LE “RIVOLUZIONARIE DELLA FIGA” IN RUSSIA RISCHIANO SETTE ANNI DI GALERA - OGGI IL VIA AL PROCESSO ALLE TRE COMPONENTI DEL GRUPPO PUNK “PUSSY RIOT”, IN CELLA DA CINQUE MESI - HANNO VOLUTO IMITARE LA MADONNA DI ‘’LIKE A PRAYER’’, MA IL LORO GRIDO “O MADRE DI DIO SBARAZZACI DI PUTIN” ALL’INTERNO DELLA CATTEDRALE DI CRISTO SALVATORE HA FATTO INCAZZARE VLADIMIR E IL PATRIARCA KYRILL - TRA I PRIMI A LANCIARE APPELLI STING E I RED HOT CHILI PEPPERS…

Articolo di Mark Franchetti, corrispondente da Mosca per il Sunday Times di Londra, pubblicato da "la Stampa" - Traduzione di Carla Reschia

In un tribunale di Mosca comincia oggi uno dei più attesi processi degli ultimi tempi. Pochi casi legali hanno tanto diviso la società russa e allo stesso tempo rivelato così tanto sullo stato del Paese.

Sul banco degli imputati ci sono tre giovani donne, Maria Alyokhina, Nadezhda Tolokonnikova ed Ekaterina Samutsevitch. Fanno parte di Pussy Riot, una punk band d'opposizione tutta al femminile che fino all'anno scorso era praticamente sconosciuta, ma ora è diventata il gruppo musicale più famoso della Russia.

Le tre giovani donne, due delle quali sono madri di bambini piccoli, sono in prigione da cinque mesi. Sono state arrestate dopo che le Pussy Riot hanno messo in scena una performance molto controversa all'interno della cattedrale di Cristo Salvatore, la più grande chiesa ortodossa della Russia, dove il presidente russo Vladimir Putin assiste alle messe di Natale e di Pasqua. Un filmato dell'evento mostra quattro componenti della band, volti coperti da passamontagna a colori vivaci, che ballano e cantano presso l'altare della chiesa mentre gli addetti della chiesa e della sicurezza, choccati, cercano di fermarle.

La «preghiera punk» della band era diretta contro Putin e gli stretti legami politici della Chiesa ortodossa con il Cremlino. «Il capo del Kgb», un riferimento alla carriera di Putin nella polizia segreta sovietica, «è il loro santo capo, conduce i manifestanti in carcere in convoglio», recita uno dei testi cantati dalla band.

«O Madre di Dio», canta il coro delle ragazze in un appello alla Vergine Maria, «sbarazzaci di Putin, sbarazzaci di Putin, sbarazzaci di Putin». Le tre ragazze sono imputate per atti di teppismo. Se condannate, un verdetto atteso da molti, rischiano fino a sette anni di carcere, anche se la maggior parte degli esperti legali concorda sul fatto che non abbiano violato alcuna legge. Ma tutte le richieste per il loro rilascio su cauzione sono state respinte.

Il caso ha scatenato aspre dispute sulla libertà di parola e sulla stretta relazione tra la Chiesa ortodossa russa e il Cremlino. Ha anche diviso l'opinione pubblica: da una parte le richieste di clemenza, dall'altra di severe punizioni. Molti fedeli, pur condannando la prodezza davanti all'altare, ritengono che le tre donne dovrebbero essere liberate.

Altri, come il Patriarca Kyrill, il capo della Chiesa che, prima delle elezioni presidenziali aveva definito i 12 anni al potere di Putin come «un miracolo divino», hanno dimostrato poca pietà. Kyrill ha etichettato la prodezza delle Pussy Riot come un sacrilegio e severamente criticato i fedeli che hanno invocato il perdono. «Il mio cuore si spezza per l'amarezza pensando che tra queste persone c'è chi si definisce ortodosso», ha detto il Patriarca.

Il Cremlino sembra determinato a fare delle ragazze un caso esemplare. Gli appelli di alcune tra le celebrità più famose della Russia, inclusi alcuni sostenitori di Putin, finora sono caduti nel vuoto. Nessun altro caso ha polarizzato così duramente l'opinione pubblica russa, come quello delle Pussy Riot. C'è chi pensa che dovrebbero bruciare all'inferno e chi le vede come vittime di uno stato repressivo. Sconosciute pesino in patria fino pochi mesi fa, grazie al processo le Pussy Riot ora stanno diventando famose anche in America. In vista del processo di oggi una campagna d'alto profilo per liberarle sta ottenendo il sostegno di alcune delle più famose popstar del mondo.

La settimana scorsa Sting, alla vigilia di due concerti in Russia, ha dato il suo sostegno alla condanna di Amnesty International per la detenzione delle ragazze: «È spaventoso, le musiciste di Pussy Riot rischiano pene detentive fino a sette anni di carcere. Il dissenso è un diritto legittimo e fondamentale in ogni democrazia e i politici moderni devono accettarlo e tollerarlo.

Il senso delle proporzioni - e dell'umorismo - è indice di forza, non un segno di debolezza. Spero che le autorità russe lasceranno completamente cadere queste false accuse e permetteranno alle donne, a queste artiste, di tornare alla loro vita e ai loro figli». All'inizio del mese i Red Hot Chili Peppers hanno tenuto un concerto in Russia indossando T-shirt che chiedevano la libertà per le Pussy Riot. Anche la band britannica Franz Ferdinand ha espresso sostegno per la band punk di protesta, i cui membri salgono sempre sul palco con passamontagna colorati.

Gli avvocati delle tre ragazze - che respingono le accuse - vogliono chiedere aiuto a Madonna, che il mese prossimo terrà due concerti in Russia. «Lei potrebbe attirare l'attenzione di persone molto potenti a livello internazionale che potrebbero sollevare la questione con le autorità russe», ha dichiarato Mark Feigin, uno degli avvocati delle Pussy Riot. L'icona del pop americano non si è mai tirata indietro nelle critiche alle autorità russe, promettendo in anticipo di denunciare una legge antigay a rischio di arresto durante il suo prossimo concerto a San Pietroburgo.

Feigin dice che Anthony Kiedis dei Red Hot Chili Peppers aveva già discusso il caso con Madonna, e ha anche scritto a Bono degli U2 sulla sorte delle ragazze. «Quello che hanno fatto le ragazze è stato stupido e provocatorio», ha detto uno dei fan delle Pussy Riot. «Ma la reazione dello Stato è incredibile. A giudicare dal modo draconiano in cui sono trattate si potrebbe pensare che il Cremlino ha un intero reparto che funziona giorno e notte per trovare il modo di sporcare l'immagine della Russia. Se volete capire quanto male stanno andando le cose in Russia guardate questo processo».

 

UNA DELLE PUSSY RIOT IN TRIBUNALE LE RAGAZZE DELLA BAND PUSSY RIOT LE PUSSY RIOT jpegLE PUSSY RIO DURANTE LESIBIZIONE NELLA CATTEDRALE DI CRISTO SALVATORE A MOSCA LE PUSSY RIOT A PROCESSO jpeg

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…