LA SEA NON DECOLLA, ANZI E’ COSTRETTA AD ATTERRARE - DOPO IL CASINO SCOPPIATO AL COMUNE DI MILANO PER LA CESSIONE DEL 29,75% DI SEA ADESSO IL PM ROBLEDO RIMANDA TUTTI I DOCUMENTI AL MITTENTE (IL PROCURATORE CAPO) - MOTIVAZIONE: ORMAI è TARDI PER CAPIRE COSA SIA SUCCESSO - QUANTO E’ PICCOLO IL MONDO! L’ASSESSORE AL BILANCIO TABACCI, FAUTORE DELL’ACCORDO CON F2I, HA UN FIGLIO CHE LAVORA IN UNA SOCIETÀ PARTECIPATA PROPRIO DA F2I…

Lorenzo Mottola per "Libero"

Il fascicolo torna nei cassetti. A Palazzo di Giustizia non si trova nessuno disposto a indagare su Sea. Dopo essersi rimpallati per mesi le prove che gettano pesanti ombre sulla cessione del 29,75 per cento delle quote della società da parte del Comune di Milano, l'ultimo dei tre pm incaricati di far luce sulla vicenda ha rispedito al procuratore capo Edmondo Bruti Liberati tutti i documenti del caso. Documenti presi in esame solo a causa delle pressioni della stampa.

Quanto successo, infatti, non sembra interessare né convincere il pm Alfredo Robledo, ovvero lo stesso magistrato che - nonostante le insistenze e i documenti prodotti dell'ex sindaco Gabriele Albertini - non fece troppo per chiarire cosa c'era dietro l'acquisto di Serravalle ordinato dal presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, oggi indagato per corruzione dalla procura di Monza. Ragione ufficiosa: ormai è tardi per capire cosa è successo per Sea, tanto vale rinunciare.

I pm di Firenze, per chi si fosse perso qualche passaggio, a ottobre avevano registrato una chiacchierata tra Vito Gamberale e un personaggio vicino ai vertici del Pd (si è parlato dell'assessore toscano Conti, ma lui ha smentito con forza). Il numero uno di F2i avrebbe raccontato di avere già la Sea in tasca. Il bando sarebbe stato un pro forma. L'accordo c'era già. E sarebbe stato chiuso. Un fatto preoccupante, ovviamente.

Le trascrizioni di questa telefonata pochi giorni dopo sono state trasmesse a Milano. Da lì si sono perse nelle nebbie di Palazzo di Giustizia. Sono finite in mano a due diversi pm, poi sono sparite, per ricomparire solo pochi giorni fa. A rivelarne l'esistenza è stato un articolo dell'Espresso.

Solo a quel punto il procuratore capo si è ricordato di guardare nel suo archivio. Il giorno successivo ha passato gli incartamenti al suo specialista per i reati contro la pubblica amministrazione: Robledo. Quest'ultimo, smentendo Pisapia che poche ore prima aveva commentato le notizie spiegando che «non c'è reato» ha aperto un fascicolo per turbativa d'asta a carico di ignoti. E a Palazzo Marino è scoppiato il caos.

La maggioranza dell'avvocato Giuliano si è spaccata. La sinistra radicale si è sganciata e ha annunciato che avrebbe fatto di tutto per fermare la cessione di nuove quote di Sea. La Lega ha minacciato di bloccare il consiglio comunale. Il Pdl, nel pomeriggio, ha trascinato in commissione i dirigenti comunali che firmarono il bando per costringerli a rispondere alle loro domande. Una sorta di indagine parallela. Tutti cercano di vederci chiaro, tranne la procura.

Come detto, per Robledo la cosa finisce qui. Secondo le ipotesi di Gianni Barbacetto del Fatto, non se l'è sentita di lavorare su degli atti piombati nei suoi uffici ben quattro mesi dopo il loro arrivo a Milano. E soprattutto dopo che tutte le notizie del caso sono finite sui giornali. Difficile che qualcuno si faccia scappare la frase sbagliata al telefono. Nessuna possibilità di sviluppare e raccogliere nuove prove. Il bando per Sea si è chiuso più di tre mesi fa. F2i ha già avuto il suo 29,75 per cento, pagandolo 385 milioni. Praticamente impossibile stabilire se qualcuno avrebbe potuto offrire di più.

Eppure di "curiosità" attorno a questa vicenda restano moltissime. Il Pdl, per esempio, ancora non si spiega come abbia fatto Gamberale a presentare un'offerta d'acquisto così dettagliata: parliamo di ben venticinque pagine elaborate sui conti della società aeroportuale.

Tra le questioni emerse solo a distanza, c'è anche il caso di Simone Tabacci, figlio dell'assessore al Bilancio del Comune di Milano. Come noto il padre è il grande fautore dell'accordo con F2i che, secondo Pisapia, ha «salvato Palazzo Marino». E Simone lavora in una società partecipata proprio da F2i, la Alerion.

 

BRUNO TABACCI GIULIANO PISAPIA Alfredo RobledoVITO GAMBERALE MALPENSA

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