RENZI FA PROPAGANDA E TOGLIE IL SEGRETO CHE NON C’È - GLI ATTI SULLE STRAGI, MAI SECRETATI, NON SERVIRANNO A SCOPRIRE NULLA, NÉ ‘’AVRANNO IMPATTO SULLA VERITÀ GIUDIZIARIA: I PROCEDIMENTI SONO TUTTI CONCLUSI” - GRILLO: PRODI FECE LO STESSO ANNUNCIO NEL 2008

1. MA NON SERVIRÀ A SCOPRIRE LA VERITÀ
Vittorio Feltri per ‘Il Giornale'

Sia lodato Matteo Renzi che intende togliere il segreto di Stato su tutte le schifezze commesse in Italia negli ultimi 70 anni e delle quali non si è mai saputo nulla di certo, anche perché la magistratura e le forze dell'ordine appartengono al genere umano e non sono capaci di compiere miracoli. L'iniziativa del baby premier è da applaudire, e noi per primi battiamo le mani pur consapevoli che a tanta attesa di luce farà riscontro un buio ancora più fitto di quello in cui siamo stati avvolti finora.

Solamente i fessi dediti da sempre alla dietrologia e i cultori del complottismo più stolido possono sperare di avere finalmente conferma alle loro elucubrazioni. Lo sperano vivamente e fremono dal desiderio di compulsare le carte occultate in ossequio alla ragion di Stato.

Ma quale ragion di Stato se non quella di evitare di spacciare congetture e supposizioni per distillati di verità? Chiunque sia dotato di un minimo di senso comune sa- senza bisogno di scoperchiare il pentolone dei cosiddetti segreti- che gli autori delle stragi di piazza Fontana, dell'Italicus e della stazione di Bologna, se non sono stati beccati sin qui, è solo perché sconosciuti, e tali rimarranno per sempre.

Sono stati celebrati processi a iosa, condannati degli innocenti, perseguite decine di personaggi. Risultato: zero. Aspettarsi dall'abolizione del segreto di Stato chissà quali rivelazioni è da ingenui. S'illudono coloro i quali, per lustri e lustri, hanno sospettato che a far esplodere le bombe assassine e stragiste sia stata la Cia, s'illudono di avere presto fra le mani i certificati della propria lungimiranza. Saranno smentiti e ridicolizzati.

I dossier sepolti tanto a lungo nell'oblio, una volta resi accessibili alla pubblica curiosità, dimostreranno soltanto la stupidità di chi ha creduto nella strategia della tensione, nel terrorismo di Stato, nelle frottole diffuse ad arte da politici e giornalisti eccitati all'idea che l'anarchico Pinelli non si sia gettato dalla finestra per suicidarsi, bensì lo abbia scaraventato giù in cortile la polizia italiana, in ottemperanza alle disposizioni degli Usa, complice la Democrazia cristiana. Quelle scartoffie segretate sono piene solo d'ipotesi strampalate, di supposizioni, interrogatori inutili, indicazioni d'indagini senza costrutto e a nulla approdate.

Qualcuno allora domanderà: se si tratta d'idiozie, perché sono state sottratte alla legittima sete di giustizia degli italiani? Ma ragazzi, scendete dalla pianta. Dare in pasto al pubblico materiale delicato che coinvolge, senza riscontri attendibili, Paesi amici o poco amici sarebbe stato rischioso: avrebbe potuto compromettere rapporti internazionali importanti, inguaiare gente che non c'entrava nulla con le nostre vicende interne, creare confusione e sollevare dubbi infondati.

Nessuna nazione seria si sarebbe avventurata in una simile operazione non di verità, bensì di puro e gratuito sputtanamento, privo inoltre di qualsivoglia indizio solido. In ogni caso, visto che sono trascorsi decenni, ben venga un po' di chiarezza. Servirà se non altro a chiudere la bocca ai dietrologi che ci hanno ammorbato per una vita con le loro fantasie da malati psichiatrici e, purtroppo, bevute quale rosolio da milioni di cittadini che guardavano alla dittatura del popolo come a un mezzo idoneo alla liberazione dei popoli.


2. STRAGI, RENZI FA PROPAGANDA E TOGLIE IL SEGRETO CHE NON C'È
Stefano Zurlo per ‘Il Giornale'

Di annuncio, in annuncio ora Renzi corre anche all'indietro nel tempo. Dopo aver messo mano al Paese, il premier prova a sistemare anche la sua storia. Suggestioni & propaganda: difficile dire se oltre al fumo, agli effetti speciali e allo sfoggio del vocabolario inglese - questa volta arriva la disclosure - ci sia anche l'arrosto. In ogni caso, il capo del governo va dritto per la sua strada e firma a Palazzo Chigi la direttiva che dispone la declassificazione degli atti relativi ad alcuni tragici capitoli della storia italiana.

L'elenco delle stragi per cui scatta l'operazione trasparenza fa tremare le vene dei polsi: Piazza Fontana, Ustica, Peteano, Italicus, Piazza della Loggia, Gioia Tauro, Stazione di Bologna, rapido 904. Si tratta, per la stragrande maggioranza dei casi, di massacri su cui non si è raggiunta una verità giudiziaria, e dunque qualcuno penserà che il gesto del premier possa aprire uno squarcio verso la conoscenza fin qui mancata. In realtà la mossa ha un grande valore simbolico e contribuirà certamente a non disperdere la memoria storica del Paese. Di qui a dire che i cassetti delle trame occulte, dei complotti e dei burattinai finalmente non avranno più segreti ce ne corre.

Infatti Beppe Grillo va all'attacco: «Renzie e il segreto di Stato. L'abbiamo smascherato in mezzo secondo. Basta balle». E Paolo Guzzanti, ex presidente della Commissione Mitrokhin e candidato di Forza Italia alle Europee, mette le mani avanti: «Se Renzi promette la desecretazione dei segreti di Stato, allora è un imbroglio perché non c'è alcun segreto di Stato sui documenti delle stragi».

Insomma, al di là dei titoloni, la notizia dev'essere pesata bene. E lo stesso sottosegretario con delega alla sicurezza Marco Minniti, fra gli ispiratori dell'atto, chiarisce i limiti della novità: «La declassificazione degli atti non vuole avere un impatto sulla verità giudiziaria, visto che i procedimenti sono tutti conclusi, ma può servire a una ricostruzione della verità storico-politica».

Si lavora appunto per la memoria collettiva anche se si lascia intendere quel che non è: ovvero una presunta volontà delle Stato di fare piazza pulita al proprio interno e pubblicare carte prima nascoste.

In realtà la direttiva consente il versamento anticipato di carte classificate e dunque riservate in possesso di tutte le amministrazioni dello Stato. Questi documenti andranno all'Archivio centrale senza dover attendere i 40 anni canonici, come è oggi. Si accelerano i tempi, ma non c'è la caduta di qualche fantomatico segreto di Stato. Insomma, ancora una volta Renzi compie un'operazione di marketing più che di sostanza.

Ci vorranno mesi, ma si comincia. Fra fanfare e squilli di tromba. «L'imponenza della documentazione - prosegue Minniti - non ha precedenti se non il caso Moro. Non sappiamo ancora esattamente quanti saranno i documenti declassificati, ma la mole sarà sicuramente molto importante».

E Renzi enfatizza il passaggio: «Considero la decisione di oggi un dovere nei confronti dei cittadini e dei familiari delle vittime di episodi che restano una macchia oscura nella nostra memoria comune». Per Grillo, invece, si tratta di «balle». Punto e fine della poesia civile. Nicola Biondo, responsabile comunicazione dei 5 Stelle alla Camera, va anche oltre: «Il segreto di Stato sulle stragi non esiste. Questa è la solita cinica televendita per dire qualcosa di sinistra».

Più ragionato e articolato il parere di Felice Casson, parlamentare del Pd ed ex pm che a lungo ha indagato sui misteri d'Italia: «Non c'è nessun segreto di Stato sulle stragi. Non su quelle cosiddette classiche. Ma ci sono ancora una serie di atti che possono riguardare polizia o carabinieri che, se resi pubblici, possono contribuire a far luce su fatti del passato». E allora, avanti con lo spot.

 

beppe grillo segnala che l annuncio sul segreto di stato lo fece anche prodi.ALFANO E RENZI ed df e fbac d RENZI E ALFANO IN SENATO FOTO LAPRESSE Beppe Grillo al termine dellincontro con Matteo Renzi b f b fc f ac b e c ac grillo renzi annuncia di aver desecretato gli atti sulle stragiLa bomba agli Uffizi usticaPIAZZA FONTANAVERGOGNA-PIAZZA DELLA LOGGIABOMBA ALLA STAZIONE DI BOLOGNA FOTO ANSA

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…