prodi putin

"SE L’AFD RIUSCIRÀ A PRENDERE IL POTERE SARÀ LA FINE DELL’EUROPA, AMEN" - LA PREVISIONE NEFASTA DI ROMANO PRODI: "È UNA FORZA CONTRO LE ISTITUZIONI MULTINAZIONALI ED È RAZZISTA" - LE CRITICHE ALL'UE CHE NON DECIDE MAI UN CAZZO: "O NOI CAMBIAMO RITMO E FACCIAMO L’EUROPA A PIÙ VELOCITÀ E CORRIAMO COME ABBIAMO FATTO CON L’EURO E SCHENGEN O NON SI VA DA NESSUNA PARTE" - LA STILETTATA ALLA MELONI ("I GOVERNI NON SI MISURANO DAI GIORNI DI DURATA MA DALLE COSE FATTE") E ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE: "VORREBBE TRASFORMARE LA STABILITÀ IN ETERNITÀ. HA DEI PREMI ASSURDI. ORMAI ANDIAMO VERSO UNA DEMOCRAZIA IN CUI LA MAGGIORANZA DEI PARLAMENTARI VIENE NOMINATA, NON ELETTA..." 

Estratto dell'articolo di Riccardo Barlaam, Valentina Furlanetto per il “Sole 24 Ore”

 

romano prodi

«Se l’AfD vince le elezioni tedesche l’Europa è finita. Questa è la realtà. Alternative für Deutschland è antieuropea, è massicciamente contro le istituzioni multinazionali, è nazionalista, è razzista, non c’è più nulla di Europa. Siccome la Germania non solo è la potenza economica più importante d’Europa, ma da quando è cominciata la guerra in Ucraina ha messo su un programma di riarmo per cui diventerà la più grande potenza sia militare che politica, se succede questo, la mia risposta è molto semplice: è finita l’Europa, amen».

Alice weidel Ulrich Siegmund - afd

 

Romano Prodi, 87 anni, già presidente del Consiglio per due volte e presidente della Commissione europea dal 1999 al 2004, intervenuto alla prima puntata della nuova stagione di “Immagini, uno sguardo sulla attualità” su Radio 24, analizza con realismo e lucidità la difficile situazione geopolitica.

 

[...] Oggi si vota nei Länder di Berlino e del Meclemburgo-Pomerania. Come pensa possa influire sull’Europa la presenza sempre più ampia dell’estrema destra dell’AfD? Crede che ci possa essere un pericolo per l’Europa?

alice weidel Ulrich Siegmund e Tino Chrupalla

Se AfD prendesse il potere in Germania i valori andranno a farsi friggere, come si dice in linguaggio popolare, perché AfD ha altri valori. Però attenzione la crescita del partito di estrema destra riguarda soprattutto la Germania orientale che sta vivendo un periodo con una particolare tensione, quasi un senso di inferiorità rispetto all’ex Germania occidentale. Quindi non generalizziamo, anche se il pericolo si sta estendendo verso tutto il Paese.

 

Siccome la Germania non solo è la potenza economica più importante d’Europa, ma da quando è cominciata la guerra in Ucraina ha messo su un programma per cui diventerà la più grande potenza, come ha detto lo stesso cancelliere Merz, sia militare che politica, se succede questo il problema, la risposta mia è molto semplice, è finita l’Europa, amen.

 

fidel castro romano prodi

Trump ha definito il discorso di Carney “un atto ostile” verso gli Stati Uniti. E’ curioso che un discorso di questo genere in difesa delle democrazie in un’Europa così divisa arrivi da un leader canadese e non da un leader dell’Europa, che cosa vuol dire secondo lei questo? Mancano i leader, manca la politica?

Vale quanto detto sopra: il leader canadese può decidere, la von der Leyen può proporre, poi ogni Paese va per colto suo, è ora che noi capiamo che al mercato deve essere affiancata una grande politica europea e vede nella politica, la cosa più importante di tutte è la capacità decisionale, perché ad esempio si è fatto giustamente l’inno per mesi ai Rapporti di Draghi e di Letta, poi si è pianto perché sono stati implementati per una piccola parte. Io dico: ma con le istituzioni europee che ci sono oggi, ringraziamo il cielo che è stata implementata una piccola parte, perché non ci sono le condizioni politiche perché le riforme vadano avanti.

 

Come se ne esce?

ROMANO PRODI GIORGIA MELONI - IMMAGINE CREATA CON GROK

Qui, o noi cambiamo ritmo e facciamo l’Europa a più velocità, l’Europa con il voto a maggioranza e corriamo come abbiamo fatto con l’Euro e Schengen o non si va da nessuna parte. Le grandi decisioni europee sono state fatte violando la regola dell’unanimità.

 

C’è un passaggio molto bello del discorso di Carney quando ricorda gli oltre 100mila soldati canadesi morti in guerra in Europa. Se ci uniamo andremo meglio perché “un solo albero cadrà, una foresta non lo farà”…

Non sono una persona cinica, ma queste bellissime frasi di Carney che dovrebbero essere una bandiera per l’Europa vengono nello stesso giorno in cui tutto sommato è stata affidata la difesa della Groenlandia agli Stati Uniti.

 

alice weidel

[...] Il governo di centrodestra guidato da Meloni ha appena celebrato il record di durata, invece lei ricorderà anche sulla sua pelle la difficoltà di tenere insieme il centro-sinistra, spesso con i cerotti. Rispetto al centrodestra che quando arriva il potere si attacca alle sedie, nel centrosinistra ci sono tante prime donne, tanti protagonisti e le alleanze sono più complicate.

Guardi, prima di tutto i governi non si misurano dai giorni di durata ma dalle cose fatte. Vorrei fare un elenco fra il mio breve governo e questo lungo, ma non sono chiamato a parlare di questo. La debolezza delle democrazie oggi nasce dall’obbligo delle coalizioni, tanto per essere chiari.

 

Lei non prenda l’Italia, ma prenda ad esempio la Germania: quando c’erano due partiti si potevano fare programmi precisi, poi sono diventati tre, quattro, cinque, sei e gli ultimi governi tedeschi sono stati governi in cui i partiti della coalizione non facevano altro che litigare.

 

romano prodi festival economia trento

Quindi purtroppo è una fase nuova della democrazia che noi stiamo vivendo, ma il punto è che nella coalizione ci sia il senso dell’obbedienza e del gioco di squadra. In questi giorni ho ricordato Emma Bonino con cui avevamo tante idee differenti, anche in alcuni valori profondi, ma nel governo era bellissimo perché si discuteva profondamente su tutto e poi Emma diceva:

 

‘Romano benissimo, si va avanti con questo piano’ e via. Non abbiamo mai avuto un momento in cui è emersa una differenza. La coalizione costa, obbliga al confronto, ma se non si fa un confronto quotidiano la coalizione non esiste. [...]

 

Lei ha conosciuto bene Vladimir Putin. Che ricordo ne ha?

ROMANO PRODI 37

I rapporti con Putin sono stati evidentemente continui. Ma lei pensa che si possa fare l’allargamento dell’Unione Europea a otto Paesi che appartenevano all’area sovietica senza parlare con Putin?

 

Ricordo un’altra cosa, che nell’ultima conferenza stampa, prima che uscissi dalla Commissione, proprio l’ultima, a fine del 2004, il più importante giornalista russo chiese a me e a Putin quando la Russia sarebbe entrata nell’Ue, non se. Questi erano i tempi di allora, quindi i rapporti sono stati forti, intensi e poi c’è stata la rottura successiva, cominciata dal suo discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco nel 2007.

 

Putin diceva: tu fai quello che vuoi con l’Ue, il mio problema è la Nato, non voglio la Nato ai miei confini. La mia risposta era semplice: io non c’entro nulla con la Nato e noi abbiamo fatto un ampliamento dell’Unione Europea verso Est che è stato un fatto storico straordinario.

 

La premier Meloni ha celebrato la lunghezza del suo governo, allo stesso tempo però sta discutendo una legge elettorale per la stabilità che sembra un po’ un controsenso…

romano prodi - lilli gruber

Io scherzosamente dico che la nuova legge elettorale vorrebbe trasformare la stabilità in eternità. La legge elettorale ha dei premi assurdi, è una deviazione, ma già le leggi attuali sono brutte leggi, ormai andiamo verso una democrazia in cui la maggioranza dei parlamentari viene nominata, non viene eletta, ma sono solo io a sostenere che l’unico modo per avere dei parlamentari di alto livello è il collegio uninominale in cui i parlamentari si confrontano con la propria personalità, le proprie idee. Ma non lo vuole nessuno, sono rimasto io come cantore inutile di questa ipotesi. Però questo vuole dire che il Parlamento conterà sempre meno, già non conta nulla in questa legislazione, ma conterà sempre meno nella storia repubblicana.

PUTIN CON ROMANO PRODIROMANO PRODI A OTTO E MEZZOROMANO PRODI GIORGIA MELONI - IMMAGINE CREATA CON GROKVLADIMIR PUTIN E ROMANO PRODIprodi putin berlusconi e solana nel 2003ROMANO PRODI

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