SCAMPATO IL PERICOLO DELLA ROTTAMAZIONE, I PIDDINO-SAURI ADESSO VOGLIONO ADDOMESTICARE RENZI – MATTEUCCIO AL VETRIOLO: “IO ME NE STO A FIRENZE A GUARDARLI INSEGUIRE TUTTI GLI ELETTORI CHE HANNO CACCIATO VIA. HO ALTRO DA FARE” – SE CULATELLO E D’ALEMA SONO COSTRETTI A SIGLARE UN ACCORDO COL SINDACO DI FIRENZE (40% DELLE PRIMARIE), ROSPY BINDI E LA CAMUSSO NON NE VOGLIONO SAPERE…

Maria Teresa Meli per "Corriere della Sera"

Nella notte della vittoria di Bersani non si dorme. E soprattutto non si indulge nei festeggiamenti infiniti. C'è tanto, troppo da fare. Così cominciano a partire le prime telefonate e si abbozzano le prime trattative.

«Dobbiamo collaborare tutti, dobbiamo lavorare con Renzi, sarebbe un errore non coinvolgerlo, perché raccoglie dei consensi che poi possono andare al Pd»: sono queste le parole d'ordine del segretario del Partito democratico. Ma la sua maggioranza è divisa.
Ci sono gli aperturisti, ossia quelli che vogliono il dialogo con il sindaco di Firenze. Tra di loro c'è Massimo D'Alema, che nonostante abbia mostrato in questi giorni il viso dell'arme, ritiene che i vertici del Pd debbano agganciare Renzi, tentando con lui l'operazione portata avanti con Vendola.

Il «governatore» della Puglia, che ha un passato di dissidi e di sfide alle primarie pugliesi con il presidente del Copasir, ora è diventato il suo più strenuo sponsor: «Massimo deve andare agli Esteri», è la richiesta che ha già avanzato. E D'Alema gli ha prontamente ricambiato la cortesia: «Vendola sarà ministro».

Dunque l'ex premier ha come obiettivo quello di «addomesticare» il sindaco di Firenze come ha fatto con il presidente della regione Puglia. Non è quindi un caso che molti esponenti del Pd a lui vicini si aprano al dialogo con Renzi: Matteo Orfini, Stefano Fassina, il direttore dell'Unità Claudio Sardo e tanti altri ancora. Sono il pacchetto di mischia dei dalemiani che orbitano in area Bersani.

Ma gli aperturisti sono anche altri: Enrico Letta, Marco Follini, Goffredo Bettini, Paola Concia, Vasco Errani, Dario Franceschini e quel Fabrizio Barca, che il segretario e il presidente del Copasir vorrebbero in Campidoglio o nel governo che verrà. Walter Veltroni, com'è ovvio, è un altro dei big del partito che spinge per l'intesa con il sindaco di Firenze. Del resto, quasi metà dei suoi parlamentari si è schierata sin dall'inizio con Renzi.

Ma c'è anche chi chiude la saracinesca. Franco Marini, per esempio, che esulta per la vittoria di Bersani: «C'era il rischio che altrimenti saremmo andati a schiantarci tutti». E Beppe Fioroni, che ha maturato questa convinzione: «Basta annusare la politica per capire che alla fine Pier Luigi siglerà un patto con Matteo, e a quel punto rischiamo tutti di essere emarginati». La pensa nello stesso identico modo Rosy Bindi, che con Susanna Camusso, è una delle pasionarie anti-Renzi. Solo la direttrice di Youdem Chiara Geloni e la portavoce del comitato Bersani Alessandra Moretti sono più scatenate della presidente del partito e della segretaria della Cgil.

Nel fronte degli anti-renziani anche Nico Stumpo, Roberto Speranza e Tommaso Giuntella. Ma la geografia del Pd è un po' più complicata di così e non si esaurisce in questi schemi. Ci sono i non allineati, come Nicola Zingaretti e Piero Fassino: il presidente della provincia di Roma e il sindaco di Torino fanno parte dell'area dei moderatamente bersaniani, e non hanno ancora deciso quale comportamento tenere con Renzi.

Infine ci sono personalità del calibro di Romano Prodi e Giorgio Napolitano, che per il ruolo che ricoprono hanno tenuto un atteggiamento imparziale nei confronti di entrambi i contendenti. Ma due esponenti del Pd a loro molto vicini, che però hanno sempre mantenuto la loro autonomia, come Arturo Parisi e Umberto Ranieri, hanno votato per il sindaco di Firenze.

Comunque, nell'arcipelago del Partito democratico, Bersani si muove con sufficiente maestria. E ha alcuni punti fermi. Primo, «collaborare con Renzi»; secondo, tentare l'aggancio con Casini, onde evitare di avere una maggioranza di governo appesa a Vendola. Su quest'ultimo fronte le trattative vanno avanti da tempo.

Sul primo ci sono più difficoltà. Renzi non punta a un compromesso al ribasso: «Non ho fatto tutta questa battaglia per prendere un terzo del partito». E non vuole dare l'impressione di correre appresso al vincitore: «Io me ne sto a Firenze a guardarli inseguire tutti gli elettori che hanno cacciato via, non facendoli votare al ballottaggio. Incontrerò senz'altro il segretario, ma dopo Natale perché ora ho da fare: ho un sacco di arretrati da smaltire a Palazzo Vecchio».

 

Massimo Dalema Pierluigi BersaniBERSANI RENZI ballottaggio BIG BERSANI RENZIMatteo OrfiniSTEFANO FASSINA jpegFRANCO MARINI

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....