1. MAIL A DAGOSPIA: “MA PERCHÉ NESSUNO DICE CHE GENNY 'A CAROGNA HA LASCIATO LO STADIO E NON HA VISTO LA PARTITA PER ANDARE IN OSPEDALE A VEDERE CIRO? PERCHE' NON SI PARLA DELL'ORGANIZZAZINE DELLE FORZE DELL'ORDINE MOLTO CARENTE E DEL FATTO CHE TUTTI SANNO CHE I COLPI DI FUOCO SONO PROIBITI DAGLI STESSI ULTRAS E CHE SOLO UN IDIOTA ROMANISTA POTEVA ARRIVARE A TANTO? PERCHÉ NESSUNO DICE CHE I SOCCORSI A CIRO SONO ARRIVATI OLTRE UN'ORA DOPO L'ACCADUTO? PERCHE' NON SI DICE CHE I GENITORI DI CIRO SONO STATI OSPITATI A ROMA NON DALL'OSPEDALE GEMELLI MA DAGLI ULTRAS DELLA LAZIO? OMISSIS OVUNQUE, COME SEMPRE! SI NASCONDE TUTTO PARLANDO DELLA CAROGNA, CAPRO ESPIATORIO PER UNA MAGLIETTA CHE FA COMODO A MOLTI. ALTRO CHE EUROPA, SIAMO UN PAESE DEL SUDAMERICA. E DI CAROGNE VERE!’’ 2. ROMA-JUVE: LA DOMENICA DELLA GRANDE PAURA. SI TEME LA VENDETTA DEI NAPOLETANI (IL TIFOSO FERITO SI AGGRAVA: ALTRO INTERVENTO OPERATORIO DURATO 4 ORE) 3. UN TIFOSO AZZURRO AVVERTE: ‘’SAREMO A ROMA PER LAVARE IL SANGUE DI CIRO ESPOSITO’’

1. MAIL
Ma perché nessuno dice che Genny 'a carogna ha lasciato lo stadio e non ha visto la partita per andare in ospedale a vedere Ciro? Perche' non si parla dell'organizzazine delle forze dell'ordine molto carente e del fatto che tutti sanno che i colpi di fuoco sono proibiti dagli stessi ultras e che solo un idiota romanista poteva arrivare a tanto? Perche' nessuno dice che i soccorsi a Ciro sono arrivati oltre un'ora dopo l'accaduto? Perche' non si dice che i genitori di Ciro sono stati ospitati a Roma non dall'ospedale Gemelli ma dagli ultras della Lazio? Omissis ovunque, come sempre! Si nasconde tutto parlando della carogna, capro espiatorio per una maglietta che fa comodo a molti. Altro che Europa, siamo un paese del Sudamerica. E di carogne vere!
Federico

2. ALLARME QUESTURA: SI TEME LA VENDETTA DI NAPOLETANI INFILTRATI PER ROMA-JUVE DI DOMENICA
Grazia Longo per ‘La Stampa'

La paura della Questura è che questa brutta storia sia solo all'inizio. In città, peraltro, è già partito, il tam tam tra gli ultrà, in previsione di Roma-Juve di domenica prossima.
Una partita calda. Caldissima. Per la quale sono attesi centinaia di infiltrati del Napoli, tra le fila dei supporter bianconeri, per vendicare l'affronto romanista. «Per lavare il sangue del nostro Ciro» ribadisce Pino, fedelissimo della curva napoletana.

E mentre la Digos indaga sull'ipotesi di un commando a sostegno di Daniele De Santis, «Gastone», e per verificare se il blitz contro i napoletani sia stato premeditato, tira aria di guerriglia sul match di domenica sera. E non è affatto escluso che venga anticipato al pomeriggio. È evidente a chiunque infatti che per le forze dell'ordine è decisamente meno complesso governare i possibili episodi di violenza alla luce del sole.

Domani in questura si svolgerà un tavolo tecnico per stabilire le linee guida per le strategie di previsione e controllo delle frange oltranziste della tifoseria. «Già sabato sera circolava la voce che ci saremmo vendicati - prosegue Pino -. È impossibile pensare che stiamo fermi a guardare dopo che uno dei nostri ha rischiato di morire. Ciro va riscattato, e noi domenica saremo a Roma per onorarlo».

Ci attende quindi un altro appuntamento con il terrore? Quali mosse saranno messe in atto per scongiurare nuovi scontri? E ancora: quale sarà l'itinerario dei pullman con i tifosi verso l'Olimpico? Quest'ultima non è una domanda da poco: sabato scorso molti di loro hanno parcheggiato in viale Tor di Quinto, vicino a dove lavorava il «pistolero» De Santis, noto ultrà romanista con tanto di provvedimento Daspo. Ma il questore Massimo Mazza sottolinea che «quella era una zona di transito per gli autobus, non di parcheggio. Alla fine molti si sono fermati lì per la richiesta dei tifosi di scendere e raggiungere a piedi lo stadio per il timore di arrivare tardi alla partita a causa dei disordini».

Disordini per i quali la Procura di Roma ha chiesto la convalida dei fermi dei quattro tifosi fermati. Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il sostituto Antonino Di Maio accusano De Santis di tentato omicidio, porto e detenzione di arma abusiva e di rissa. Rissa, invece, il reato ipotizzato per i tre tifosi del Napoli: Ciro Esposito, ferito gravemente, Alfonso Esposito e Gennaro Fioretti. Il gip fisserà entro mercoledì il loro interrogatorio. Intanto la polizia sta cercando di identificare i tre uomini con casco integrale vicini a De Santis.

A sparare però dovrebbe essere stato solo lui. A conferma ci sono tre testimoni più due video. Quanto alla tesi dell'agguato il capo della Digos di Roma, Diego Parente dice: «Lo definirei piuttosto un folle episodio, una provocazione da parte di un singolo». La pistola è stata recuperata dalla proprietaria del Ciak Village, Donatella Baglivo. «L'ho nascosta nel bidone della spazzatura - ricorda - perché temevo che la prendesse qualcuno. Poi ho trascinato il corpo pestato a sangue di Daniele. Sapevo che non poteva andare allo stadio, ma non conoscevo la sua storia».

3 - NUOVO INTERVENTO PER TIFOSO NAPOLI, ALL'ADDOME
(ANSA) - Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ferito sabato prima della finale di Coppa Italia a Roma, è stato sottoposto al Policlinico Gemelli, ad un altro intervento di chirurgia addominale, nella notte. Sua madre Antonella Leardi riferisce: "Mio figlio ha avuto un altro intervento, gli è stato tagliato un pezzo di colon, insomma la situazione è ancora delicata. Come sto io? Sono stanca".

 

 

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