david sassoli nicola zingaretti virginia raggi carlo calenda guido bertolaso roberto gualtieri

AJO, OJO E CAMPIDOGLIO! – NESSUNO VUOLE PRENDERSI LA GRANA ROMA: PER ORA IN PISTA CI SONO SOLO LA RAGGI E CALENDA, MENTRE GUALTIERI TENTENNA E BERTOLASO SI È TIRATO INDIETRO – IL “CACCIAVITE” DI LETTA CHE INCONTRA TUTTI, DA CONTE A CALENDA, PER PROVARE A COSTRUIRE UN’ALLEANZA LARGHISSIMA E NON RISCHIARE L’ESCLUSIONE DAL BALLOTTAGGIO. A SINISTRA SI RICICCIA L'IPOTESI ZINGA (CHE LIBEREREBBE LA REGIONE...)

ROBERTO GUALTIERI ENRICO LETTA

1 – C’E’ QUALCUNO CHE VUOLE FARE IL SINDACO DI ROMA? A PARTE LA RAGGI E CALENDA, GLI ALTRI CANDIDATI FANNO UN PASSO AVANTI E DUE INDIETRO

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/rsquo-rsquo-qualcuno-che-vuole-fare-sindaco-roma-parte-264291.htm

 

2 – ROMA IN ALTO MARE. A SINISTRA FRENO A GUALTIERI, A DESTRA NO DI BERTOLASO

Federica Fantozzi per www.huffingtonpost.it

 

GUIDO BERTOLASO

Senza coalizioni certe e senza candidati: Roma è in alto mare. Ieri il freno a mano tirato da Enrico Letta sulla corsa dell’ex ministro Roberto Gualtieri, oggi il “no grazie” di Guido Bertolaso, impegnato sul fronte milanese dei vaccini e stufo delle perplessità di FdI sul suo nome.

 

Così, in vista dell’autunno – data più probabile per le urne il 10 e 11 ottobre – centrosinistra e centrodestra non sanno ancora chi sfiderà Virginia Raggi per il Campidoglio. Intanto, Grillo la blinda: “Massimo sostegno alla nostra guerriera”.

francesco rocca

 

Il “non possumus” dell’ex capo della Protezione Civile arriva poche ore dopo i rilanci di Matteo Salvini e Antonio Tajani che lo indicavano come il nome più forte, l’unico capace di vincere al ballottaggio. Ed è secco quanto freddo: “Non mi candiderò a sindaco di Roma. Sono qui in Lombardia, sto facendo il vaccinatore, mi pare che basti e avanzi. Per il resto abbiamo già dato”.

 

La scena si congela. Divisa tra chi considera Bertolaso “una primadonna in cerca di plebiscito”, suscettibile dunque di ripensarci, e chi più realisticamente archivia la partita. Fortemente sponsorizzato da Silvio Berlusconi, e “adottato” dalla Lega, è un nome mai digerito da Giorgia Meloni a causa (anche) di antiche ruggini.

BEPPE GRILLO VIRGINIA RAGGI

 

FdI – cui spetta negli equilibri di coalizione la “primogenitura” per il Campidoglio e che, soprattutto, ha un bacino di voti molto cospicuo a Roma e nel Lazio - sogna il presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca, che però ha declinato, ed ha quindi messo in campo il manager sportivo Andrea Abodi, finora distante dalla politica.

 

All’obiezione di azzurri e leghisti sulla scarsa notorietà di Abodi nei sondaggi, gli uomini della Meloni replicano che l’importante è avere dietro la coalizione unita: “Dopo una settimana a braccetto con i tre leader lo conosceranno tutti”. Il punto, insomma, è politico. Fatto sta che un’intesa complessiva non è neppure all’orizzonte.

ABODI 15

 

“Chi candideremo dipenderà anche da dove vogliamo arrivare” spiega un parlamentare bene informato. Tradotto: se giochiamo per vincere o per azzoppare qualche avversario. Ecco perché prima di prendere decisioni, il centrodestra vuole capire le mosse del Pd.

