palin trump

SARAH, CI SEI MANCATA! - LA PALIN INCOLPA OBAMA PURE PER IL FIGLIO CHE MENA LA FIDANZATA: ''I VETERANI TORNANO INDURITI DALLA GUERRA, E IL PRESIDENTE NON LO CAPISCE'' (VIDEO) - MA FORSE A TRUMP NON SERVIVA UN ALTRO PERSONAGGIO CHE È LA PARODIA DI SE STESSA, E A CUI GIÀ HA PROMESSO UN RUOLO ALLA CASA BIANCA

1.VIDEO - SARAH PALIN DÀ LA COLPA A OBAMA PER IL FIGLIO CHE MENA LA FIDANZATA: ''I VETERANI TORNANO DALLA GUERRA CAMBIATI. E IL PRESIDENTE NON LI DIFENDE''

 

 

 

2.PALIN-TRUMP, LA COPPIA PIÙ ESPLOSIVA "INSIEME CI PRENDEREMO L' AMERICA"

Francesco Semprini per “la Stampa

 

Chi ricorda le storiche elezioni presidenziali americane del 2008, ha nella mente indelebile la contrapposizione tra il candidato democratico e futuro primo presidente afro-americano Barack Obama, e sulla sponda repubblicana, la candidata vicepresidente Sarah Palin, l' allora quasi ignota governatrice dell' Alaska scelta per il ticket da John McCain.

 

track palin e sarah palin track palin e sarah palin

Da una parte il volto dell' America del cambiamento e del «Yes we can», dall' altro la paladina degli ultra-conservatori, la «pasionaria» signora dei ghiacci, «Grizzly Mom» con la maglietta da hockey e il fucile in mano, pronta a difendere il Paese dalle insidie del mondo moderno. Non certo un politico da accademia, almeno a dar retta a detrattori e taluni osservatori, ma senza dubbio un personaggio effervescente in grado di bucare lo schermo.

 

sarah palin donald trumpsarah palin donald trump

Rinascita di una «meteora»

Ebbene la Sarah nazionale era destinata ad essere archiviata come «meteora» della politica nazionale Usa. E invece no, perché a riportarla di prepotenza sulla scena è stato proprio Donald Trump. In breve: Palin manifesta in pubblico il suo sostegno al candidato repubblicano, con un endorsement mediatico studiato a tavolino, e Trump risponde con galanteria repubblicana proponendole di entrare nel suo «Dream Team» in caso di conquista della Casa Bianca.

 

E così i media americani titolano: «È tornata!»: e salutano con curiosità ma anche con un certo interesse la discesa in campo di Palin, anche perché di fronte a una coppia così scintillante e anticonformista, sognano una campagna elettorale più accesa rispetto alla sonnecchiante partenza interrotta solo da qualche uscita sopra le righe del debordante miliardario newyorchese.

 

sarah palin appoggia donald trumpsarah palin appoggia donald trump

Un piccolo assaggio si è già avuto sul palco di Ames, in Iowa, dove il primo febbraio voteranno i caucus, le assemblee di elettori. E dove l' ex governatrice dell' Alaska è stata protagonista di un vero e proprio show, facendo tornare indietro il Paese di otto anni «Sono orgogliosa di sostenere Donald», ha affermato l' ex paladina proprio dei Tea Party. Trump ringrazia: «Sono onorato. Sarah è un' amica, una persona per la quale ho grande rispetto».

 

Un ruolo alla Casa Bianca

Ma il miliardario newyorchese va oltre e assicura che, se lui dovesse diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti, Sarah avrebbe certamente un ruolo nella sua amministrazione. E sebbene lui prenda tempo c' è già chi ipotizza una replica del 2008 con la possibile candidatura dell' ex governatrice dell' Alaska alla vicepresidenza. Di sicuro Palin avrà l' effetto di alimentare ulteriormente il circo mediatico attorno al già incontenibile Trump. Quella bagarre politica che finora ha rappresentato anche la forza di un candidato che, ancor prima che dagli avversari democratici, viene visto con diffidenza e con fastidio dall' establishment del suo stesso partito.

sarah palin  appoggia donald trumpsarah palin appoggia donald trump

 

I vertici del Grand Old Party avevano piuttosto puntato su candidati come Jeb Bush o Marco Rubio, gioco forza anche su Ted Cruz, e ora se la prendono con il presidente dei repubblicani Reince Priebus, perché non è stato in grado di frenare il fenomeno Trump. Per la Palin, è invece l' occasione di rilanciarsi nell' arena della grande politica. E Sarah può rivelarsi una carta più che efficace proprio per contrastare l' ascesa del senatore del Texas, e per cooptare del popolo del «no-taxation», vicino al Tea Party, finora scettico nei confronti di Trump.

