andrea orlando dems

SAVE THE LAST “DEMS” - ORLANDO SI FA LA SUA ASSOCIAZIONE (“DEMS”) E SI PREPARA A MOLLARE GLI ORMEGGI - SE RENZI FA STRAGE NELLE LISTE ELETTORALI E’ PRONTO ALL'ADDIO: “O IL PD DELLE ORIGINI LO FAI DENTRO, DOPO AVER RIDIMENSIONATO RENZI, O QUALCUNO COMINCERÀ A INTERROGARSI SULLA NECESSITÀ DI FARLO FUORI, MAGARI CON PRODI E PISAPIA..."

ANDREA ORLANDO E LA CORRENTE DEMSANDREA ORLANDO E LA CORRENTE DEMS

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

ANDREA ORLANDO MATTEO RENZIANDREA ORLANDO MATTEO RENZI

Preoccupato per la stabilità del Paese e per il destino delle riforme, Andrea Orlando lancia l' allarme e smonta la linea di Renzi su alleanze e legge elettorale: «Vediamo il rischio di una crisi di sistema.Se le prossime elezioni porteranno a un vuoto di conduzione politica, i risultati di questi anni saranno compromessi».

 

 

Per il Guardasigilli l' Italia non può permettersi di restare senza un governo, «bastano pochi mesi perché la situazione economica e sociale sfugga al controllo».

 

Toni alti, che rivelano come, sottotraccia, il Pd sia un magma in pericolosa ebollizione.

Presentando ieri alla Camera la sua associazione Democrazia Europa Società - con tanto di logo colorato, Dems - Orlando ha spiegato di voler «tornare al Pd delle origini», un partito aperto e inclusivo, che apra le sue porte a «esperienze politiche diverse». La critica alla linea del segretario è in ogni passaggio del suo ragionamento. Dopo la pausa estiva Orlando lancerà l' associazione con una iniziativa nazionale e presenterà una proposta di legge elettorale maggioritaria, con premio di governabilità. E se il Nazareno rilancia il sistema tedesco, Orlando lo boccia e, in asse con Dario Franceschini, spinge per il premio alla coalizione: «Non sono un fan del maggioritario, ma la attuale legge elettorale ci consegna un sistema ingovernabile». Quanto alla neonata Dems, Orlando spiega di aver scelto l' acronimo anche come plurale di «democratico».

ministro franceschini alla conferenza stampa 2016ministro franceschini alla conferenza stampa 2016

 

Il ministro della Giustizia è rimasto molto colpito dalla fuoriuscita di un dirigente come Piero Martino, anche perché non ha dimenticato che fu proprio l' ex braccio destro di Franceschini, con Michele Anzaldi, ad accompagnare Renzi negli studi Sky per il confronto tv delle primarie.

 

Con il leader della minoranza i parlamentari ragionano di lavoro, scuola e sicurezza in vista della conferenza programmatica del prossimo autunno, ma parlano anche di liste elettorali. E la riflessione che si fa è questa: se un renziano come Martino esce dal Pd vuol dire che il seggio non è blindato per nessuno. Il combinato disposto tra il sistema di voto e la «linea autolesionistica del leader» rischia di dimezzare i parlamentari del Pd: a ballare non sono soltanto i seggi delle minoranze, ma anche quelli dei renziani. E l' idea fissa dell' ex premier di candidare nomi nuovi della società civile aumenta la tensione interna, in Parlamento e sul territorio.

matteo renzi andrea orlandomatteo renzi andrea orlando

 

Così molti si chiedono se Dems non sia una caravella pronta, alla bisogna, a mollare gli ormeggi per prendere il largo fuori dal Pd.

 

Orlando sente che la «spinta centrifuga c' è», ma assicura che lo scopo dell' associazione non è la scissione. Eppure anche il Guardasigilli ritiene «emblematica» l' uscita di un dirigente che viene dalla storia della Margherita. «Se tu fuori cominci ad avere non solo ex ds, ma anche ex democristiani, quello che nasce è un altro Pd, alternativo al Pdr di Renzi - è il pensiero che Orlando ha confidato ai fedelissimi -.

 

O il Pd delle origini lo fai dentro, dopo aver ridimensionato Renzi, o qualcuno comincerà a interrogarsi sulla necessità di farlo fuori, magari con Prodi e Pisapia». Un Pd 2.0, insomma, pronto a nascere se Renzi decidesse di fare una «strage» nelle liste elettorali.

andrea orlando andrea orlando

RENZI FRANCESCHINIRENZI FRANCESCHINIANDREA ORLANDOANDREA ORLANDO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…