NELLA SCHIZOFRENIA DELLA POLITICA, I GRILLINI SONO DIVENTATI I PALADINI DELLA CHIESA! IL PASSO INDIETRO SULLE UNIONI CIVILI DEL M5S HA ECCITATO LA CEI, CHE NON AVEVA PIÙ ALCUN RIFERIMENTO POLITICO DIRETTO

GRILLO CONTESTATO AL TEATRO BRANCACCIOGRILLO CONTESTATO AL TEATRO BRANCACCIO

 

1 - E ORA LA CHIESA «SDOGANA» IL M5S

Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

 

GRILLO CASALEGGIO IMOLAGRILLO CASALEGGIO IMOLA

«Questa vicenda ha sdoganato i 5 Stelle agli occhi dei cattolici». È il commento che filtra dalla Cei dopo la mossa in Senato. «Questa vicenda ha sdoganato il Movimento 5 Stelle agli occhi del mondo cattolico. La partita vera non è tanto sulla legge che riguarda le unioni civili, ma sulle prossime elezioni amministrative».

 

grillo casaleggiogrillo casaleggio

Il commento che filtra dalla Conferenza episcopale italiana rende ancora meglio la portata del passo falso compiuto dal Pd in Senato; e il vero obiettivo che gli epigoni di Beppe Grillo volevano raggiungere sfilandosi dall' accordo con Matteo Renzi: smarcarsi dall'immagine di forza anti-tutto; intercettare spezzoni di un elettorato orfano; e mostrare spregiudicatezza e insieme trasversalismo, in alternativa a un Pd che in questa fase appare sbilanciato a sinistra sui diritti civili.

 

Se si aggiungono le richieste di incontri informali che i vertici del M5S rivolgono ai vertici ecclesiastici, l'operazione assume contorni più chiari. Su questo sfondo, si può anche fingere che quanto sta succedendo al Senato sia una «vittoria cattolica».

 

papa francesco bergoglio con bagnascopapa francesco bergoglio con bagnasco

Ma pochi sono disposti a sposare una tesi così trionfalistica. Più banalmente, lo slittamento di una settimana deciso ieri su richiesta del Pd, e il probabile stralcio delle adozioni per le coppie omosessuali, segnano la prima vera sconfitta di Renzi in Parlamento; per di più, in quel Senato che il premier ha svuotato di ogni sostanza politica con la riforma costituzionale.

 

Il fronte cattolico si è rivelato per l'ennesima volta frastagliato: sia a livello religioso che nelle componenti di partito. È difficile valutare l' impatto del Family day a fine gennaio; o l'intervento controverso di qualche giorno fa del presidente della Cei, Angelo Bagnasco, contro il voto palese a Palazzo Madama.

bagnasco voto segretobagnasco voto segreto

 

Probabilmente, i due episodi hanno pesato sull'evoluzione della legge firmata dalla senatrice dem, Monica Cirinnà. Ma, per paradosso, in negativo: nel senso che sono stati considerati due boomerang per la Chiesa, e un' arma in più per Renzi e tutti i sostenitori delle unioni civili, inclusa la stepchild adoption , espressione inglese per dire «adozione dei figliastri» di coppie omosessuali.

 

Lo spettacolo offerto dalla folla del Family day aveva confermato una base numerosa, ma senza guida né capacità di mediazione politica; attestata su posizioni di ortodossia cattolica che si prestano all' accusa di integralismo; e soprattutto, sostenuta in modo tiepido dal Vaticano e da una Cei timorosi di irritare un Papa attento a non entrare in questioni che possono essere strumentalizzate.

 

UNIONI CIVILI CIRINNA'UNIONI CIVILI CIRINNA'

In più, le tensioni tra Bagnasco e il segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, sono riaffiorate dopo le parole del cardinale sul voto segreto in materia di unioni civili: toni che hanno irritato il presidente Pietro Grasso e il premier Renzi; e provocato un commento gelido di Galantino nei confronti del capo dei vescovi.

 

Non solo: nelle stesse ore, dal Vaticano ambienti vicini all' ex Segretario di Stato, lo screditato Tarcisio Bertone, hanno sondato la possibilità di usare lo scivolone di Bagnasco per accelerare la sua sostituzione a un anno dalla scadenza naturale. Insomma, le unioni civili hanno scatenato manovre non solo in Parlamento, ma nei cosiddetti «Sacri Palazzi» d' Oltretevere; e con uno spettacolo poco esaltante in entrambi i mondi. Per il Pd il saldo è disastroso. D' altronde, i contatti tra Cei e vertici dem avevano dato risultati solo in parte rassicuranti.

in piazza per le unioni civili (8)in piazza per le unioni civili (8)

 

Il partito di Renzi appariva diviso, idem la minoranza cattolica al suo interno: a conferma che i valori religiosi oggi non possono più essere assunti a categoria politica. Erano spaccati quasi tutti i partiti, però. Lo stesso M5S è parso lacerato tra chi cerca una sponda col Vaticano, e chi si richiama alla lealtà verso gli elettori di sinistra. Anche per questo la Chiesa ha mantenuto una strategia di prudenza. Registrava la confusione, cercava di calmare le posizioni più estremiste nel proprio mondo. Solo che mostrava un certo «stupore», che nel linguaggio curiale è sinonimo di disappunto, per la fretta renziana.

