IL MATTEO DI DESTRA - MENTRE “FARSA ITALIA” E’ ALLA CANNA DEL GAS, CON BERLUSCONI PIÙ IMPEGNATO A PENSARE AI SUOI AFFARI CHE AL PARTITO, SALVINI PROVA A CREARE UNA “LEGA ALLARGATA” A POSTFASCISTI, EX AN E EX GRILLINI MAL-DESTRI

Mattia Feltri per “la Stampa”

 

Matteo SalviniMatteo Salvini

In un’ampia intervista pubblicata ieri da Libero, Matteo Salvini ha particolareggiato un programma politico i cui contorni erano intuiti da tempo: andare oltre la Lega e costruire una destra lepenista alternativa a Silvio Berlusconi. 

Il programma - detto in sintesi come succede nelle interviste - è di quattro punti, 1) no alle moschee 2) no all’immigrazione 3) drastico taglio delle tasse 4) no a questa Europa di sinistra. Che l’idea non sia sciocca lo dimostrano le reazioni arrivate ieri da Forza Italia, si direbbe preregistrate e certamente collettive, prime voci Mariastella Gelmini («Berlusconi è un leader da cui non si prescinde»), Paolo Romani («senza Berlusconi il centrodestra diventa il sindacato giallo del governo»), Sandra Savino («senza Berlusconi, Salvini non esisterebbe»), Deborah Bergamini («in Italia senza Berlusconi non esisterebbe il centrodestra»).

Silvio Berlusconi RUDY  CAVAGNOLI  Silvio Berlusconi RUDY CAVAGNOLI

 

Quello che sfugge a tutti, ed evidentemente alla Bergamini, è che il segretario della Lega è disinteressato a un centrodestra e tanto più se c’è dentro Berlusconi, che definisce un signore impegnato a rimettere in piedi Forza Italia, roba di vent’anni fa, e intorno «il mondo è cambiato».


Il professor Alessandro Campi, uno che quell’area l’ha frequentata (è docente di Storia delle dottrine politiche a Perugia e tentò l’impresa disperata di costruire una destra europea, come si usa dire, insieme con Gianfranco Fini), riconosce che la mossa di Salvini è quella di un capo impegnato a cambiare fronte, spostato dalla Roma ladrona alla Bruxelles della finanza: «E soprattutto sta abbandonando Forza Italia, e dunque la rivoluzione liberale», di cui la Lega non è stata paladina ma fiancheggiatrice, «per fare un’operazione sul quel che resta della vecchia nemica, Alleanza nazionale, di modo che nasca un soggetto di destra radicale».

 

gelmini positanogelmini positano

Tatticamente una soluzione quasi obbligata, viste le inapprezzabili differenze fra Berlusconi e Matteo Renzi. Si apre un varco a destra ma purtroppo Giorgia Meloni, segretario di Fratelli d’Italia, lo sta valutando e ieri non era ancora giunta a una conclusione: per ora non si pronuncia. Eppure Salvini l’aveva tirata in ballo come componente gradita, se ci stesse, del nuovo soggetto politico: non un partito, nemmeno una coalizione, che sarà lo vedremo, e però benedetto da Umberto Bossi: «Sarà la Lega dei popoli».


Ecco, anche questo è un punto vero: l’eterna frontiera della Lega è il Sud, dove prevale un sentimento di diffidenza verso i barbari-razzisti del Nord. Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing, spiega che i sondaggi sono davvero ottimi, danno la Lega al nove per cento, quando il record è del dieci e mezzo in un centrodestra vincente, e non guasto come quello attuale; e però «gli elettori sono ancora tutti a settentrione, dove la Lega tocca punte del trenta per cento, mentre non abbiamo segnali di incremento al Sud».

debora bergaminidebora bergamini

 

Nel frattempo, però, Salvini cerca di stabilire almeno un contatto ideale e geografico, per esempio con Pietrangelo Buttafuoco, catanese, uomo solidamente di destra e che non si tira indietro: «Salvini ha un’idea così politicamente scorretta da assecondare me nella battaglia contro l’autonomia siciliana di Buttanissima Sicilia (il penultimo e fortunato libro di Buttafuoco, ndr)». Inoltre, aggiunge Pietrangelo, «l’unica opposizione a Renzi, premier illusionista, è la realtà».

 

E uno dei pochi capaci di interpretarla, dice, è proprio Salvini. Il quale, intanto che si propone di radere al suolo le moschee, chiede una mano, oltre che a Buttafuoco, anche a Massimo Fini ed è piuttosto curioso dal momento che i due non sono propriamente iscrivibili nei sostenitori della civiltà occidentale: Fini fra l’altro ha scritto una biografia del Mullah Omar di aperta simpatia (sebbene consideri l’islam una «religione cupa»). 
 

giorgia melonigiorgia meloni

Insomma, un po’ di confusione c’è - Buttafuoco si dice sicuro, sorridendo, che il caso di Salvini è il classico di chi «predica male e razzola bene» -, un po’ di indecisione pure, e un po’ di vaghezza cronica, che è la malattia incurabile del centrodestra italiano. C’è tutto questo e tuttavia, come si è visto, c’è anche lo spazio. Non si considera soltanto l’inedia berlusconiana e, spesso, degli ex An, ma anche i colpi che sta perdendo Beppe Grillo, soprattutto sul versante antieuropeista lungo il quale Salvini si muove con Marie Le Pen (certo, con battaglie surreali tipo l’idea di sospendere Schengen per resistere all’epidemia di Ebola).

logo lega nord logo lega nord

 

Noto conserva qualche dubbio: «La Lega potrebbe prendere voti a Grillo perché il Movimento ha un elettorato molto trasversale, ma il vero problema di Salvini è che un conto è l’apprezzamento riscosso da leader nordista, altro l’apprezzamento riscuotibile da leader di destra. Badate che gli elettori della Lega non necessariamente si sentono di destra, per esempio sono razzisti a loro insaputa, e cioè razzisti 2.0, non più per questioni di razza ma territoriali.

 

Un Salvini che si mettesse coi fascisti di Casa Pound non necessariamente crescerebbe: perderebbe qualcosa da una parte, guadagnerebbe qualcosa dall’altra, e il saldo sarebbe un’incognita». Una buona riflessione e appartiene anche a Campi, persuaso che nella migliore delle ipotesi Salvini costruirà una destra lepenista condannata «a essere una forza antagonista ma mai di governo». E in particolare, conclude un amareggiato Campi, una destra «lontana di molto dalla destra di cui altrove si sono dotati da decenni».

pietrangelo buttafuoco (3)pietrangelo buttafuoco (3)

 

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO