AL RITORNO IN CAMPO DEL BANANA È CONTRARISSIMA L’INTERA “CUPOLA” DEL PDL - “NON ERA NEI PATTI”, GLI RIBATTE (CON RARE ECCEZIONI) IL GRUPPO DIRIGENTE. “AVEVA PRESO L’IMPEGNO DI FARE L’ALLENATORE, MICA IL CENTRAVANTI”, PROTESTANO VEEMENTI GLI AMICI DI ALFANO A TAL PUNTO CHE NEI PROSSIMI MESI POTREBBE ACCADERE DI TUTTO. PERFINO L’IMPENSABILE. PUÒ SUCCEDERE CHE IL BRACCIO DI FERRO SI CONCLUDA CON UNA SECONDA SCISSIONE, DOPO QUELLA DI FINI…

Ugo Magri per La Stampa

Al ritorno in campo di Berlusconi è contrarissima l'intera «cupola» del Pdl. «Non era nei patti», gli ribatte (con rare eccezioni) il gruppo dirigente. «Aveva preso l'impegno di fare l'allenatore, mica il centravanti», protestano veementi gli amici di Alfano. Al quale alcuni tra i più indignati hanno suggerito di dimettersi, visto che è impossibile dirigere il partito avendone contro il Fondatore, un gesto estremo di coerenza e di dignità politica. Però Angelino prova a mantenere i nervi saldi, sa che non è il momento dei colpi di testa: la gente normale poco apprezzerebbe una lite intestina mentre l'Italia ha ben altri guai.

Dunque per ora Alfano si limita a rammentare che le primarie, con cui scegliere il candidato premier, sono «un'iniziativa presa in comune con Berlusconi». Sottinteso che non può rimangiarsi la parola così in fretta, occorre un briciolo di serietà. Concetto ribadito da Cicchitto e da Gasparri, da Fitto e da Quagliariello, da Alemanno a La Russa (quest'ultimo stamane sulle colonne del «Giornale»), insomma dalla guardia pretoria del Segretario.

Per un affetto quasi filiale, o per non confliggere proprio adesso, Alfano arriva a far finta di non aver capito le parole dette da Silvio due giorni orsono a Fiuggi, e ancor più la mimica del Cavaliere, da cui si percepiva una voglia matta di tornare in gioco. «Se Berlusconi deciderà di scendere in campo, lo dirà oltre ogni forzatura giornalistica», rimanda la resa dei conti Alfano. Idem sull'Europa, «non ha mai proposto di uscirne», pure questa è una «forzatura dei giornali...». Tesi argomentata pure da Bonaiuti, in garbata polemica con Casini.

Sotto il coperchio però la pentola ribolle. A tal punto che nei prossimi mesi potrebbe accadere di tutto. Perfino l'impensabile. Ad esempio che Berlusconi, contrastato con durezza dal «Politburo» Pdl, prenda contatto con la realtà e, per la prima volta nella sua vita, accetti la «deminutio» da padre-padrone a padre-nobile.

Oppure il rovescio, può succedere che il braccio di ferro si concluda con una seconda scissione, dopo quella di Fini. E con l' esodo verso altri lidi di un consistente gruppo parlamentare, sicuramente gli ex di An (la Meloni è in prima linea nella contestazione di liste composte da gente giovane che Silvio ha pescato chissà dove).

Insomma, un terremoto politico dagli esiti difficili da calcolare anche solo per quanto riguarda la tenuta del governo. L'ipotesi della scissione esiste eccome; ne parlano, off the record, autorevoli protagonisti del campo berlusconiano e dell'altra fazione. Una fenditura verticale si è ormai aperta anche nei gesti, nelle ritualità.

Quando Berlusconi venerdì ha intrattenuto con il suo show alla Grillo i giovani del Pdl, la sala di Fiuggi era grande e l'ufficio stampa modernamente dotato di schermi al plasma; ieri, per Alfano («il povero Angelino» come ormai lo ribattezzano le vestali del Cavaliere) sala più modesta e niente schermi al plasma, che Silvio si è riportato ad Arcore.

Sulla carta, ma solo sulla carta, viene ipotizzata una terza via, un grande rassemblement dell'area moderata, una federazione aperta a chiunque ci voglia stare, dal Pdl alle liste civiche, con Berlusconi nel ruolo di tessitore. Ma ciò richiederebbe un gioco delle parti politicamente raffinato, un'arte della mediazione che mal si concilia con i personaggi messi in campo dal Cavaliere, al quale notoriamente piacciono i caratteri vulcanici tipo gli Sgarbi, le Santanchè, i Verdini, i Brunetta, i Galan, tutti dalla parte sua.

Bersani la butta in barzelletta, «Berlusconi è alla caccia di un nome nuovo di un formaggio, ha rifiutato il mio suggerimento "W la mamma"» motteggia il segretario Pd. Da seguire martedì prossimo la Direzione del partito già convocata da Alfano; e, prima ancora, l'assemblea dei gruppi parlamentari di Camera, del Senato, del Parlamento europeo che si riuniranno dietro Montecitorio, in via di Campo Marzio. Nella circostanza si comincerà a capire chi sta con chi, e come potrà finire.

 

 

ANGELINO ALFANO E SILVIO BERLUSCONI Berlusconi Alfano e Cicchitto appaludono Monti BERLUSCONI E ALFANO giannelli -BERLUSCONI-ALFANOSILVIO BERLUSCONI ANGELINO ALFANO berlusconi incorona alfano segretario pdl

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO