“VANNACCI RAFFORZA IL CENTROSINISTRA, NON HA NIENTE A CHE SPARTIRE CON NOI” – IGNAZIO LA RUSSA SFANCULA UN’IPOTETICA ALLEANZA CON IL GENERALE: “MELONI LO HA DETTO: ‘NON MI ALLEERÒ MAI CON CHI NON RITIENE GIUSTO AIUTARE L'UCRAINA A RESISTERE ALL'INVASIONE RUSSA’. E IO SONO ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO CON LEI - CHI PREFERIREI COME AVVERSARIO DEL CENTRODESTRA? CONTE O SCHLEIN? ILARIA SALIS! – GIORGIA MELONI AL QUIRINALE? NON È NELLE COSE. IL DOPO MATTARELLA NON È VISTO DA GIORGIA COME UN OBIETTIVO, PER NESSUN MOTIVO. E PER ME? NO, NON LO POTREI FARE. NON ME LO FAREBBERO FARE E NON MI PIACEREBBE FARLO PERCHÉ CAMBIEREBBE COMPLETAMENTE LA MIA VITA”
Estratto dell’articolo di Luciano Tancredi per “la Stampa”
A Portofino, il presidente del Senato Ignazio La Russa è di casa. Nel tragitto tra la piazzetta e il molo dov'è installato il palco, viene fermato e scambia qualche battuta con capannelli di turisti o di habitué del porticciolo, che raggiunge per sedersi per questa intervista, ospite di Portofino Talk, insieme al giornalista Paolo Liguori. […]
[…] Futuro Nazionale, il partito di Vannacci. Può rafforzare il centrodestra, indebolirlo, rimanerne fuori?
«Per il momento è un rafforzamento del centrosinistra. E credo che tale rimarrebbe, perché la situazione è evidente. Non lo abbiamo cacciato. Vannacci era vicepresidente di un partito del centrodestra. Ha deciso di fondarne uno suo: legittimo. Ha deciso di votare contro il governo: legittimo. Ha deciso di raccogliere i transfughi del centrodestra, quelli che pensavano che non li avremmo ricandidati: legittimo. Ma è altrettanto legittimo dire che cosa c'entri tutto questo con noi. Uno può qualificarsi come vuole, ma non esiste un'unica destra».
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Lei ha detto che quella di Vannacci non è la "vera destra".
«Ho detto che la sua è una posizione legittima, ma che non ha niente a che spartire con noi. Penso alla sua posizione sul femminicidio, che rigetto in toto. È stata criticata la legge che punisce duramente chi uccide, tra virgolette, "per amore". Ma quale amore? È odio: un ex amore che diventa odio. Di fronte a un'emergenza come quella dei femminicidi, il provvedimento non vale soltanto per la sanzione che introduce. Vale anche per il messaggio che manda».
Dica un'altra differenza.
«Il patriarcato. Forse la più grande novità che Meloni ha introdotto nella destra e nella politica italiana è proprio questa: una donna può raggiungere un livello che prima nessuna aveva raggiunto e può farlo senza aver bisogno di un uomo che le spiani la strada».
Anche L'Ucraina, diceva, è dirimente.
«La premier lo ha detto: "Non mi alleerò mai con chi non ritiene giusto aiutare l'Ucraina a resistere all'invasione russa". Un'invasione che, come viene minacciato ancora oggi, potrebbe estendersi all'Europa».
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Quindi: mai alleanza con Vannacci.
«A questa domanda ha già risposto Giorgia Meloni e io sono assolutamente d'accordo con lei, non per principio, ma perché condivido le sue idee».
Chi preferirebbe come avversario del centrodestra? Conte? Schlein? Un "papa straniero"?
«Io scelgo Salis. Ma non la sindaca di Genova, l'altra, Ilaria».
Non credo che sia candidata.
«La candido io».
Se vincete, puntate al Quirinale? Magari con una donna...
«Se per donna intende Giorgia, non è nelle cose».
È ancora un tabù?
«Questo non l'abbiamo mai detto. Ma, allo stato attuale, il dopo Mattarella non è visto da Giorgia come un obiettivo, per nessun motivo».
E per lei?
«No, questo proprio non lo potrei fare. Non me lo farebbero fare e, aggiungo, non mi piacerebbe farlo perché cambierebbe completamente la mia vita e quella dei miei familiari». […]



