2015 ODISSEA NELL’IGNAZIO/2 – RENZI PREME PER UN BEL RIMPASTONE DI GIUNTA (CON ORFINI DENTRO), MA SEL MINACCIA DI USCIRE DALLA MAGGIORANZA SE SI AZZERA LA GIUNTA – IL BRACCIO DI FERRO DI MARINO CON IL SUO ASSESSORE AL BILANCIO

1.LA SFIDA DI MARINO A RENZI “RESTERÒ QUI FINO AL 2023” MA SEL È PRONTA A SFILARSI

Giovanna Vitale per “la Repubblica

 

Mentre il sindaco Marino rilancia «Ho fermato la melma, resterò fino al 2023», suscitando l’ironia del deputato renziano Michele Anzaldi («Avrà letto Nostradamus ») - un’altra tegola si abbatte sul Campidoglio. Il Mef ha chiesto la restituzione di 350 milioni indebitamente erogati dal 2008 al 2013 sul salario accessorio dei dipendenti. Un tempismo sospetto, letto da molti come l’ennesimo tentativo del governo di mettere in difficoltà l’attuale amministrazione. Che già fibrilla di suo.

er cecato ignazio marinoer cecato ignazio marino

 

Ieri il vicesindaco di Sel, Luigi Nieri, si è detto pronto alle dimissioni qualora la giunta venisse azzerata. Un passo che potrebbe preludere all’uscita dei vendoliani dalla maggioranza, mettendo a rischio i numeri in aula.

 

Ma il chirurgo dem tira dritto e lancia il Marino 2 «perché l’onestà, lo so, non basta ». Così, in attesa di capire se e quando Palazzo Chigi scioglierà il nodo delle risorse e dei poteri speciali per il Giubileo, lui si paragona a Monti («Abbiamo trovato Roma come lui trovò il Paese dopo Berlusconi») e dice di sentire «la vicinanza dei romani: sono uno che vuol fare bene il suo lavoro e amministrare la città con spirito di servizio e senza ambizioni di carriera politica».

 

ignazio marino   carmine fotiaignazio marino carmine fotia

La fase 2 è quella post Mafia Capitale: «Ora siamo nelle condizioni di ricominciare, quello che stiamo facendo ha determinato anche forti disagi, abbiamo interrotto questa melma che legava alcuni esponenti politici ad affaristi criminali, abbiamo dovuto fare reset».

 

Sul fronte Pd però la Bindi attacca: «Se fossi Marino mi interrogherei sulle dimissioni, lo scioglimento sarebbe un’onta». E il ministro Delrio incalza: «Il sindaco deve cambiare passo e aumentare l’incisività della sua politica».

 

 

2. E IL SINDACO AVVERTE IL PREMIER: DIA I SOLDI O SFORO IL PATTO DI STABILITA’

Giovanna Vitale per “la Repubblica

 

IGNAZIO MARINO - MATTEO RENZI - VIGNETTA DI BENNYIGNAZIO MARINO - MATTEO RENZI - VIGNETTA DI BENNY

È un duello all’Ok Corral quello che il sindaco Marino ha deciso di ingaggiare con il premier Renzi. «Si è ingarellato», traducono in romanesco nei corridoi di palazzo Senatorio. Uno convinto di potercela fare da solo, a dispetto di tutti e tutto, anche a costo di sforare il patto di stabilità pur di aprire i cantieri del Giubileo e rimettere a posto la città. L’altro persuaso da Orfini ad offrire un’ultima chance al chirurgo genovese, a patto che accetti di rifondare la giunta con personalità di spicco del Pd, a partire proprio dal presidente nazionale nel ruolo di vice.

 

L’ex sindaco di Firenze lo ha sfidato sul tema della buona amministrazione? Gli ha fatto capire di considerarlo incapace di risolvere anche i problemi più ordinari di Roma, dalle buche alla pulizia delle strade? E l’inquilino del Campidoglio- riunito in un gabinetto di guerra permanente con il suo cerchio magico - ha tracciato il piano di battaglia. Su due fronti: mantenere la contesa sullo stesso terreno indicato dal capo del governo, ossia la gestione della città, per dimostrare che si è sbagliato; individuare e punire gli infedeli, ovvero chi da dentro rema contro e potrebbe dunque sabotare la riscossa.

MARINO BUZZI NIERI 1MARINO BUZZI NIERI 1

 

E così mentre ieri Renzi e Orfini tornavano per la prima volta a parlarsi dopo lo scontro sulla sortita anti-Marino in tv, confrontandosi sull’ipotesi di azzerare l’esecutivo romano per inserire nomi forti del Pd, Orfini compreso, il sindaco faceva scattare la sua personale conta interna «per capire finalmente chi sta con me e chi contro di me».

 

Subito trasformata - su suggerimento della fedelissima Alessandra Cattoi, sua storica portavoce promossa nel 2013 al rango di assessore - in un processo sommario a carico dei due tecnici di area renziana ritenuti, per giudizio unanime, gli architravi del governo capitolino: il responsabile della Mobilità Guido Improta, vicino al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, e la titolare del Bilancio Silvia Scozzese, dirigente Anci assai apprezzata da Graziano Delrio.

 

È su di loro che, fin dal principio, si sono concentrati gli strali del primo cittadino. Vissuti, a seconda dei casi, ora come guastatori, ora come spie in seno all’amministrazione. A cui imputare un eccesso di rigore, di aver redatto - la Scozzese, con la sponda decisiva di Improta un bilancio troppo restrittivo, che impedisce di fare quei lavori minimi di manutenzione di cui la città ha bisogno.

MATTEO 
ORFINI
MATTEO ORFINI

 

Non è dunque un caso se mancassero entrambi alla riunione di giunta convocata ieri di buon mattino per licenziare una serie di delibere- chiave per il decoro e la legalità: i temi che a Marino stanno più a cuore. Assenze strategiche per marcare una distanza da richieste e comportamenti giudicati insostenibili. «Io ho bisogno di dare una risposta a Renzi, di aprire i cantieri del Giubileo.

 

E siccome per farlo ci vogliono i soldi, vorrà dire che sforeremo il patto di stabilità», l’ordine impartito dal sindaco agli assessori. Glaciale la replica di Scozzese, colei a cui è sempre stato riconosciuto di aver riportato la legittimità contabile in Campidoglio: «Benissimo, se è così io me ne vado. I problemi non si risolvono né violando le regole, né con le ripicche».

 

Uno scontro pericolosissimo in seno al governo cittadino: il detonatore in grado di far esplodere l’intera baracca. Marino lo capisce e tenta di correre ai ripari. Convocando d’urgenza i due assessori renziani. È lì che, forte di una tabella prodotta dal Ragioniere capitolino, Scozzese e Improta dimostrano al chirurgo dem quanto fosse stato informato male.

campidogliocampidoglio

 

«Caro Ignazio, su 305 milioni di investimenti previsti in bilancio, dal primo gennaio a oggi ne sono stati spesi solo 60, il 20% delle risorse. Significa che i soldi per i cantieri ci sono, solo che la macchina amministrativa non sa o non vuole impegnarli», la lettura della Scozzese. Il sindaco cade dalle nuvole. «Ma com’è possibile? » chiede. E fa partire la caccia al colpevole. In gioco c’è la sua sopravvivenza.

 

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