 

in piazza per le unioni civili (9)in piazza per le unioni civili (9)

«Calma! A volte abbiamo l' impressione che vogliano strafare, a Palazzo Chigi. E commettono errori...». Quando un alto prelato confidava le sue impressioni, a gennaio, la legge sulle unioni civili continuava a essere un rebus. Il dettaglio singolare è che lo stesso verbo, «strafare», è stato usato pochi giorni fa in tv dal leader di Ncd e ministro dell' Interno, Angelino Alfano, come monito a Renzi. Le gerarchie ecclesiastiche sono pronte, ma forse sarebbe meglio dire rassegnate, a non alzare barricate sulle unioni civili: lo ritengono inutile.

in piazza per le unioni civili (6)in piazza per le unioni civili (6)

 

E poi, ripensando all'opposizione che fecero ai Dico, versione edulcorata delle norme in discussione adesso, ai tempi del governo di Romano Prodi, non vogliono commettere altri errori. Ma sull' adozione dei bambini per le coppie omosessuali, l'ostilità è totale. Quanto avviene, tuttavia, non va letto come prova dell' influenza vaticana sul Parlamento. Semmai, è la conferma che in questa fase la religione è condannata a essere usata dalla politica, non viceversa. Con un M5S che si candida a un nuovo collateralismo: tattico e di convenienza.

 

2 - LA PROTESTA GAY ALLO SHOW DI GRILLO

Alessandro Trocino per il “Corriere della Sera”

 

PROTESTA GAY CONTRO BEPPE GRILLOPROTESTA GAY CONTRO BEPPE GRILLO

«Re buffone». «Giuda a 5 Stelle». «Neodemocristiano». Dopo tanti «Vaffa» allegramente inviati negli ultimi anni, stavolta tocca a Beppe Grillo prenderne qualcuno. È il «Vaffa day Gay», che si materializza all' improvviso al teatro Brancaccio di Roma, dove il comico/politico va in scena con il suo «Grillo vs Grillo». Il Movimento è accusato di aver deciso di dire no al supercanguro, il taglia emendamenti del Pd sulle unioni civili. Mossa repentina presa per «difendere la democrazia» ma che, di fatto, rischia di affossare il disegno di legge Cirinnà.

 

PROTESTA GAY CONTRO BEPPE GRILLO PROTESTA GAY CONTRO BEPPE GRILLO

Grillo entra da una porticina laterale, con una maschera da gorilla. Una volta dentro, a sorpresa, prima dello spettacolo lascia il microfono aperto: «So che fuori c' è una manifestazione sulle unioni civili, ma se qualcuno vuole parlare qui gli do il microfono». Mossa astuta per evitare contestazioni durante lo show. Dentro, però, ci sono davvero due manifestanti, ai quali una signora ha regalato due biglietti che avanzavano. Sono Alessandro Scurti e Klaus Mondrian, del gruppo gay di nuotatori «Pesce». Parla Mondrian: «Voi avete i diritti noi no, voi ci state affossando». Viene subissato di fischi: «Ignorante, vergogna, non hai capito niente».

 

Parla un militante a 5 Stelle, avvolto in una bandiera arcobaleno: «Ho la doppia tessera, da radicale e da 5 Stelle e sono per la legge». Il tempo è scaduto, Grillo interviene: «Ora fatemi fare lo spettacolo». E via, con il copione e con l' ologramma.

 

PROTESTA GAY CONTRO BEPPE GRILLO  PROTESTA GAY CONTRO BEPPE GRILLO

Fuori c' erano una ventina di militanti gay. Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center regala sveglie ai parlamentari che arrivano: «Svegliatevi, è l' ora dei diritti». Roberta Lombardi dialoga con lui pacatamente, poi si allontana e per errore fa partire una chiamata: il display si accende, la scritta recita «Gianroberto Casaleggio». Roberto Fico si difende: «Noi siamo al 100 per 100 con voi, è il super canguro che non va». Marrazzo attacca: «Il Movimento non può dire di volere le unioni civili e poi al momento di votarle, fare da sponda alla Lega, che a Milano è inquisita per tangenti».

