mohammed bin salman netanyahu

SAUDITA MA NON FESSO - IL PRINCIPE EREDITARIO MOHAMMED BIN SALMAN APRE A ISRAELE (“LO STATO EBRAICO HA DIRITTO DI ESISTERE”) PER AVERE UN ALLEATO IN PIU’ CONTRO I COMUNI NEMICI: IRAN, FRATELLI MUSULMANI E TERRORISTI - LA “MODERNIZZAZIONE” DELL’ARABIA E’ FUMO NEGLI OCCHI: LA FAMIGLIA REALE RESTA IN SELLA SOLO CON IL POTERE ASSOLUTO - LO SFOTTO' AL FILO-IRANIANO OBAMA 

mohammed bin salman 1

Carlo Panella per “Libero Quotidiano”

 

Mohammed Bin Salman ha 33 anni, è il vero re dell'Arabia Saudita e ha tutte le intenzioni di modernizzarla. Con lentezza, ma con decisione. In teoria MBS (così è chiamato) ne è solo il principe ereditario (e il ministro della Difesa), ma in realtà il re Salman Bin Abdulaziz, suo padre, è malato, malatissimo, incapace di reggere il regno e tutto il potere reale è nelle mani del giovane principe ereditario.

 

Nessun dubbio che sia così, come ha dimostrato il golpe di palazzo del novembre scorso nel quale MBS ha fatto arrestare una decina di principi e decine di alti funzionari, rilasciati, dopo una prigionia d'oro in un hotel e 5 stelle, solo dopo che avevano versato un riscatto di ben 80 miliardi di dollari nelle casse del regno, pur non riuscendosi a scrollarsi di dosso l'accusa infamante di essere corrotti.

il principe saudita bin salman

 

CONTRO GLI SHEIKH

Non solo, con decisione, ma con lentezza, MBS ha anche iniziato a insidiare frontalmente il potere ideologico degli Sheikh, i discendenti del teologo Mohammed Wahab che sino alla sua ascesa al potere detenevano il monopolio della ideologia di Stato e dell'islam saudita e che sta via via emarginando, con inusuali aperture sia alle altre «scuole sunnite» che - addirittura - agli sciiti.

 

Non basta, MBS accusa anche «alcuni» sauditi «di avere finanziato organizzazioni terroristiche», un'ammissione clamorosa - di nuovo diretta ad alcune Fondazioni Religiose controllate dagli Sheikh - che dimostra la sua volontà di far cessare una politica di sostegno a gruppi terroristici che si dispiega da anni in Afghanistan, Siria e Iraq.

mohammed bin salman al saud principe ereditario

 

La strategia di MBS a tutto punta fuorché a riforme radicali, soprattutto politiche: sa benissimo che il suo potere reggerà solo se manterrà nelle sue mani i poteri assoluti nel Regno, magari succedendo rapidamente al padre infermo diventando il più giovane re saudita.

 

Ma è una strategia che sul piano estero rivoluziona il Medioriente, che ha un impatto violento su tutti gli equilibri della regione. A partire da una svolta tanto cruciale quanto radicale: il riconoscimento della piena dignità e del pieno diritto a esistere di Israele, una posizione giudicata addirittura blasfema da non pochi maggiorenti sauditi.

 

NETANYAHU E ABU MAZEN

In una lunga intervista a The Atlantic, in occasione della sua visita in corso negli Usa - durante la quale è andato non a caso a Hollywood, giudicata dagli Sheikh «la sentina del peccato» - MBS ha infatti detto cose mai udite da un dirigente saudita: «Credo che ogni popolo, non importa dove, abbia il diritto di vivere nella sua nazione pacifica. Credo che gli Israeliani e i Palestinesi abbiano il diritto di avere la propria terra. Ma dobbiamo avere un accordo di pace per assicurare la stabilità per tutti e avere relazioni normali».

 

E MBS - che ha incontrato recentemente in segreto altissimi dirigenti israeliani, fatto mai avvenuto nella storia - sta appunto costruendo tali «relazioni normali» con Israele, sino a concepire un piano che obblighi il riluttante Abu Mazen a firmare un accordo di pace con Gerusalemme abbandonando la sua posizione oltranzista.

 

trump e obama

Un apertura di credito a Israele funzionale peraltro a combattere quello che MBS definisce «il Triangolo del Male», che ricorda volutamente l'«Asse del Male» di George W. Bush, composto dagli stessi nemici: l'Iran degli ayatollah, la Fratellanza Musulmana e i terroristi islamici. L'attacco all'Iran di MBS è di inusitata violenza e sfida qualsiasi protocollo diplomatico, perché attacca direttamente la Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, che «fa sembrare buono Hitler» e che è l'«Hitler del Medioriente».

 

IL NUOVO CALIFFATO

FRATELLI MUSULMANI

Con discreta capacità d'analisi, MBS accomuna i tre vertici del «Triangolo del Male», iraniani, Fratelli Musulmani e terroristi islamici, nella stessa aspirazione totalitaria: «Vogliono costituire un nuovo Califfato, un governo Universale sotto il loro esclusivo dominio a detrimento della libertà della nazioni». Per questo sono il nemico da battere da un fronte largo nel quale MBS non disdegna affatto di includere Israele.

 

ayatollah khamenei

È l'esatto capovolgimento della strategia di Barack Obama, al quale MBS riserva una velata ironia per il suo Deal con l'Iran e la sua incredibile benevolenza nei confronti dei Fratelli Musulmani, in Egitto e altrove. Insomma, un partner d'elezione per Donald Trump. E per Israele.

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...