matteo salvini giancarlo giorgetti

SALVINI DI LOTTA PIÙ CHE DI GOVERNO - IL “CAPITONE” DISPERATO PER LA CADUTA NEI SONDAGGI DELLA LEGA, TORNA A DARE FUOCO ALLE POLVERI SUGLI SBARCHI E SULLA PROROGA DELLO STATO D’EMERGENZA. MA UNA GROSSA PARTE DEL CARROCCIO SI È STUFATA DEL TIRA E MOLLA: A PARTIRE DA ZAIA E GIORGETTI, DI CUI CIRCOLA IL NOME COME CANDIDATO ALLA REGIONE LOMBARDIA (PER BRUCIARLO O PER SPEDIRLO LONTANO DA ROMA?)

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

1 - P. CHIGI, COLLOQUIO DRAGHI- SALVINI SU RIPRESA E CRESCITA 

(ANSA) - ROMA, 17 GIU - Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto questa mattina un incontro a Palazzo Chigi con il segretario della Lega, Matteo Salvini. Durante il colloquio sono stati passati in rassegna gli sviluppi positivi della situazione economica e le prospettive di ripresa e crescita del Paese. Lo rende noto Palazzo Chigi. (ANSA).

 

GIANCARLO GIORGETTI MATTEO SALVINI

2 - MATTEO È TORNATO «DI LOTTA» E APRE IL FRONTE CON GIORGETTI

Adalberto Signore per “il Giornale”

 

La premessa, d' obbligo, è che i governi di unità nazionale sono - anche per i politici più avvezzi - materiale spesso esplosivo e comunque sempre difficile da maneggiare. Senza scomodare Palmiro Togliatti e la cosiddetta «svolta di Salerno» dell' ormai lontano '44, è infatti evidente che alcuni dei partiti che oggi sostengono Mario Draghi si muovano in maniera niente affatto agevole.

ENRICO LETTA MATTEO SALVINI

 

E i loro leader sono di tanto in tanto costretti a tirare - politicamente parlando - qualche gomitata. Ne sa qualcosa Matteo Salvini, che è partito da posizioni populiste e anti europee solo qualche anno fa, per poi convergere - a febbraio scorso - su un esecutivo non solo ultraeuropeista ma pure guidato dall' ex numero uno della Bce.

 

E ne è consapevole pure uno come Enrico Letta, certamente molto più affine a Bruxelles e da sempre in sintonia con Draghi. Da quando è diventato segretario del Pd, infatti, è finito più volte in rotta di collisione con Palazzo Chigi.

 

MARIO DRAGHI GIANCARLO GIORGETTI

Insomma, il recinto del governissimo - o quasi, visto che Fratelli d' Italia resta comunque all' opposizione - non aiuta. Soprattutto un Salvini costretto a guardare nello specchietto retrovisore, visto che i sondaggi danno sempre più vicina una Giorgia Meloni che - dicono la maggior parte delle rilevazioni demoscopiche - in estate metterà la freccia e passerà in corsia di sorpasso. Di qui una certa agitazione del leader della Lega e pure qualche stop and go che, visto da fuori, potrebbe avere la pecca di non sembrare troppo lineare.

 

MATTEO SALVINI GIANCARLO GIORGETTI FEDERICO DINCA

Così, dopo settimane di basso profilo e di sostegno incondizionato a Draghi, proprio ieri Salvini ha ridato fuoco alle polveri. Su due temi a lui cari e sui quali la competizione con Fdi è accesissima: immigrazione e stato d' emergenza. Sul primo punto ha strizzato l' occhio a un vecchio adagio che fa sempre presa su un certo elettorato, cioè che il Covid lo portano soprattutto gli immigrati.

 

Così ha puntato il dito contro gli sbarchi di Lampedusa, visto che dieci migranti arrivati tra il 26 e 27 maggio sono risultati positivi alla variante Delta. Salvini ha detto pubblicamente che chiederà «presto» un «incontro» con Draghi per affrontare il tema. Che, nello specifico, non sembra invece allarmare troppo né Palazzo Chigi né il ministero della Sanità, dove c' è chi fa notare che la variante indiana è arrivata in Italia da tempo.

ENRICO LETTA E MATTEO SALVINI

 

Ma il leader della Lega si è messo di traverso anche sull' ipotesi che il governo prolunghi lo stato di emergenza, uno scenario che sta prendendo piede a Palazzo Chigi da qualche giorno. E che l' ex ministro dell' Interno boccia categoricamente, quasi la Lega non fosse un partito che sostiene il governo: «Prorogarlo al 31 dicembre non ha giustificazioni sanitarie e sarebbe un brutto segnale».

 

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

E il ritrovato Salvini «di lotta» ieri ha alzato il tiro anche sulle riforme, con tanto di appello pubblico al premier: «L' ho detto a Draghi, per portare a termine le riforme serve un lungo confronto e un accordo tra i leader di partito, altrimenti non si fanno. È sbagliato pensare di portare tutto il dibattito in Parlamento, soprattutto durante il semestre bianco».

 

Un Salvini battagliero, dunque. Per rincorrere Fdi che gioca invece la partita dall' opposizione.

matteo salvini con felpa

Ma anche per ricompattare una Lega che, seppure sottotraccia, sul territorio inizia ad essere in fermento. Soprattutto in Lombardia e Veneto, infatti, non riscuote grande successo l' ipotesi di una federazione con Forza Italia. Il leader della Lega si muove con cautela, immagina un primo passo con la nomina di uno speaker unico dei gruppi parlamentari di Camera e Senato.

 

Ma è consapevole delle resistenze nella base. Quelle dei parlamentari, che - già «tagliati» dalla riforma costituzionale - temono eventuali liste uniche perché porterebbero inevitabilmente a una riduzione dei posti a disposizione.

GIANCARLO GIORGETTI MARIO DRAGHI LUIGI DI MAIO

 

Ma anche quelle di alcuni colonnelli, che non si espongono pubblicamente ma dubitano seriamente sulla bontà dell' operazione. In privato lo hanno fatto sia Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico, che Luca Zaia, governatore del Veneto. «Non si capisce qual è il progetto politico», si sono sfogati con i parlamentari a loro più fedeli.

 

Giorgetti Salvini

D' altra parte, i loro rapporti con Salvini non sono propriamente idilliaci. Soprattutto per Giorgetti, che da qualche settimana il leader della Lega dice in giro di voler candidare a governatore della Lombardia nel 2023. Con lui, a secondo degli interlocutori, Salvini fa anche i nomi di Letizia Moratti, Paolo Grimoldi, Massimo Sertori e Pietro Foroni. Ma pare che Giorgetti - e non solo lui in Lega - non abbia affatto gradito una candidatura che sa molto di rimozione.

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

GIANCARLO GIORGETTI MATTEO SALVINI 1

salvini giorgetti

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