gentiloni macron

1. SCHIAFFO ALL’ITALIA: MACRON NAZIONALIZZA STX, LINEA DURA DI GENTILONI, IL PRESIDENTE DEL PD ORFINI PROPONE DI NAZIONALIZZARE LA RETE DELLA SOCIETA’ FINITA NELL’ORBITA DEI FRANCESI DI VIVENDI: "E’ UNA INFRASTRUTTURA DI COMUNICAZIONE E DI SICUREZZA STRATEGICA PER IL NOSTRO PAESE" 3. DALLA BATTAGLIA NELLA MODA TRA ARNAULT E PINAULT SU GUCCI NEL 1999 A TIM E PARMALAT, QUANDO SONO I FRANCESI A METTERE LE MANI SUI NOSTRI GIOIELLI

1. GENTILONI FA MURO, "NON TRATTIAMO”

gentiloni macron1gentiloni macron1

Paolo Baroni e Carlo Bertini per la Stampa

 

«No caro Emmanuel, se è così noi rompiamo». Sono le tre e mezzo quando il premier legge il flash con la notizia ufficiale della nazionalizzazione di Stx impugnando il suo smartphone mentre si sta facendo sfoltire la chioma brizzolata nella barberia di Montecitorio. Ha da poco concluso la conferenza stampa dopo il vertice sulla Libia e quando arriva il messaggio non fa una piega, sa già tutto fin dalla mattina. Se non altro perché, come fa da anni, ha letto «le Monde» insieme agli altri giornali esteri. L' intenzione, comunque, è quella di «rispondere a tono» a Macron.

cantieri stxcantieri stx

 

Cosa che fa in prima persona tre ore dopo quando il presidente francese si fa vivo al telefono, per sostenere che il suo governo «non ha stracciato nessuno accordo», ma ha «semplicemente fatto valere un suo diritto, la prelazione sul capitale di Stx». Paolo Gentiloni è molto irritato è la sua risposta è inusualmente secca.

 

gentiloni macron sui migrantigentiloni macron sui migranti

Per prima cosa «l' accordo c' era», ribatte il premier, ed è quello siglato il 12 aprile tra Fincantieri ed il governo dell' epoca. Secondo punto: «La proposta di dividere a metà il capitale di Stx 50% ciascuno è irricevibile. A voi non sta bene?

Allora rompiamo la trattativa».

 

macron stxmacron stx

Passano pochi minuti, giusto il tempo di un rapido giro di telefonate tra Palazzo Chigi, il Tesoro e lo Sviluppo economico, ed arriva la nota congiunta di Padoan e Calenda. Che definiscono «grave e incomprensibile» la decisione del governo francese di nazionalizzare Stx France. In particolare Calenda coi suoi insiste per non cambiare assolutamente posizione: «O i francesi pagano una penale, oppure ci lasciano la maggioranza, ma non siamo disposti a trattare».

 

ORFINIORFINI

Le motivazioni addotte ieri dal ministro dell' economia francese Bruno Le Maire per nazionalizzare Stx, l' intenzione di tutelare l' interesse nazionale e l' occupazione, vengono giudicate essenzialmente infondate. Di garanzie sull' occupazione e sul mantenimento dei siti produttivi, dei rischi connessi al trasferimento delle tecnologie e dei rapporti con Paesi terzi (la Cina in primis) italiani e francesi, infatti, hanno già discusso a lungo.

 

CANTIERI STXCANTIERI STX

«Non ci siamo mai sottratti al confronto su questi temi» spiegano fonti di governo. E anche ora l' Italia resta disponibile ad ulteriori limature e messe a punto. Su una cosa sola il governo italiano non ha intenzione di cedere, ovvero che la nuova «governance» di Stx deve consentire agli italiani la piena gestione. E questo significa una sola cosa: Fincantieri deve avere almeno il 50 più uno delle azioni. E questo, in vista dell' incontro di martedì, è «un punto saldo».

 

Linea dura del governo, dunque. Come è altrettanto dura la minaccia del presidente Pd Matteo Orfini che arriva a suggerire come contromossa di nazionalizzare la rete Telecom (società finita nell' orbita dei francesi di Vivendi). «Che non è solo una infrastruttura di comunicazione ma anche di sicurezza strategica per il nostro Paese».

GENTILONI MACRONGENTILONI MACRON

 

 

2. DAL LUSSO A TIM E PARMALAT QUANDO SONO I FRANCESI A COMPRARE I NOSTRI GIOIELLI

Giuliana Ferraino per il Corriere della Sera

 

Terra di conquista francese. I numeri lasciano pochi dubbi: dal 1996 a oggi le società d' Oltralpe hanno realizzato acquisizioni in Italia pari a circa 101,5 miliardi di euro secondo i dati raccolti da Dealogic sulle operazioni di M&A tra i due Paesi negli ultimi 20 anni. Nello stesso periodo le aziende italiane si sono fermate alla metà, con acquisizioni per 52,2 miliardi.

 

STX CANTIERISTX CANTIERI

In principio è stata la moda ad alzare bandiera bianca. Poi gli argini sono caduti in tanti altri settori, dalle banche alle assicurazioni, dall' energia alla logistica, dall' alimentare alla grande distribuzione. Fino all' ultimo baluardo, le telecomunicazioni e i media, due settori considerati strategici in molti altri Paesi. Qui Vivendi, il gruppo che controlla la musica Universal e la pay tv Canal+, prima ha conquistato Telecom Italia, dove è salita fino al 23,9% del capitale, nominando a fine maggio presidente esecutivo Arnaud de Puyfontaine, che è anche il ceo Vivendi.

