RUTTE SBUGIARDA GIORGIA MELONI – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, CHE CHIAMA TRUMP “PAPARINO” (“DADDY”), RIVELA CHE ALMENO 500 AEREI STATUNITENSI SONO DECOLLATI DALLE BASI AMERICANE IN ITALIA A SUPPORTO DELLA MISSIONE “EPIC FURY” CONTRO L’IRAN – UNA NOTIZIA CHE RIDIMENSIONA GIORGIA MELONI E LA SUA POSTURA CON LA SCHIENA DRITTA DI FRONTE ALLE RICHIESTE DI TRUMP (AD APRILE, IL GOVERNO HA NEGATO L’AUTORIZZAZIONE A SIGONELLA, EVIDENTEMENTE PER RAGIONI TECNICHE) – LA DUCETTA DOMANI VOLA IN COSTA AZZURRA PER IL PRIMO VERTICE INTERGOVERNATIVO CON MACRON…
RUTTE, 500 AEREI USA SONO DECOLLATI DA BASI IN ITALIA PER SUPPORTARE EPIC FURY
BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE
(ANSA) - Il segretario generale della Nato Mark Rutte in un'intervista a Fox News ha sottolineato il sostegno europeo all'azione militare Usa contro l'Iran, rilevando che migliaia di voli sono partiti da basi europee per supportare la missione.
"Comprendo perfettamente la delusione, ma se prendiamo ad esempio l'Italia, 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l'operazione. Quindi si tratta di un numero enorme."
"Se si guarda a tutta l'Europa, si parla di un numero compreso tra 4.000 e 5.000 missioni di volo", ha affermato Rutte. "Un Paese come la Romania, nella sua capitale Bucarest - ha aggiunto Rutte - ha dovuto ridurre il traffico aereo commerciale perché l'aeroporto veniva utilizzato come deposito per le aerocisterne. Quindi tutto questo sta accadendo".
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LA PREMIER OGGI SENTE RUTTE "PER LA NATO FATTO IL POSSIBILE" ASSE CON MACRON SULLA DIFESA
Estratto dell’articolo di Anais Ginori e Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”
Rivedrà oggi i partner europei, con cui in passato ha spesso bisticciato, ma dopo lo strappo con Donald Trump tocca fare fronte comune. Giorgia Meloni nel pomeriggio atterrerà a Berlino, per partecipare al vertice dell'E5 (Gran Bretagna, Francia, Germania più Italia e Polonia) e ritroverà da remoto anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte, che chiama «daddy» il presidente americano e soprattutto preme sugli europei perché aumentino in modo massiccio gli investimenti in difesa, così cari al tycoon.
Dettaglio: Rutte si collegherà da Washington, dove ha in agenda un incontro con Trump. All'E5 si parlerà di Ucraina — Meloni ribadirà la proposta di un inviato Ue per dialogare con Mosca, mentre a Parigi, Berlino e Londra non dispiace essere il terzetto incaricato di trattare direttamente a nome del continente — e degli impacci del cessate il fuoco a Hormuz, che allontanano anche la partecipazione dell'Italia a una missione internazionale con i cacciamine.
BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE
Ma il cuore della discussione è l'avvicinamento al summit Nato di Ankara il 7 e 8 luglio. Vertice che si annuncia bollente, anche per la premier, visto che sarà la prima occasione in cui incrocerà di nuovo l'ex amico Donald, che ormai con cadenza quasi quotidiana la piccona su tutti i media possibili. Ecco perché sarà importante il confronto preliminare con Rutte.
Al segretario della Nato, Meloni ribadirà la posizione del governo italiano: sulla difesa, è il ragionamento della premier, si è fatto il possibile.
donald trump emmanuel macron alla reggia di versailles 2
È certamente una priorità, ma proprio alla luce della crisi di Hormuz bisogna pensare anche alle altre, l'energia su tutte, vedi il caro bollette. Roma, secondo fonti italiane, si presenterà al tavolo turco con le spese per la difesa al 2,8%, cioè lo 0,7% in più dell'anno scorso, ma avendo infilato nel computo molti investimenti «per la sicurezza interna», non sempre graditi oltre oceano.
A proposito di difesa, Meloni domani sarà in Costa azzurra: ad Antibes l'accoglierà Emmanuel Macron.
Dopo molti rinvii e non poche tensioni, si celebra il loro primo vertice intergovernativo. Ci saranno 9 ministri per parte, da Roma arriveranno, tra gli altri, Guido Crosetto, Matteo Salvini e Adolfo Urso. La parte più corposa del summit, come detto, sarà dedicata proprio alla difesa europea.
CARTELLONE SULLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ A TEHERAN
[…] Anche il presidente francese è stato più volte bersaglio delle invettive di Trump e dopo gli attacchi alla premier italiana le ha espresso subito la sua solidarietà. I vari incidenti nella relazione con l'inquilino della Casa Bianca sono, dal punto di vista dell'Eliseo, altrettante occasioni per ricordarsi quanto sia prioritario «difendere i valori e gli interessi dell'Europa». «Saremo più rispettati se saremo forti nell'affermare le nostre convinzioni», ha confidato Macron.
«Non ci potrebbe essere momento migliore per organizzare questo incontro», osserva una fonte nell'entourage del leader francese, citando l'uscita di scena di Viktor Orbán, l'amicizia incrinata tra Trump e Meloni e il vano tentativo della premier italiana di presentarsi come «ponte» tra l'Ue e la Casa Bianca. «Il ponte si è rotto», ironizza la stessa fonte a Parigi. Ma aggiunge subito che non è il momento di alimentare rivalità. Al contrario, dicono a Parigi, la deriva Usa può essere l'occasione per riportare Roma pienamente dentro lo schema europeo. [...]
stretto di hormuz
le vie alternative allo stretto di hormuz per il commercio del petrolio