“LA MERKEL CI PORTA VERSO LA CATASTROFE” - QUESTA FACILE E SCOMODA VERITÀ NON È IL TITOLO DE “IL GIORNALE” O DI “LIBERO”, MA DAL SUO (APPARENTE) COMPARE DI MERENDA SARKOZY - L’ENNESIMO FUORI ONDA DEL GAFFEUR DELL’ELISEO, RACCHIUDE LO SCAZZO DEI MERKOZY: LA CULONA CONTINUA A DIRE “NEIN” A TUTTO, INTERVENTI DELLA BCE, EUROBOND O RAFFORZAMENTO DEL FONDO SALVA-STATI - IL NANO DELL’ELISEO VUOLE LASCIARE PIÙ POTERE AI GOVERNI NAZIONALI…

Alberto Mattioli per "la Stampa"

Benché siano entrambi sposati, e non fra di loro, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy sono ormai una coppia di fatto. Si sentono quasi tutti i giorni, l'ultima volta martedì pomeriggio. Ma ora la coppia potrebbe scoppiare, visto che i Merkozy sono al minimo storico della reciproca comprensione. Il Reno non è mai stato così largo. Angela & Nicolas devono presentare un piano a quattro mani al Consiglio europeo dell'8 e 9 dicembre, ma per il momento l'unica cosa sulla quale si sono messi d'accordo è di non parlare più in pubblico della Bce. Soprattutto perché se lo facessero direbbero l'una il contrario dell'altro.

Insomma, si vive alla giornata, come testimonia il solito terribile «Canard Enchaîne», sempre informatissimo su quel che Sarkozy dice a microfoni spenti. Giovedì scorso, dopo il trilaterale di Strasburgo con Merkel e Monti, era sconfortato: «Merkel nous fout le bordel en Europe, Merkel sta combinando un gran casino in Europa. Ci porta alla catastrofe».

Domenica 27, era più ottimista, sostenendo di avere «una buona speranza» di convincere la cancelliera a far intervenire la Bce. Due giorni dopo, e siamo a ieri l'altro, nuova virata sul pessimismo: «E' dura, tirare la carretta», intesa quella tedesca. E ormai Sarkò dà per scontato che nulla si deciderà prima di gennaio, «quando la maggior parte dei Paesi dovranno chiedere prestiti a tassi molto elevati».

Intanto l'Efsf, il Fondo si stabilità europeo, è ai minimi storici: dopo gli aiuti a Grecia, Portogallo e Irlanda, dei 440 miliardi originari ne sono rimasti 250. I tedeschi continuano a dire nein a tutto, interventi della Bce, eurobond o rafforzamento del Fesf che sia. Peggio: i Merkozy non s'intendono nemmeno sulla revisione dei trattati che pure si sono impegnati a proporre insieme. La Germania vuole poter trascinare davanti alla Corte europea di giustizia i Paesi che violano il patto di stabilità; la Francia rifiuta in nome della democrazia e della sovranità nazionale.

Merkel vuole una super-Maastricht di regole rigide da applicare automaticamente, e guai a chi sgarra; Sarkozy rilancia una versione aggiornata dell'Europa delle patrie di de Gaulle, in cui il potere resti nelle mani dei Capi di Stato e di governo. Berlino vuole una riforma dei trattati a 27; Parigi preferirebbe un trattato nuovo fra i soli 17 dell'eurozona. Eccetera.

L'unico aspetto su cui i Merkozy convergono è che non bisogna dare il controllo sui budget nazionali al Parlamento europeo, e che gli eurodeputati continuino a svolgere un ruolo decorativo. Impossibilitati a risolvere la crisi, i due almeno ne parlano. Sarkozy tiene un discorso oggi a Tolone, Merkel domani a Berlino. Ma è molto improbabile che possano annunciare qualcosa di concreto.

 

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