 

 

3.PALIN DA’ IL SUO TOCCO CONFUSO E VITALE AL VAUDEVILLE DI TRUMP

Mattia Ferraresi per “il Foglio

 

sarah palin   appoggia donald trumpsarah palin appoggia donald trump

La concessione di endorsement è un rituale stanco della campagna elettorale americana, incassare il sostegno formale di personaggi illustri è un passaggio necessario ma non sufficiente per elettrizzare la base e con ferire credibilità e tono presidenziale alla candidatura. Ne sa qualcosa Jeb Bush, che fra i candidati repubblicani è in testa alla speciale classifica degli endorsement, eppure ha condotto fin qui una campagna impalpabile, ripagata da sondaggi che promettono un' uscita di scena non proprio onorevole. L' endorsement, insomma, non fa il candidato.

 

sarah  palin   appoggia donald trumpsarah palin appoggia donald trump

Così il sostegno che Sarah Palin ha concesso martedì sera a Donald Trump in una gremita sala dell' Iowa non va inserito nella categoria delle manifestazioni di appoggio, ma è più che altro un nuovo atto teatrale dell' itinerante vaudeville populista che Trump ha messo in scena. Esperienza estetica più che gesto politico. Nel 2008 Trump aveva detto che John McCain aveva sbagliato a sceglierla come compagna di ticket, avrebbe dovuto offrire il posto a Mitt Romney detto "l' uomo di latta", che si trova nel lato opposto dell' emiciclo dei caratteri rispetto a Trump. Del resto era la tornata elettorale in cui il palazzinaro con il ciuffo faceva soprattutto complimenti a Hillary Clinton.

 

sarah palin ted cruzsarah palin ted cruz

Questo non gli ha impedito, l' altro giorno, di presentare Pa lin come "una persona che rispetto da moltissimo tempo", di magnificarla come sua speciale eroina. Lei, caduta da tempo nel ruolo di parodia di se stessa ed elemento indecifrabile nell' universo della destra, aveva detto fin qui che Trump è il candidato con cui avrebbe più volentieri preso una birra. Anche se Trump non beve. Anche se si è definito in passato "molto pro choice".

 

Anche se le sue connessioni con l' odiato establishment sono stranote. Ma chiedere un minimo di coerenza significa non avere afferrato lo spirito dell' operazione trumpiana, fatto di evocazioni, tirate e qualche guaito, non di princìpi dai quali discendono proposte politiche organizzate. Accusarlo di aver cambiato idea, di flip-flop, è come cercare di mettere tutto il mare dentro una buca nella sabbia, si parva licet.

 

sarah palin con la famiglia track a sinistrasarah palin con la famiglia track a sinistra

Palin non solo si è attenuta al ruolo che era stato ritagliato per lei all' evento in Iowa, ma ha fatto di più, si è trumpizzata, dentro un coprispalle di lustrini ha improvvisato sul canovaccio solito: "Make America Great Again", "prendere Isis a calci in culo", "le teste dei giornalisti stanno girando", ha prestato la sua fraseologia classica alla causa del dominatore dell' immaginario di questa campagna, colui che è riuscito nell' operazione di immagine in cui l' ex governatrice dell' Alaska ha fallito. Ha detto che Trump ha "stracciato il velo del sistema", ridicolizzando la "classe politica permanente", ha parlato della rabbia e delle sciocche richieste di "chill out".

LEVI JOHNSTON IL GENERO DI SARAH PALIN SU PLAYGIRL LEVI JOHNSTON IL GENERO DI SARAH PALIN SU PLAYGIRL

 

Non era un discorso strutturato, ma una disordinata giustapposizione di frasi a effetto che ha stimolato tutte le zone erogene dell' elettorato: le umiliazioni subìte a livello globale, il big government, l' élite intellettuale, il community organizer che guida il paese. Sensazionale e intraducibile il passaggio che è diventato immediatamente un Vine virale: "Right wingin', bitter clingin', proud clingers of our guns, our God, and our religions, and our Constitution".

 

SARAH PALIN SARAH PALIN

Il riferimento è al famoso passaggio di Obama sugli estremisti repubblicani che s' aggrappano alle pistole e alla religione per difendere la propria identità minacciata. Il confuso cocktail retorico trasmetteva comunque una certa vitalità, la vera merce che Trump cerca di piazzare all' elettorato, e contemporaneamente risponde a un calcolo preciso. Palin in questi anni ha coltivato un network di attivisti e agitatori in Iowa, una forza di cui Trump ha bisogno per sconfiggere Ted Cruz, il cui destino elettorale dipenderà in buona parte dall' esito del voto a Des Moines.

SARAH PALIN DA RAGAZZA AL CONCORSO DI BELLEZZA SARAH PALIN DA RAGAZZA AL CONCORSO DI BELLEZZA

 

SARAH PALINSARAH PALINSARAH PALIN DONALD TRUMPSARAH PALIN DONALD TRUMP

 

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