mattia santori

LA SARDINA PUZZA DALLA TESTA – RITRATTONE AL VETRIOLO BY "IL GIORNALE" DI MATTIA SANTORI, IL POPULISTA AL RAGU’ CHE VUOL APRIRE IL PD COME UNA SCATOLA DI SARDINE - "DA MANDELA COL CERCHIETTO A IDEOLOGO DI ELLY SCHLEIN, IL 35ENNE BOLOGNESE PIACE AI BABY BOOMER, ALLE PROFESSORESSE ÂGÉE E AI TESSERATI DELL'ANPI. “EL BAMBAZ” NON È UN NATO DAL POPOLO, È IL RAMPOLLO DELLA ZTL, LÀ DOVE SI FA COLAZIONE A CAPPUCCINI COL LATTE DI SOIA, SCREMATO (E FOCACCINA VEGÀN)" 

MATTIA SANTORI

Luigi Mascheroni per “il Giornale”

 

Sardine. Specie pelagica che vive in acque aperte, senza contatto con il fondo, e neppure con la realtà. Si riuniscono in banchi con individui di specie simili, come acciughe, diessini, pesci partigiani, pagliaccio e arcobaleno.

 

Le sardine in scatola richiamano l'immagine di stare strette dentro una piazza sudata, da cui il detto: «Il pesce puzza dalla testa». Pesci migranti e migratori, vanno, vengono, ritornano. Rieccolo, Mattia Santori. È tornato. «Bella vez, come stai?». Il capo-sardino il giorno dei morti - «Cerchietto o scherzetto?» - è passato dal movimentismo al partitismo: «Mi sono iscritto al congresso Pd» ha detto a Enrico Letta. E ha aggiunto che porterà le sardine. Di Maio, si suppone, l'apriscatole. Tonno, sardine, aureola («Santo subito!»), wanderlust dall'Emilia al Sudamerica «Guarda: c'è Guevara, e c'è anche Santori!» bazza, tortelli e friggione bolognese.

 

mattia santori

Bolognese del quartiere Saragozza, quello delle Longhena, la scuola green sui colli di Casaglia, gli orti verticali, gli aperitivi ecocompatibili e i condomini solidali, 35 anni, segno zodiacale Granchio (da cui l'espressione «Mattia hai preso un altro...»), ascendente acciuga, studi superiori all'Istituto Alberghiero balanzone, spuma di mortadella e Romano Prodi - Università Alma Mater e padre pensionato, laurea in Economia con una tesina su «Il fantasma della Tav spaventa le grandi opere italiane», ambientalismo chic e bourgeois-bulgnaïs, Mattia Santori è padre fondatore, e figlio di una politica minore, del movimento delle Sardine.

 

mattia santori

Quello che nella campagna elettorale per le elezioni in Emilia Romagna del 2019 fermò l'onda lunga salviniana-sovranista. Flashmob, anti-populismo al ragù, conquista della Regione e poi ecco la nuova vita del sardinista-sandinista. Ospite in tutte le tv, talk show e stracciamento di maroni, rivoluzione e ribalta nazionale: Mattia Santori è eletto in Consiglio comunale a Bologna in quota Pd, lo stesso partito che aveva definito «tossico» e «malato».

 

Da attivista precario a politico politicante. Curriculum di Mattia Santori, puer ludens vincente in un'arena politica troppo anziana. Poche competenze, tanto ego, dose elevata di opportunismo (ma ha anche una bella càrtola dài), riccioloni svagati, smoked salmon socialist, molto social - con più hater che follower - una collaborazione con Autostrade per l'Italia come esattore, organizzatore di nascondini elettorali per bambini, un'imbarazzante pagina Facebook ultra-agiografica (e fotone con la braga sudata da bici), Happy hour e tanto anti-salvinismo.

mattia santori cannabis legale 3

 

A sinistra per molto meno ti trovano un posto da deputato. «Bona lè, regaz!».

Ora, è vero. Possiamo anche archiviare il fenomeno Sardine, ormai arrivato alla coda della cometa, e tenerci Santori così com' è.

 

Ma per capire dove va certa Sinistra è utile sapere da dove arriva il compagno Mattia, detto il Bambaz, da Mandela col cerchietto a ideologo di Elly Schlein, il suo alter ego maschile. Perché Mattia Santori non è solo un inaspettato player della comunicazione pop, fiuto per il marketing e ultimo copywriter della post-politica, uno che quando si ricomporranno i corpi sociali dell'opposizione sarà preso a modello. No: Mattia Santori è un predestinato.

 

mattia santori cannabis legale 2

Piaceva allora moltissimo e piace ancora oggi agli ultracinquantenni, i baby boomer, le dade e le professoresse âgée, i capi caseggiati e i tesserati dell'Anpi, quelli che nei giorni gloriosi di lotta e di antileghismo ti bloccavano col braccio per la strada e ti dicevano: «Bisogna presidiare il modello!», «Bisogna votare!», e per giustificare il loro infervoramento per Mattia ti spiegavano: «Lo sai, però, che fin dai 14 anni ha deciso di fare tutto di testa sua?».

