAN, LI HA GIÀ SFANCULATI: “VADANO PURE” - IMPOSSIBILE UN ACCORDO CON FINI, L’OPZIONE PIÙ COMODA SAREBBERO LE NOZZE CON STORACE PUNTANDO A RACCATTARE UN 6-7% CONVINCENDO GLI ANTI-MONTI DI DESTRA…

Tommaso Labate per il "Corriere della Sera"

«Parlo col massimo rispetto degli ex An. Se vogliono andarsene portando via sia il nome che il simbolo del Pdl, per me non ci sono problemi. Sai che perdita...». È l'unica premessa in cui Giancarlo Galan si cimenta prima del diluvio. «Vede, col ritorno in campo di Berlusconi noi rilanceremo il nostro progetto liberale. Che però, purtroppo, ha poco a che vedere coi valori della destra dell'attuale Pdl».

Di conseguenza, aggiunge l'ex ministro e governatore del Veneto, «poi magari potremmo allearci. Ma non possiamo stare sotto lo stesso tetto. Prenda me, che sono favorevole a concedere ai gay sia i matrimoni che le adozioni, e che chiederò a Berlusconi di rifletterci su. Come faccio a stare nello stesso partito con loro?».

Tra «loro» c'è anche Massimo Corsaro. Un ex di An che oggi fa il vicecapogruppo vicario del Pdl a Montecitorio. E che quando sente parlare di «ritorno a Forza Italia» (annunciato dallo stesso Cavaliere nell'intervista alla Bild) e di «spirito del '94», reagisce così: «Sono solo dei cortigiani, nulla di più. E non dirò mai che è Berlusconi la zavorra del Pdl. Sono loro il problema. Gente che non ha mai avuto idee per andare oltre Berlusconi. Persone che non sono mai diventate così adulte da pensare di sopravvivere al loro leader».

Galan e Corsaro sono le punte di due iceberg. Dietro di loro ci sono ex forzisti ed ex aennini. Pronti ad affondare il Titanic pidiellino a suon di carte bollate che sanno di divorzio. Del partito in cui l'amore vinceva sull'odio, a pochi giorni dal rientro sulla scena madre di Silvio Berlusconi, non rimane che una rissa degna della Guerra dei Roses.

«Il nuovo partito si chiamerà Forza Italia», dice al Mattino Daniela Santanché, che viene da destra ma si è convertita al neo-berlusconismo. «Berlusconi sbaglia. Rifare Forza Italia sarebbe una prospettiva miope», mette a verbale in un'intervista a Libero Ignazio La Russa.

Non è solo una questione di nomi e di simboli. All'interno di una guerra in cui lo spazio dei pompieri s'è ridotto a lumicino, il blocco ex forzista vuole il repulisti della vecchia nomenklatura, chiede «facce nuove», invoca un programma liberale e tiene aperta la strada delle larghe intese anche nel 2013. Il fronte che viene da An, invece, pensa che dietro l'agitarsi dei nostalgici del '94 ci sia proprio Berlusconi.

Che sarebbe addirittura pronto, secondo alcuni, a sacrificare la legge elettorale con le preferenze pur di fare «piazza pulita» di molti di loro. Da Barbara Saltamartini a Massimo Corsaro, da Giorgia Meloni a Ignazio La Russa. Del corpaccione ex aennino di cui fa parte anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che continua a difendere le primarie e che tra pochi giorni incontrerà l'ex premier per un estremo tentativo di mediazione.

La Russa ha già visto il tranello: «Io e una larga parte del Pdl non voteremo mai per il sistema spagnolo». Meloni è furibonda: «Non è il momento di parlare. Ma se si va avanti così, qualcosa succederà». E non si può dare «nulla di scontato», scandisce la deputata alemanniana Barbara Saltamartini. Neanche il divorzio tra le due anime del Pdl.
Osvaldo Napoli, che è tornato a tutti gli effetti tra i berlusconiani doc, usa l'esperienza maturata in decenni di militanza democristiana per provare a placare le acque. Dice che «dobbiamo rimanere uniti» e nega di voler tornare al «simbolo di Forza Italia».

Però non può e non vuole nascondersi: «Quel simbolo rappresenta i nostri sogni. Gli amici di An devono prendere atto che tutti insieme dobbiamo adeguarci a un nuovo progetto». Mentre il presidente della Giovane Italia Annagrazia Calabria, altra forzista doc, rivendica: «Berlusconi ha deciso di tornare in campo dopo gli applausi dei giovani a Fiuggi».

Sull'asse tra Palazzo Grazioli e Arcore, al tramonto, rimbalza l'eco dell'oscuro presagio che Fabrizio Cicchitto avrebbe affidato a Berlusconi. Della serie, raccontano, «devi frenare i nostri finché siamo in tempo. Altrimenti gli ex An non solo fondano con la Destra un partito che può toglierci dal 6 al 7 per cento. Ma iniziano da adesso a fare campagna elettorale contro il governo Monti».

La storia del nuovo matrimonio con Storace è nell'aria. Il resto dell'assunto, invece, è già agli atti. Basta ascoltare Corsaro mentre dice che «la separazione tra noi e gli ex forzisti potrebbe anche avvenire. Per esempio, se Berlusconi inseguisse davvero un nuovo governo-pateracchio con la sinistra, noi ci chiameremmo fuori». Sottotesto: anche prima che inizi la campagna elettorale.

 

IGNAZIO LA RUSSA MAURIZIO GASPARRI EX MINISTRO GIANCARLO GALAN berlusconi FORZA ITALIAdaniela santanchèFRANCESCO STORACE GIANNI ALEMANNO

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