 

Passa Enrico Montesano, con berretto. E poi Michele Santoro, con in tasca il nastrino arcobaleno. Perché in tasca? «Per rispetto dello spettacolo. Però, pur condividendo in linea di principio il no al supercanguro, dico che questa legge è troppo importante. E quindi sto con i manifestanti».

CIRINNA' M5SCIRINNA' M5S

 

Grillo, nelle ore precedenti, aveva provato un diversivo in due mosse. La prima, contro la «tassa sulle vedove», ovvero l' intervento sulle pensioni di reversibilità. La seconda contro il presidente emerito Giorgio Napolitano, definito su Twitter un «furbetto»: «La tessera c' è, lui no. Ora pensione: accompagnatelo al Pincio a dare il becchime ai piccioni». Sul blog, però, si registrano ancora le proteste della base. C' è chi attacca - «Democrazia fa rima con Ipocrisia» - e chi commenta laconico: «È finito tutto»

 

3 - SUL WEB PARTE LA RIVOLTA DEI MILITANTI

Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”

 

Sulle loro pagine Facebook, ma anche davanti alla buvette del Senato, i senatori 5 stelle hanno dovuto fare i conti con la delusione e la rabbia del mondo Lgbt. Quel mondo cui avevano garantito pieno appoggio e che martedì si è sentito tradito dalla scelta del Movimento di non appoggiare il “supercanguro”, l’emendamento del Pd che avrebbe fatto passare il disegno di legge sulle unioni civili così com’è. O quasi.

 

CIRINNA'CIRINNA'

Sulle bacheche dei big gli attacchi sono moltissimi. «Avete perso un’occasione importante per dimostrare che non siete dilettanti allo sbaraglio - scrive Valentina a Di Maio e Taverna - Pensare che avevo creduto così tanto in voi. Saluti da una vostra ormai ex elettrice». C’è chi parla di «un becero e vuoto giochino politico che alla fine servirà soltanto a privare milioni di persone di una legge attesa da anni». Chi chiede al vicepresidente della Camera «Affossiamo i diritti per affossare il PD?». Chi sospetta: «Non avete presentato emendamenti per lasciare il lavoro sporco agli altri».

 

Nel Transatlantico di Palazzo Madama la senatrice Paola Taverna è circondata da attivisti gay. «Io un metodo antidemocratico non lo sostengo, perché oggi vi garantisce un diritto e domani ve lo toglie», spiega lei, quasi urlando. «Avete pensato alla forma e non ai nostri diritti!», le ribattono. Il clima è acceso. Arriva anche Alberto Airola, il primo sostenitore della legge nell’M5S: discute prima con l’ex deputata pd Anna Paola Concia («Hai messo le procedure davanti alle nostre vite»), poi con la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli («Qua la mano, scommettiamo che la legge non passa per colpa tua?»).

luigi di maio alessandro di battista roberto fico  luigi di maio alessandro di battista roberto fico

 

È visibilmente scosso dagli attacchi («Mi hanno scritto anche “muori”»). Solo, pensa che le unioni civili si possano ancora salvare: magari con un canguro spacchettato, votando la soppressione di alcuni emendamenti e non di altri. Una tattica su cui è convinto di poter portare il gruppo, ma che non appare realistica a chi è rimasto sorpreso prima dalla libertà di coscienza sulla stepchild, poi dal no improvviso di martedì.

 

È ormai chiaro che i vertici del Movimento non appoggerebbero neanche una versione spacchettata dell’emendamento Marcucci. E si è visto quanto Di Maio e Casaleggio sappiano essere convincenti: ieri i gruppi parlamentari si sono subito allineati. «Siamo stati perfetti - ripeteva il senatore Gianluca Castaldi - è il Pd che ha paura di fare la legge con noi». Anche per chi era contro la libertà di coscienza, come il deputato Ivan Della Valle, «non si ottengono diritti calpestando la Costituzione ».

luigi di maioluigi di maio

 

Non è d’accordo il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che su Twitter scrive: «Ddl Cirinnà, un’occasione persa. “A che serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca?”». Lo attaccano due deputati, lui ribatte: «Spiace che quando si chiede un aiuto non arrivi, ma che poi un’opinione pesi. Costruiamo un luogo di confronto». E crea l’hashtag #nonabbiatepauradelleopinioni.

 

I 5 stelle rispondono tutti - a partire dal direttorio - dicendo che sono pronti a votare subito la legge. Stepchild compresa. Ma non basta. Tanto che gli attivisti gay si danno appuntamento fuori dal teatro Brancaccio di Roma, dove Beppe Grillo è in scena col suo spettacolo. «Faremo presto un Vaffa Day Gay», annunciano. Ma non trovano interlocutori. Solo qualcuno, tra i fan del comico, che grida: «Vergogna».

 

PIZZAROTTIPIZZAROTTI

 

 

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....