spazzatura monnezza campania

I GALLI SULLA MONNEZZA - SALVINI AVVERTE IL M5S SUI TERMOVALORIZZATORI: “VA BENE IL CONTRATTO MA POI LA REALTÀ CAMBIA E BISOGNA ANDARE AVANTI” - DI MAIO FA MURO: “NON SONO NELL'ACCORDO” - E A SOSTEGNO DI LUIGINO, ARRIVA ANCHE ROBERTO FICO: “NON VOGLIAMO, NON DOBBIAMO E NON POSSIAMO TORNARE INDIETRO” - E CONTRO LA LEGA INTERVIENE ANCHE DE LUCA…

Diodato Pirone per “il Messaggero”

 

luigi di maio giuseppe conte matteo salvini giovanni tria

Il dossier inceneritori continua ad allargare il cuneo fra i due partiti della maggioranza.

Con il leader leghista Matteo Salvini che per la prima volta ieri ha accennato al superamento del programma sottoscritto con i 5Stelle prima dell' avvio del governo.

 

Da un lato anche ieri si è rafforzato il veto dei pentastellati sugli inceneritori con Luigi Di Maio, che rinsalda l'asse ecologista con il Presidente della Camera, Roberto Fico (che è napoletano) e si ritrova perfino con il senatore ribelle Gregorio De Falco. Dall'altra parte, favorevole alla costruzione di nuovi impianti, Matteo Salvini, che parlando di infrastrutture chiosa: va bene il contratto ma «poi la realtà cambia e bisogna andare avanti e non indietro».

 

TERMOVALORIZZATORE DI PARMA

Nel mezzo il premier Giuseppe Conte che cerca di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Tuttavia ricorda che è lui il garante del contratto, sposando implicitamente le tesi dei Cinque Stelle. Ad ogni modo Palazzo Chigi sottolinea che domani a Caserta l'esecutivo affronterà, con la firma di un protocollo d' intesa, l'emergenza dei roghi tossici nella Terra dei Fuochi.

 

In questo clima di scontro frontale, si insinua Forza Italia, con lo scopo di staccare la Lega dal patto di governo, definito da Antonio Tajani «un matrimonio contro natura» e da Silvio Belusconi «un' anomalia che non potrà durare a lungo».

salvini e di maio murales by tvboy

 

Al di là delle schermaglie a colpi di dichiarazioni, il nodo centrale dello scontro tra Lega e M5S resta ancora del tutto irrisolto. Sul tema dei rifiuti il contratto parla chiarissimo e i 5 stelle ribadiscono che sui temi ambientali non intendono aprire alcun negoziato: «Nel nostro contratto di governo - ricorda Luigi Di Maio - c' è l' economia circolare, ci sono i cicli virtuosi dei rifiuti, c'è il grande sviluppo delle tecnologie alternative per l' energia rinnovabile e c’è il graduale spegnimento degli inceneritori».

 

IL TESTO ORIGINALE

ANTONIO TAJANI

Effettivamente, nel testo alla base del programma di governo non solo non si parla di nuovi inceneritori, ma nel capitolo 4 «Ambiente, green economy e rifiuti zero», si prevede «una crescente percentuale di prodotto riciclato e contestualmente una drastica riduzione della quota di rifiuti smaltiti in discarica ed incenerimento, fino ad arrivare al graduale superamento di questi impianti».

 

Anche il Presidente della Camera, il campano Roberto Fico, punto di riferimento degli ortodossi M5S, ribadisce la linea dura. Sulla gestione dei rifiuti, scrive Fico sui social, «non vogliamo, non dobbiamo e non possiamo tornare indietro». E rispondendo a Salvini: «la realtà cambia se non si fa ciò che si è sempre fatto, per questo si va avanti con un altro modello di gestione di rifiuti».

 

roberto fico

Sulla carta, insomma, la frattura è insanabile. Anche se proprio Matteo Salvini assicura che il governo durerà cinque anni. Ottimista anche sui rifiuti, in vista del vertice di Caserta: «Parlerò con Luigi - garantisce il leader leghista - con cui abbiamo sempre trovato l'accordo, nell' interesse dei campani e non per gli interessi di altri».

 

Ma il vicepremier premette: «Se hanno fatto finta di niente per trent'anni, io non sono al governo per fare finta di niente. I rifiuti vanno smaltiti producendo anche utili, energia, ricchezza e non producendo i roghi tossici che avvelenano e ammazzano. Se produci dei rifiuti, quasi ovunque quei rifiuti significano ricchezza non devastazione. Bisogna spiegare alla nostra gente che per il nostro bene, per la nostra salute e il nostro business non possiamo più far finta di niente».

 

VINCENZO DE LUCA

Ma c' è un terzo protagonista del vertice di caserta che ieri ha iniziato a far sentire la sua voce: il presidente della Regione Vincenzo De Luca. Che ieri ha avuto parole durissime: «Siamo in presenza di una buffonata che rischia di fare enormi danni alla Campania». Per De Luca, infatti, andrebbero considerati tre elementi: primo, l'origine dei roghi recenti non dipende dai rifiuti urbani; secondo, oggi si sta discutendo con l'Ue dell' annullamento o della multa (120 mila euro al giorno) per la cattiva gestione dei rifiuti; terzo: costruire termovalorizzatori che costano 300 milioni è difficile perché senza incentivi pubblici per le imprese è pressocché impossibile rifarsi dell' investimento.

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