COMPAGNI SERPENTI A TORINO - NEL DUELLO INTESTINO A SINISTRA TRA GLI EX PRIMI CITTADINI CHIAMPARINO E CASTELLANI PER LA PRESIDENZA DELLA COMPAGNIA DI SAN PAOLO (PRIMO SOCIO DI INTESA), A DECIDERE E’ IL SINDACO FASSINO - GRISSINO POTREBBE BOCCIARE CHIAMPARINO PERCHÉ “TROPPO POPOLARE” E OPTARE PER IL BIPARTISAN CASTELLANI, DI PROVENIENZA ACCADEMICA E PIÙ “LONTANO” NELLA STAGIONE POLITICA…

Sergio Bocconi per il "Corriere della Sera"

Circola a Torino una certa febbre elettorale, nella quale si intrecciano finanza e politica. E che vede in primo piano il sindaco, il pd Piero Fassino, e coinvolti in modo particolare due ex primi cittadini, Sergio Chiamparino (Pd) e Valentino Castellani (Centrosinistra). Le scadenze sono tre, intrecciate: in primavera vengono rinnovati vertice e presidente della Compagnia di San Paolo, primo socio di Intesa con il 9,9%; e sarà quindi la nuova «squadra» ad avere peso determinante nel secondo appuntamento, la nomina dei consigli di sorveglianza e gestione della banca Mi-To nella primavera 2013; infine, sempre nei primi mesi del 2013 tocca ai vertici di Crt, socio big di Unicredit con il 3,3%.

Si parla dunque di nomine in enti che hanno ruolo fondamentale nelle prime due banche italiane: è logico che la temperatura salga quando l'agenda appare più vicina. Soprattutto per la Compagnia, visto che sarebbero già arrivate le lettere per invitare a fare i bandi ai soggetti che nominano i componenti il consiglio generale (17 eletti, di cui sei dalle camere di commercio, e 4 cooptati).

Per prassi il presidente della Compagnia è «candidato» dal sindaco della città. Così è avvenuto nel 2008 quando è stato eletto Angelo Benessia: secondo Chiamparino era lui l'uomo giusto per prendere il posto di Franzo Grande Stevens. Ed è proprio Chiamparino che alla fine del 2011 Fassino sonda per la carica di presidente al posto di Benessia, che pure teoricamente può essere rieletto per un secondo mandato. Lo ha confermato lo stesso Chiamparino aggiungendo di aver dato la propria disponibilità.

Il suo nome del resto circola da qualche mese, anche perché, pur avendo sottolineato il «primato della politica», non ha mai nascosto un interesse per il mondo delle fondazioni. Inoltre nel 2010 si è speso non poco nella partita delle nomine in Intesa Sanpaolo, questa volta contrapponendosi a Benessia ed esprimendosi a favore di Domenico Siniscalco (che poi si è ritirato) per la presidenza del consiglio di gestione al posto di Enrico Salza.

Tutte partite che oggi «ritornano». Fra dichiarazioni e «si dice», com'è logico nelle «tornate elettorali». Fra le prime è spiccata quella del governatore della Regione Piemonte, il leghista Roberto Cota, che non ha dato uno stop a Chiamparino ma ha sottolineato: «Se dipendesse solo da me non sceglierei un politico». Forse però è finita ancor più sotto i riflettori la presa di posizione del pdl Enzo Ghigo, che nei giorni scorsi ha invece candidato proprio Chiamparino.

Poi ci sono i «sussurri». Salza si sarebbe mosso per sbarrare la strada all'ex primo cittadino forte del sostegno delle camere di commercio. Preferibile, perché di provenienza accademico e più «lontano» nella stagione politica, sarebbe Castellani. Che non si è tirato indietro. E, secondo i «si dice» che restano senza commenti ufficiali Fassino avrebbe riconsiderato Chiamparino per la sua popolarità, e potrebbe convenire su Castellani.

Il risiko torinese, al quale diversamente dal passato la Fiat guarda con un certo distacco, non si esaurisce qui. Perché c'è chi pensa che Benessia in realtà non abbia perso la speranza di un bis (ma lui non vuole parlarne in pubblico). E che Ghigo abbia spinto Chiamparino anche pensando a se stesso per la Crt (scelta che alcune voci, in contrasto con le ipotesi di no di Fassino al suo predecessore, arrivano a ipotizzare come frutto di una possibile confluenza bipartisan). Un passo che potrebbe però non risultare più in sintonia con la Carta che le fondazioni si daranno al congresso di giugno e che potrebbe disciplinare una maggiore distanza fra incarichi politici e negli enti.

 

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