1- RIUSCIRÀ SUPERMARIO NELL’IMPOSSIBILE MISSIONE DI SPACCHETTARE IL CARROZZONE RAI? 2- IL SACROSANTO PIANO DI METTERE UN AMMINISTRATORE DELEGATO CHE SVINCOLI LA RAI DALLA MORSA DEI PARTITI E CHE PREPARI LA PRIVATIZZAZIONE DI DUE RETI (PIANO LANCIATO A SUO TEMPO DA DAGOSPIA), STRABOCCIATO NON SOLO DAL PDL DI CICCHITTO (E FIN QUI NON CI PIOVE) MA ANCHE E’ STATO ACCOLTO CON GELO ANCHE DAL PD DI BERSANI 3- A PARTE I RADICALI, NESSUN PARTITO VUOLE MOLLARE LA PRESA SULLA TV PUBBLICA E LA RIFORMA PERÒ DEVE PASSARE PER IL PARLAMENTO E I PARTITI: IL GOVERNO MONTI RISCHIA? 4- IN BARBA ALLE TV LOCALI, RAI, SKY E MEDIASET BECCANO IL 95% DELLA TORTA DEGLI SPOT 5- LA GABANELLI RESTA IN RAI, TREMONTI NON C’È PIÙ E CON ANTONIO DI BELLA IL FEELING C’È

1- DAGOSPIA DEL 10 DICEMBRE 2011 - A MARZO, LA RAI VERSO UN COMMISSARIAMENTO O UN AMMINISTRATORE DELEGATO E QUINDI PRIVATIZZATA DAI "TECNICI" MONTI-PASSERA
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-tg1-basta-la-parola-ed-subito-guerra-aperta-tra-il-banana-e-pierfurby-33094.htm

2- Marco Conti per "il Messaggero"

Il «tutti a casa» per i vertici di viale Mazzini è stato di fatto pronunciato da Mario Monti in diretta proprio su una delle reti Rai. Intervistato da Fabio Fazio nella trasmissione della Terza Rete «Che tempo che fa», il presidente del Consiglio non ha usato giri di parole promettendo interventi sulla televisione pubblica entro «qualche settimana».

Nei fatti un ben servito all'attuale consiglio d'amministrazione che scade a metà marzo e la conferma di come il governo stia lavorando per cambiare la governance della Rai e arrivare ad un assetto che consenta di avere un cda molto più snello dell'attuale, un amministratore delegato che svincoli l'azienda pubblica dalla morsa dei partiti e che prepari la privatizzazione, se non di tutta l'azienda, certamente di una parte consistente di essa sul modello Alitalia.

L'argomento è però di quelli tabù per le forze politiche - se si escludono i Radicali - specie se si tira in ballo l'ipotesi della privatizzazione. Se il Pd mantiene un minimo di aplomb rinviando ai progetti di riforma più volte rilanciati sia dalla segreteria Bersani sia da Veltroni, nel Pdl la levata di scudi è immediata e ricorda quella della Cgil quando si iniziò a parlare di rivedere l'articolo 18.

Da Gasparri a Cicchitto, passando per Casoli, è tutto un invito a Monti a «non intervenire» su un tema che spetta al Parlamento e, di conseguenza, una difesa dello status quo. Lottizzazione e duopolio compreso. Malgrado l'attuale direttore generale sia riuscito a produrre un bilancio in pareggio, le difficoltà della televisione pubblica restano, come dimostreranno presto i dati Auditel dell'anno appena passato che confermano una flessione di oltre il venti per cento in dieci anni degli ascolti per Rai e Mediaset.

La strada dell'amministratore unico, sui cui criteri di nomina le forze politiche ancora si interrogano, sembra essere l'unica in grado di sciogliere l'azienda da una paralisi decisionale che impedirà il prossimo 12 gennaio al cda di decidere sulla direzione del Tg1, della Tgr oltre che sulla conduzione di alcuni programmi informativi.

Il picco negativo della tv generalista e del duopolio Rai-Mediaset rischia di accentuarsi con un'altra serie di provvedimenti che il governo si appresta ad adottare soprattutto per arginare lo strapotere di alcuni operatori sul mercato. Il primo riguarda il beauty contest che permetterà l'utilizzo di canali multiplex sul digitale.

Dall'assegnazione gratuita a Rai e Mediaset, prevista dal precedente governo, si passerà all'asta, malgrado la contrarietà del Pdl e di Berlusconi in persona che ha escluso l'interesse per Mediaset per le frequenze. Il ministro Passera è però fiducioso e spera di incassare almeno un paio di miliardi valutando i sette operatori che hanno mostrato interesse.

Rai, Mediaset e Sky si dividono il 95 per cento della torta pubblicitaria. Una percentuale troppo alta persino per Bruxelles che da tempo chiede un riequilibrio del mercato. Sul fronte della concorrenza, tema particolarmente caro al premier, premono le tv locali che di recente hanno dovuto cedere frequenze agli operatori telefonici senza però ricevere in cambio l'apertura del mercato televisivo che si può ottenere solo da una diversa distribuzione della pubblicità.

Nelle intenzioni del governo ci sarebbe quindi molto più di quanto non abbia di fatto già discusso il ministro Passera con Lorenza Lei, direttore generale della Rai, sul tema della valorizzazione di alcuni asset industriali che permetterebbe alla Rai di fare un po' di cassa. Per il direttore generale solo con la valorizzazione delle torri e delle aree dove insistono i ripetitori, l'azienda potrebbe portare in bilancio 250-300 milioni di euro. Il piano di vendita di alcuni asset strategici come gli impianti di trasmissione di Rai Way e il settore delle riprese esterne, hanno però già scatenato vivaci proteste anche perché quest'ultima decisione blocca altre massicce assunzioni.

Tutto ciò permetterebbe, vendite comprese, di mettere in bilancio cospicui introiti che potrebbero crescere se, come afferma da tempo il consigliere Rai Antonio Verro, il governo ci aiutasse a combattere anche l'evasione del canone». Magari mettendo il canone nella bolletta della luce.

Ovviamente, come invocava ieri l'ex ministro Gasparri autore della più recente riforma del sistema radiotelevisivo, il ddl di riforma dovrà passare il non facile vaglio del Parlamento, ma il governo ha dalla sua proprio il calendario. La ravvicinata scadenza del consiglio d'amministrazione offre infatti un motivo non da poco per intervenire con una nuova legge proprio per evitare quel commissariamento che ieri anche il Pd, con Giorgio Merlo, cerca di scongiurare.

In una situazione di crisi come l'attuale resta comunque impensabile che la tv pubblica possa drenare altre risorse e altri provvedimenti, dopo la chiusura di alcune sedi estere, sono allo studio. A cominciare dalla decisione di spingere sull'utilizzo delle risorse interne riducendo gli appalti e le consulenze esterne.

 

MARIO MONTI OSPITE DI CHE TEMPO CHE FA DI FABIO FAZIOMARIO MONTI E FABIO FAZIOBERSANI E VELTRONI MARIO MONTI OSPITE DI _CHE TEMPO CHE FA_ DI FABIO FAZIOLORENZA LEIpasseracicchitto foto mezzelani gmt PAOLO GARIMBERTI gasparri foto mezzelani gmt Antonio Verro foto Milestone Giorgio Merlo

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