“FOGLIO” DI VIA PER SACCO-DANNI - GELATINA SCRIVE UNA LETTERA PICCATA A GIULIANO FERRARA PER REPLICARE ALLE SUE CRITICHE E L’ELEFANTINO LO FA ASFALTARE DA ANDREA MARCENARO: ‘’LA FACCIA COME IL SEDERE”

1 - MAI METTERSI CONTRO L'ELEFANTINO, A SACCODANNI NESSUNO L'AVEVA DETTO - REPLICA AL FOGLIO E ESCE CON LE OSSA (EUFEMISMO) ROTTE
Dagoreport

Mai mettersi con l'Elefantino, è una delle regole non scritte del giornalismo. Giulianione ti impala. E questo suggerimento non è stato accolto da Saccomanno Saccodanni molto piccato per quello che era apparso ieri sul Foglio. Gelatina quindi ha pensato bene , certamente malconsigliato, replicare con una lunga lettera. Giulianone l'ha pubbicata in prima pagina in bella evidenza con un titolo che rispondeva a quanto aveva scritto il giorno prima.

"Non ha fatto gaffe da "polticamente di risulta", anche se non sono un politico di professione. Non è vero, come dite, che non abbiamo fatto un tubo. Risparmi di spesa, detrazioni fiscali, finanziamenti alle infrastrutture" ecco il titolo che sintetizzava la difesa stizzita del ministro (per colpa altrui) messa in pagina senza commento. Possibile che l'Elefantino rimanga zitto, incassi e porti a casa? Ma siamo pazzi? E' vero, sotto la lettera non c'è una replica in corsivo con il simbolo dell'elefantino, ma non è finita qui. Basta andare in fondo alla pagina e leggere Andrea's Version. Gelatina esce a pezzi. Forse sarebbe stato meglio essere calpestato dall'Elefantino, avrebbe salvato almeno qualcosa.

2 - NON È VERO, COME DITE, CHE NON ABBIAMO FATTO UN TUBO
Lettera di Fabrizio Saccomanni a "Il Foglio"

Al direttore - Le sue critiche ("La gaffe del ministro tecnico") sono ovviamente legittime ma fanno disinformazione. Proviamo allora a fare un po' di fact checking, che pare vada di moda solo nei convegni e non nel lavoro giornalistico.

In soli sette mesi, con un sostegno parlamentare notoriamente eterogeneo, non è possibile intraprendere grandi riforme in campo economico. Quindi non avremmo fatto nulla? Falso: abbiamo migliorato e dato attuazione a iniziative precedenti e varato misure con un forte impatto congiunturale.

A fine 2013 gli italiani avranno risparmiato 5,6 miliardi che, secondo la legislazione vigente all'atto di insediamento di questo governo, avrebbero invece dovuto sborsare (1 miliardo per la mancata maggiorazione Iva di un punto tra luglio e settembre; 4,6 miliardi per la cancellazione dell'Imu per un importo corrispondente all'aliquota base e più della metà della differenza tra questa e l'aliquota fissata dai comuni); abbiamo prorogato e aumentato le detrazioni per i lavori edilizi e per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici (facendo risparmiare agli italiani che effettuano queste spese 1,6 miliardi tra 2013 e 2017);

ai creditori della Pubblica amministrazione abbiamo pagato arretrati per un importo che a fine anno avrà superato i 20 miliardi, ponendo rimedio a uno scandalo accumulato nel passato; abbiamo identificato infrastrutture immediatamente realizzabili e reperito 3 miliardi di euro per finanziare l'apertura dei relativi cantieri. Il disegno anticiclico che lega tra di loro questi interventi è chiaro: alleggerire il peso delle imposte, iniettare liquidità nell'economia reale, usare le opere necessarie a modernizzare il paese anche per dare respiro al settore edilizio.

Da tecnico mi aspetto che tutte queste misure congiunturali (prese senza violare gli impegni comunitari a partire dal vincolo del 3 per cento nel rapporto deficit/pil) abbiano pieno effetto nel corso del prossimo anno, con buona pace dei catastrofisti di professione. In quelle condizioni sarà possibile intraprendere alcune riforme anche in campo economico, come da programma del governo.

La manovra finanziaria per il 2014 è stata "respinta con perdite" dall'Ue? Falso. Legga i documenti, caro direttore: il 15 novembre la Commissione ha affermato che l'Italia rispetta il criterio del deficit mentre "rischia" di non rispettare il criterio del debito ("l'Italia dovrebbe continuare a fare progressi sufficienti verso l'obiettivo di medio termine anche nel 2014, assicurando il necessario aggiustamento strutturale.

Nel 2014 il bilancio strutturale punta a una deviazione che, se ripetuta l'anno successivo, potrebbe essere valutata come significativa e potrebbe mettere a rischio la conformità con il requisito del braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita"). Ma non invocano tutti - lei compreso - manovre espansive, favorevoli alla crescita?

Abbiamo quindi deciso di finanziare nuovi investimenti in infrastrutture, che hanno un effetto moltiplicatore sul prodotto, e di affrontare il rischio di divergere dagli obiettivi di medio periodo (l'abbattimento del debito) attraverso misure sviluppate in parallelo alla manovra quantificata nel budget del 15 ottobre: un pacchetto di privatizzazioni (operazioni identificate puntualmente e rese note, da realizzare nei prossimi 12 mesi), la revisione della spesa (abbiamo potenziato l'istituto del commissario perché possa intervenire nei processi di tutta la Pubblica amministrazione e gli abbiamo dato - è la prima volta che accade - un obiettivo quantitativo: risparmiare 32 miliardi nel 2016; entro il prossimo febbraio il commissario stesso individuerà l'obiettivo raggiungibile nel 2014), il rientro di capitali dall'estero.

Modificare radicalmente i processi di formazione della spesa pubblica, e di conseguenza la qualità dei servizi pubblici e l'assorbimento di risorse da parte dell'amministrazione, non è forse una straordinaria riforma?

3 - ANDREA'S VERSION
Andrea Marcenaro per "Il Foglio"

Le foto, chi le ha viste lo sa, impressionano davvero. In una, Dallas Wein è senza faccia, completamente senza, il suo viso è una parete di pelle piatta, con i fossi delle orbite vagamente accennati e coperti a loro volta di pelle. Niente bocca, niente naso, orecchie, niente. Un muro di epidermide cicatrizzata.

Nell'altra foto, Dallas Wein ha una faccia completa. Non la sua vecchia, quella avuta da un donatore, con perfino con la barba. Lo si vede addirittura che sorride. Dallas Wein s'era ustionato nel 2008, nel 2011 ha iniziato le cure, e l'altro giorno i medici della Radiological Society of North America hanno mostrato il miracolo compiuto da un trapianto facciale completo, durato oltre trenta ore.

Un miracolo della scienza che ha spinto i medici a invitare tutti, quando si muore, a donare non solo il cuore o il fegato, ma anche il viso. Sperando che molti rispondano all'appello. Questo fà altresì pensare che il più in là possibile, intendiamoci, ma quando arrivasse il momento, il dottor Saccomanni avrà il grande privilegio di poter donare, indifferentemente, sia la faccia che il sedere.

 

LETTA E SACCOMANNI images fabrizio saccomanni direttore big x Giuliano Ferrara e Anselma Dall Olio giuliano ferrara a spasso con i cani foto colantoni gmt GIULIANO FERRARA SI TRUCCA COL ROSSETTO IN PREVISIONE DELLA MANIFESTAZIONE A PIAZZA FARNESE LODOVICO FESTA ANDREA MARCENARO ANDREA MARCENARO MARIA TERESA MELI PIERO MELOGRANI DUCCIO TROMBADORI E ANDREA MARCENARO - Copyright Pizzi

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