zaia salvini

PATTO LEGA-M5S SULLE NOMINE - SALVINI VUOLE LUCA ZAIA COMMISSARIO EUROPEO A BRUXELLES, CONSOB E INPS ANDRANNO AI GRILLINI - MA MANCA IL SÌ DI CONTE E MATTARELLA A MARCELLO MINENNA: IL COLLE PREFERIREBBE UNA PERSONALITA’ ESTERNA ALL’AUTORITA’ DI BORSA (MINENNA E’ STATO DIRIGENTE CONSOB…)

Alessandro Barbera per “la Stampa”

 

salvini zaia 4

Dalle dimissioni di Mario Nava da presidente Consob per la presunta incompatibilità con la sua posizione di funzionario europeo sono passati più di quattro mesi. Era il 13 settembre, e il governo sembrava deciso a sostituirlo in fretta con una persona più gradita. Non è andata così: da tempo l'unico candidato conosciuto a ricoprire quell' incarico è Marcello Minenna, dirigente Consob e per poche settimane assessore al Bilancio della giunta Raggi.

 

Il Movimento Cinque Stelle - o almeno molti fra i suoi esponenti - hanno detto in tutti i modi di avere in lui l'unico nome possibile; stessa cosa ha fatto il leader leghista Matteo Salvini. Eppure la decisione slitta giorno dopo giorno. Perché? A prima vista la ragione è nella procedura di nomina: al premier spetta proporla, il presidente della Repubblica la deve ratificare.

 

MATTARELLA E CONTE

Nei palazzi c'è chi punta il dito contro Giuseppe Conte, che nel frattempo si è reso più autonomo dai partiti, chi verso Sergio Mattarella. Più che per i rapporti coi Cinque Stelle, Mattarella nutre dubbi sul curriculum di Minenna, funzionario interno e dunque - ragionano al Quirinale - senza l'autonomia necessaria.

 

Non è un caso che il presidente, quando c'era da decidere la conferma o meno di Ignazio Visco alla Banca d'Italia, non avallò l'ipotesi di una promozione interna: dipendesse da lui, i vertici della autorità indipendenti andrebbero scelti all'esterno delle stesse. Mattarella poi è irritatissimo per il pressing pubblico di un pezzo dei Cinque Stelle, un modo per metterlo in difficoltà e dare l'impressione di aver imposto al Quirinale il candidato più gradito alla maggioranza: non un buon viatico per una poltrona in cui occorrerebbe garantire massima indipendenza dalla politica.

 

marcello minenna (2)

Le ragioni che hanno finora impedito la nomina di Minenna sono però anche più squisitamente politiche, e hanno a che vedere con altre due importanti poltrone. Una è in scadenza, l'altra lo sarà a breve: la presidenza dell'Inps e quella di commissario europeo. Per la prima c'è un candidato naturale: Pasquale Tridico, professore di economia del lavoro, consigliere di Di Maio e padre del reddito di cittadinanza.

 

La logica spartitoria vorrebbe che quella poltrona venisse invocata dalla Lega, ma Tridico sembra senza rivali. Non solo perché l'unico candidato con un curriculum adeguato - l'ex sottosegretario Alberto Brambilla - si è sfilato dalla corsa dopo essere entrato in rotta di collisione con la Lega, a cui aveva scritto un pezzo di programma. C'è di più: a Salvini l'unica poltrona che interessa davvero è quella di Bruxelles.

 

pasquale tridico

Non è difficile capire il perché. Il leader leghista non fa mistero di voler portare il proprio credo fin dentro le stanze comunitarie, e non c'è occasione migliore. Quella sarà la prima decisione da prendere il giorno dopo le elezioni del 26 maggio, quando la Lega avrà conferma del sorpasso sui Cinque Stelle. Da settimane circolano alcuni nomi di possibili candidati tra i ministri in carica: Gianmarco Centinaio, Lorenzo Fontana o - se fosse necessaria una figura più neutra - il responsabile della Farnesina Enzo Moavero.

 

luca zaia

Ma secondo quanto riferiscono fonti ben informate il vero candidato di Salvini è un altro: il governatore del Veneto Luca Zaia. Salvini ha due ottime ragioni per preferirlo ad altri. E' stato un efficace ministro dell' Agricoltura, e soprattutto oggi è l' unico rivale politico all' interno del Carroccio. Cinque anni a Bruxelles lo concentrerebbero su altri dossier.

Magari proprio quello della politica agricola comune.

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....