 

virginia raggi

Dove la situazione è ingarbugliata. Ieri lo stop alle macchine dato da Letta ai rumors su Gualtieri pronto a sciogliere la riserva in senso favorevole. Condito da “irritazione” per l’accelerazione e fastidio per il “metodo lunare” frutto delle vecchie dinamiche che hanno già portato i Dem a schiantarsi con le dimissioni di Zingaretti.

 

sassoli zingaretti

Oggi, grazie al colloquio tra il neo-segretario e il potenziale candidato, la situazione è ripartita, ma “nulla è ancora deciso”. Appuntamento – vago – ad aprile. Nel frattempo, Letta proseguirà gli incontri in agenda: con Carlo Calenda probabilmente già domani, poi con Giuseppe Conte, con Roberto Speranza. Ma andrà avanti anche il “tavolo cittadino di programma” e consultazione con gli alleati.

 

CARLO CALENDA SI CANDIDA A ROMA BY EDOARDOBARALDI

L’obiettivo del “cacciavite” lettiano è chiaro: costruire uno schema di gioco con l’alleanza più larga possibile, perché sarà battaglia all’ultimo voto e neppure l’approdo al ballottaggio è scontato. Se necessario, con il ricorso alle primarie di coalizione.

 

 Ecco il motivo dell’imminente faccia a faccia con Calenda, che non ha intenzione di ritirarsi ed è sostenuto anche da Italia Viva. “Letta semplifichi il quadro e dia un segnale concreto di cambio di linea puntando su Calenda – ha avvisato Ettore Rosato – Per noi è il più adeguato e può essere vincente”.

 

enrico letta

Giochi aperti con la speranza del jolly

All’uscita del faccia a faccia Gualtieri ha usato toni concilianti: “Sto riflettendo, in ogni caso darò il mio contributo per Roma”. Va detto che il pressing dei Dem romani su di lui è stato confortato da una serie di test che lo individuano come il profilo più “forte” al ballottaggio poiché suscettibile di prendere sia i voti di Calenda al centro che quelli dei Cinquestelle a sinistra.

 

CARLO CALENDA

E profilo “autorevole” - come ex presidente della commissione Finanze a Bruxelles nonché interlocutore della Commissione Europea sul Recovery Plan – adatto a guidare una grande metropoli. Quanto a un eventuale “gap di popolarità”, la risposta starebbe nei sette mesi che mancano alle urne: Gualtieri si è già confrontato con due campagne elettorali per l’Europarlamento (nel 2009 e nel 2014) a suon di preferenze, mentre nel gennaio 2020 ha vinto alle suppletive il collegio di Paolo Gentiloni. Insomma, ci sarebbe tempo per costruire l’”empatia” del personaggio e scongiurare il rischio, evocato da Letta, di un Pd “partito della Ztl” che non convince le periferie.

DAVID SASSOLI NICOLA ZINGARETTI

 

Tuttavia, i giochi sono ancora aperti. E non sono escluse sorprese. A dicembre di quest’anno scade il mandato da presidente dell’Europarlamento di David Sassoli, ipotesi che con il voto ad aprile non era stata presa in considerazione per ovvi motivi. Ma soprattutto, molti sperano in una corsa in extremis di Nicola Zingaretti.

 

Che, anche in privato, ha chiuso la porta a tentazioni di questo genere. Ci ripenserà entro aprile? Sarebbe il jolly: unitario, attrattivo per l’elettorato grillino, assai meno sgradito a Calenda dell’ex ministro dell’Economia. Con una ricaduta a destra: l’addio anticipato del governatore aprirebbe la corsa per la Pisana, su cui punta il partito meloniano, sbloccando la griglia dei veti incrociati. Solo che a quel punto, per il centrodestra, la partita per il sindaco capitolino sarebbe davvero in salita.

Enrico Letta annuncia la candidatura a segretario del Pdguido bertolaso rientra in italia 2enrico lettavirginia raggi by osho

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....