 

Poi lo scorso dicembre il gruppo francese è andata all' assalto di Mediaset, salendo in meno di una settimana fino al 28,8% del capitale (29,9% dei diritti di voto). Un raid che ha sorpreso il mercato, realizzato dopo la rottura da parte dei francesi del contratto di acquisto di Premium dalla società della famiglia Berlusconi. Ma l' incursione francese ha innescato una complessa battaglia legale ancora in corso.

 

stx cantieristx cantieri

Dietro Vivendi, con una partecipazione del 20,4% del capitale (e il 29% dei diritti di voto), c' è Vincent Bolloré, imprenditore bretone e uno degli uomini più ricchi di Francia, con un patrimonio personale valutato 5 miliardi di dollari dalla rivista Forbes . Bolloré è entrato in Italia nel 2001 dalla porta di Mediobanca, di cui oggi controlla circa l' 8% (oltre allo 0,13% di Generali) e da Piazzetta Cuccia, nel cui board oggi siede la figlia Marie, è partito alla conquista del Belpaese.

 

I marchi della moda e del lusso made in Italy passati sotto le insegne francesi non si contano più, a dimostrazione che la creatività da sola non basta a far crescere e a difendere le aziende, ma servono anche forti investimenti. Tra le prede più ghiotte figura Gucci, che alla vigilia del Duemila ha scatenato un' epica battaglia tra il leader mondiale del lusso Lvmh di Bernard Arnault e Ppr (oggi Kering) del connazionale François Pinault, il cavaliere bianco chiamato in causa da Domenico De Sole e Tom Ford, ceo e stilista alla guida delle Due G. Vinse Pinault, e Lvmh si consolò con Fendi, per un primo periodo controllata insieme a Prada.

 

Ma l' appetito di Lvmh non si è fermato e oggi nella scuderia dei suoi marchi figurano tra gli altri Loro Piana (acquistata per la cifra record di 2 miliardi), Bulgari, Sergio Rossi e Pucci. Fanno invece capo a Kering, oltre a Gucci, Bottega Veneta, Brioni e Pomellato. La famiglia Pinault oggi si sente talmente di casa in Italia, che ha portato a Venezia, a Palazzo Grassi, la sua collezione d' arte.

TRUMP GENTILONI MACRONTRUMP GENTILONI MACRON

 

Le tormentate vicende della Bnl aprono la strada nel 2006 all' Opa di Bnp Paribas, accolta con entusiasmo dall' allora presidente Luigi Abete. La fusione tra San Paolo Imi e Banca Intesa, per motivi antitrust, nel 2007 costringe Intesa San Paolo a cedere il controllo delle banche al dettaglio Cariparma e FriulAdria a Credit Agricole, che nel 2011 rileva anche Carispezia. Sempre nel 2007, Groupama, portata da Bolloré nel Patto di Mediobanca, compra dalle Generali Nuova Tirrenia, che diventerà Groupama Italia nel 2009. L' ultimo colpo finanziario è nel risparmio gestito, un asset strategico per un Paese ad alto debito pubblico come l' Italia: la cessione di Pioneer da Unicredit, guidata dal francese Jean Pierre Mustier, ad Amundi per 4 miliardi: il closing dell' operazione risale all' inizio di questo mese.

 

Nell' energia Edf, controllato dallo Stato francese, conquista la preda più grossa, Edison, dal maggio 2012 francese al 100% in seguito a un riassetto con A2a, che ha portato al delisting della società. Suez invece controlla il 23,3% di Acea, la multiutility di Roma.

MACRONMACRON

Stessa sorte per molti marchi italiani del food, dove spicca il passaggio di Parmalat a Lactalis nel 2011, dopo il crac del patron Calisto Tanzi. Con la vendita di Parmalat diventano così francesi i formaggi Galbani e Invernizzi. Come sventola la bandiera tricolore sullo zucchero Eridania, leader sul mercato domestico, comprato dalla cooperativa transalpina Cristal Union.

 

MACRON BOLLORE'MACRON BOLLORE'

L' avanzata francese non ha risparmiato la grande distribuzione. L' insegna dei supermercati Gs non esiste più dalla fine del 2010, sostituita da Carrefour, il gruppo francese che l' ha rilevata nel 2000 dalla famiglia Benetton e Leonardo Del Vecchio. Un altro pezzo di storia che se n' è andata. Gs era stata fondata nel '61 da Marco Brunelli (l' imprenditore degli Iper) e Guido Caprotti (il fratello di Bernardo), già cofondatori di Esselunga. Nel '73 l' avventura Gs diventa pubblica con il passaggio alla Sme, che sarà privatizzata nel '95. A comprare sono Benetton-Del Vecchio, che restano proprietari solo per un quinquennio.

 

PINAULT FIGLIO E PADREPINAULT FIGLIO E PADRE

Del Vecchio è il protagonista anche di un' altra operazione italo-francese attraverso la fusione della sua Luxottica con Essilor, annunciata lo scorso gennaio e che a maggio ha avuto il via libera dall' assemblea degli azionisti francesi. Del Vecchio (per ora) resta primo socio e alla guida del nuovo gruppo, che però presto non sarà più quotato a Piazza Affari, traslocando a Parigi.

 

Ma non ci sono solo le aziende francesi a controllare le società italiane, ma anche i manager a gestirle. Oltre a Mustier, che guida la seconda banca italiana, spicca Philippe Donnet amministratore delegato delle Generali, primo gruppo di assicurazioni in Italia e di cui Mediobanca è il primo azionista.

BOLLORE' VIVENDIBOLLORE' VIVENDI

 

tadao ando alla borsa di commercio di parigi fondazione pinaulttadao ando alla borsa di commercio di parigi fondazione pinaultGENTILONI E RENZIGENTILONI E RENZIalexander bernard arnaultalexander bernard arnaultGENTILONIGENTILONI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...