 

Ed erano davvero felici. Mattia, chiamandoli a fermare Matteo, li ha fatti tornare giovani, li ha illusi che potevano ancora cambiare il mondo, Jack Frusciante è uscito dal gruppo e il Sessantotto rientra in piazza, il freddo, le fiaccole, Bella ciao, l'assemblearismo, l'afflato, che belle le sardine, Com' è profondo il mare... Perché solo una città come Bologna, la roccaforte del Benessere, Due Torri e un reddito medio fra i più alti d'Italia, Bologna la Grassa, una specie di villaggio Valtur di Asterix e Obelix - di qua dal vallo della Ztl i sardiniani, di là i barbari lumbard - poteva generare Mattia Santori, il Messia ittico dei pesci pelagi. Mattia, prima di tutto, è di buonissima famiglia, non è uno di quei ragazzi che vedi alla sera fare il rider, al pomeriggio dare ripetizioni, sempre di corsa e martellati dal recupero crediti.

mattia santori

 

Mattia non è come noi. Lui è il figlio prediletto di una città in cui i genitori si vestono da Erasmus, è il giovanilismo ostentato della generazione boomers che ha cantato Bob Dylan e studiato il desiderio mimetico di René Girard, gli eterni movimentisti contro la sinistra ufficiale... Mattia non è un nato dal popolo, è il rampollo della Ztl, di chi chiama i figli Desdemona e Rodolfo, Sneackers rosse e l'Osteria del Sole, dentro la piazzaforte dell'antifa, là dove si fa colazione a cappuccini col latte di soia, scremato (e focaccina vegàn). E Mattia Santori diventò il loro guru e paraguru.

 

Che poi, il problema non è farsi il selfone coi Benetton delle Autostrade o col fotografo al prosecchino Olivero Toscani. E non è il viaggio di lusso con Bonaccini a Dubai anche se «La prémma vólta as pardanna, la secanda as bastanna» -. E non è neanche il dire «Noi non andremo mai a Rete 4!» e poi pubblicare con l'Einaudi di Berlusconi. No, il problema sono le proposte. È su quelle che si misura la politica. Tipo: uno stadio del frisbee. A Bologna.

 

mattia santori bologna

Una cosa fantasmagorica, puro situazionismo, da Re Nudo anni Settanta, una visione che non avrebbe avuto neanche un fattone del rave party di Modena; ma - essendo lo stadio del frisbee la più necessaria delle esigenze superflue - un residente della Ztl, sì.

Oppure: sanare i debiti cittadini tassando chi possiede due auto, una sorta di patrimoniale applicata all'occupazione del suolo pubblico, «perché non sopporto di vivere in un Comune in cui le macchine parcheggiate occupano 1.680.000 metri quadri», e infatti tu vivi in centro e non ce l'hai quel problema lì.

 

O ancora: la cannabis in casa, un'ideona tirata fuori proprio mentre, nella guerra di bande e di identità frammentate che scuote il Pd, la Sinistra cerca di darsi una facciata temperata. Ottima l'immagine dell'appartamento studentesco e dei gggiovani che si fanno le porre, perché Bologna è una città libbbbera... La rivoluzione di Mattia Santorre di Santa Rosa. Che almeno quello là si sacrificò per l'indipendenza della Grecia.

MATTIA SANTORI

 

Vita da sardina. Il giorno della sardina. Gli amici della sardina. Il mondo Lgbtq, gli Anpi-boys, i Papa-boys («Sardine, moltiplicatevi»), tutta La7, la Mannoia, Erri De Luca, Paola Turci, Maria De Filippi di Amici, Vauro, Monti e Gad Lerner. Mancano Carola Rackete, Mimmo Lucano e Marco Cappato. Sócc'mel!

MATTIA SANTORI

 

Tempo fa Carlo Calenda, attaccato da Mattia Santori, nuovo Guardiano della Purezza ideologica della Sinistra, consigliò a Letta di assestare «una bella pedata nelle chiappe alle Sardine». Ha sbagliato. Se vuole che il Pd stia fuori dai giochi per i prossimi vent' anni deve semmai sperare che si affidi proprio a Mattia Santori. Uno simpatico ma innocuo, col vizio dell'adultescenza, vestito un po' al buio e che sì, gramscianamente, «È importante la lettura, ma conta di più l'esperienza diretta». Uno al quale sia detto sine ira ac studio - gli avrebbe fatto bene un campo Hobbit.

JASMINE CRISTALLO MATTIA SANTORImattia santori, stanley tucci e la mortadella 8mattia santorimattia santori sardine ad amiciMATTIA SANTORImattia santoriMATTIA SANTORI E LE ALTRE SARDINE A ROMA PER INCONTRARE PROVENZANOcristallo santori MATTIA SANTORI E SANDRO RUOTOLOmattia santorisantorisantori sardine benetton toscanimattia santori e le sardine si buttano in mare davanti al papeetesantori sardineMATTIA SANTORI santorisantori santori mattia santorimattia santori mattia santori con enrico letta e matteo lepore

Ultimi Dagoreport

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO