matteo salvini selvaggia lucarelli

“SALVINI ERA CONTRO I REATI DI OPINIONE AI TEMPI DELLA LEGGE ZAN, ALLORA PERCHÉ MI QUERELA?” - SELVAGGIA LUCARELLI: “IL POLITICO CHE CI HA MOLESTATI PER MESI CON LO SLOGAN ‘LE IDEE NON SI PROCESSANO' PER PERMETTERE A CHIUNQUE DI PICCHIARE UN OMOSESSUALE SENZA L’AGGRAVANTE DELL’OMOFOBIA, VUOLE IL CARCERE PER CHI PENSA CHE LUI SIA UN CINICO CALCOLATORE, CON L’AGGRAVANTE DELLA CARTOLINA DA BOOMER SUI SOCIAL” - MI HA DENUNCIATO PER UN POST SU DI LUI, IN CUI C'ERA…”

Selvaggia Lucarelli per “Domani”

 

selvaggia lucarelli

È una giornata qualunque, di quelle molto fredde in cui si ha solo voglia di rimanere a casa e farsi un tè caldo quando vedo sul display del telefono un numero fisso che lampeggia. Ormai i numeri fissi con prefisso della mia città per me vogliono dire solo due cose: o è un tizio che mi comunica che il contratto col mio operatore telefonico è dispendioso e obsoleto e se passo con lui mi regala anche un green pass usato poco, oppure è un commissariato/una stazione.

 

Nel secondo caso, c’è sempre una certa familiarità nei discorsi, tipo «Buongiorno. Sono sempre io, il commissario, devo notificarle una cosa… quand’è che sarebbe libera?» (la cosa è quasi sempre una querela, ma le forze dell’ordine di solito usano al delicatezza di chiamarla “cosa” per non essere irriguardosi, un po’ come quelli che quando ti muoiono gli animali non dicono «è morto il tuo Fuffy» ma «Fuffy è passato sotto il ponte dell’Arcobaleno»).

matteo salvini e francesca verdini ai funerali di michele merlo 2

 

Così finisce che io e il commissario passiamo dieci minuti a incastrare il mio parrucchiere con i suoi figli da prendere a scuola e alle volte, ormai, mi propongo anche di passare a prenderglieli io e di tenerglieli direttamente fino alla prossima notifica di querela, così è più comodo per entrambi. Fatto sta che quel giorno di freddo polare a Milano il numero fisso che mi stava chiamando era, appunto, quello di un commissariato di polizia. Mi si chiedeva di andare subito lì perché «è una cosa delicata». Non la solita «cosa», ma cosa «delicata».

 

giorgia meloni francesca verdini matteo salvini ai funerali di michele merlo

Ho immaginato una roba grossa. Ho pensato alle recenti battute fatte su Bin Salman, poi mi sono detta che non era mica una convocazione all’ambasciata saudita, era un commissariato di polizia. Italiano. Sono andata. Il poliziotto era molto gentile, si è scusato per la convocazione urgente, mi ha spiegato di essere stato incaricato dalla Digos di una città del nord Italia di farmi alcune domande.

 

C’era un’indagine che mi riguardava a seguito di una denuncia per diffamazione. «Una denuncia di chi?». «Di Matteo Salvini», mi ha risposto il commissario con l’espressione di chi mi aveva appena diagnosticato un herpes zoster.

 

matteo salvini ph luca santese e marco p valli

Matteo Salvini. Quello che “basta reati d’opinione”, quello che ha contribuito ad affossare la legge Zan perché «Un conto sono le minacce, gli insulti o l'istigazione al terrorismo, altra cosa sono le idee, belle o brutte, che si possono confutare ma non arrestare».

 

QUALE MINACCIA?

Ero dunque curiosa di sapere quando lo avrei minacciato, insultato (pubblicamente, intendo, nell’intimità alzo le mani e mi dichiaro colpevole) o quando avrei chiesto a qualcuno di mettergli del tritolo nel ghiaccio del mojito. Il commissario mi ha chiesto se mi ricordassi di aver scritto un post su di lui, poi me l’ha mostrato, stampato. Guardo il post.

 

C’è l’immagine di un ragazzo giovane, quella di un funerale, una bara in mezzo a un prato, incorniciata in una di quelle cartoline tanto in voga sui social di Salvini e dei salviniani, con le scritte a caratteri cubitali così anche quelli che si sono fermati alla prima elementare capiscono con chi ce l’ha il Capitano senza dover leggere più di 50 caratteri.

SELVAGGIA LUCARELLI

 

Naturalmente, in foto, si vede anche Salvini, seduto di spalle. Che, a onor del vero, non è preso a fare selfie come ai funerali delle vittime del ponte Morandi, è già qualcosa.

 

Il mio commento nel post era «La presenza di Salvini e la Meloni al funerale di un ex ragazzo di Amici morto per una leucemia fulminante, perché? È un funerale in cui la presenza della politica dovrebbe significare qualcosa? No, solo passerella. Con tanto di cartolina da pubblicare sui social».  Dunque, per questo post su Facebook Matteo Salvini si è rivolto alla Digos.

 

<iframe src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fselvaggia.lucarelli%2Fposts%2F10158151195430983&show_text=true&width=500" width="500" height="529" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share"></iframe>

matteo salvini e francesca verdini 9

 

Ora, io non so bene su cosa si stia indagando e su cosa mai si discuterà in un (eventuale) processo, ma ammetto di averci pensato parecchio. Penso, sì, che quella sua presenza sia stata passerella politica, visto che ha pubblicato le immagini di se stesso al funerale sui suoi social, social tramite i quali fa propaganda politica. Non ho cambiato idea.

 

Penso che non la rinnegherò dovessi anche essere mandata al rogo, sul fuoco acceso per il dio Po a Pontida. Penso che lui, in caso di processo, dovrà portare prove sulla sua reale, genuina partecipazione emotiva agli eventi disgraziati della vita (dunque potremmo chiudere le pratiche in un quarto d’ora) e io del suo cinismo politico, dunque il tutto potrebbe durare quanto il maxiprocesso.

selvaggia lucarelli

 

Fatto sta che il politico che ci ha molestati per mesi con lo slogan «le idee non si processano» per permettere a chiunque di picchiare un omosessuale senza l’aggravante dell’omofobia, vuole il carcere per chi pensa che lui sia un cinico calcolatore, con l’aggravante della cartolina da boomer sui social.

 

A saperlo, anziché chiamarla passerella la definivo «deplorevole carnevalata da gay pride», magari chissà, questa me la faceva passare.

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...