berlusconi arte

GLI ULTIMO GIORNI DI ARCORE - IL VOTO IN TRENTINO CREA IL PANICO TRA I BERLUSCONES: “SCORZA ITALIA” NON ESISTE PIÙ E ORA IL PROGETTO DI “PARTITO REPUBBLICANO” VA A FARSI BENEDIRE - SALVINI NON RINUNCIA ALLA LEADERSHIP A DESTRA

matteo salvini SILVIO BERLUSCONImatteo salvini SILVIO BERLUSCONI

Carmelo Lopapa per “la Repubblica”

 

È solo l’inizio. Lo spettro del tracollo prende corpo nei numeri a una cifra del Trentino Alto Adige. Forza Italia non raggiunge più nemmeno il cinque e getta nello sconforto l’intera classe dirigente. In pochi tra i parlamentari berlusconiani, anche fedelissimi, sono disposti a questo punto a scommettere sull’effetto taumaturgico del “ritorno” di Silvio Berlusconi, a poco più di due settimane dal Dday delle regionali.

 

Paolo Romani Renato Brunetta Matteo Salvini Giovanni Toti foto Lapresse Paolo Romani Renato Brunetta Matteo Salvini Giovanni Toti foto Lapresse

«Lo avevo detto a Silvio che sarebbe finita così, eccoci davanti agli ultimi giorni di Pompei», sospira comunque amareggiato Denis Verdini — fatto fuori anche dal tavolo delle candidature — commentando coi suoi “dissidenti” il responso dal Nordovest. Una campana a morto, più che un campanello d’allarme, col voto alle porte l’ex Cavaliere lascia Arcore solo in mattinata per un appuntamento, poi si blinda per il solito lunedì con familiari e aziende, non un commento ufficiale a quei dati piovuti da Trento e Bolzano.

 

berlusconi caldoro 
berlusconi caldoro

È solo la conferma, la più drammatica, del trend degli ultimi due anni. All’ufficio elettorale della sede di San Lorenzo in Lucina hanno ormai ben chiaro il quadro, tabelle elettorali alla mano: nelle sette regioni in cui si andrà al voto, per superare la soglia minima di «esistenza in vita» del 10 per cento occorrerebbe conquistare almeno 1 milione e 100 mila elettori. Target che — tenendo conto della Toscana, dell’Umbria, della Liguria e delle Marche rosse, della Puglia lacerata tra fittiani e berlusconiani e dal Veneto a trazione leghista — anche i più ottimisti ritengono pressoché irraggiungibile. E adesso anche l’unico uscente, il governatore Stefano Caldoro, sembra costretto a inseguire in Campania l’avversario Vincenzo De Luca. È il fantasma del 6-1 che ritorna. In cui l’uno vincente è solo a impronta leghista, nel Veneto.

 

LUCA ZAIA SPEZZA IL PANE LUCA ZAIA SPEZZA IL PANE

E col partito che il 31 maggio si risveglierebbe nelle regioni tra il 7 e il 9 per cento e il Carroccio al doppio dei consensi, non diventerebbe più nemmeno un problema di sorpasso, ma un caso di cannibalismo. Matteo Salvini ormai è allo sberleffo del progetto berlusconiano di Partito repubblicano. «Non so che significhi, noi comunque non ci sciogliamo in niente», ha tagliato corto ancora ieri.

 

Se lista unica sarà, perché con l’Italicum dovrà esserci, la guiderà lui e alle sue condizioni, è il messaggio. Nessun riguardo per l’alleato, un tempo amico: si occupi di Milan, «a 79 anni mi godrei i frutti del lavoro». L’ultimo sondaggio pubblicato da Euromedia di Alessandra Ghisleri, dietro il Pd al 35,6 e il M5s al 20,6, fotografa la Lega al 14 e Forza Italia al 12,2. Ma è un dato nazionale, non limitato appunto alle 7 regioni. Poco differente quello letto ieri sera da Mentana al Tg La7 (Emg), con Pd al 34,2, il M5s al 22,8, Lega al 14,9 e Fi al 12,5.

 

raffaele fitto raffaele fitto

Raccontano che Berlusconi non intenda comunque rinunciare al progetto di rifondazione post regionali. «Il voto in Trentino è un episodio locale, comunque la conferma che laddove ci presentiamo divisi perdiamo, la gente non ci capisce più non ci segue », colpito soprattutto dal dato dell’affluenza: «Un elettore su tre non è andato a votare e quell’elettore è un nostro deluso». Riconquistarlo è l’impresa che si ripropone.

 

«Con me in campo, anche in queste regionali, sarà diverso, ci sarà il “fattore B”». Ma trainerà ancora? Il leader forzista ci prova e si prepara a un mini tour elettorale di due giorni nella palude pugliese, giovedì e venerdì. La settimana prossima toccherà alla Campania. La partita vera inizierà però il primo giugno.

 

«Salvini adesso fa il duro perché è in campagna elettorale, ma sa bene che senza di noi anche le sue percentuali non servono a niente, non va da nessuna parte contro Renzi» ha ripetuto Berlusconi ancora ieri in privato. Ancorato al sogno del listone unico, del partito repubblicano che però, a questo punto, difficilmente manterrà quel nome. altisonante nella tradizione Usa, assai meno in quella italiana. Tanto più adesso, con i numeri in circolazione. Le ironie già si sprecano.

Francesco Storace Francesco Storace

 

«A Bolzano Forza Italia come il partito repubblicano: 3,7%. Colpa di Raffaele Fitto che non parla tedesco», si prende gioco del leader su Twitter perfino Francesco Storace de La Destra. Che Forza Italia — nome e simbolo — abbia i giorni contati ormai è l’unica certezza, in un partito alla deriva. Sebbene i due primi figli dell’ex Cavaliere, Marina e Pier Silvio abbiano versato centomila euro ciascuno nelle casse esangui di Forza Italia. La soglia massima che un privato può donare a un soggetto politico.

FRANCESCO SCHITTULLIFRANCESCO SCHITTULLI

 

Raffaele Fitto in Puglia lo aspetta ormai da sfidante, con la sua lista “Oltre” in sostegno a Francesco Schittulli. Terrà comizi negli stessi giorni in cui arriverà Berlusconi. Pronto a salpare comunque coi suoi nel day after delle regionali. Anche se ieri ironizzava (anche lui), dopo le «percentuali imbarazzanti di Trento e Bolzano: lasciare Forza Italia? Ma lo dicono loro stessi che non c’è più». Maurizio Bianconi lo sprona da giorni: «Per me Fitto ha già tardato di due mesi per lo strappo». Lui invece aspetta e conta le truppe: i 33 fedelissimi, 15 deputati e 18 senatori, tre eurodepuati, un centinaio di amministratori. Il primo giugno d’altronde è vicino.

 

 

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