MONZA CHIAMA BARI/2 - SEMPRE PIÙ EVIDENTI I CONTATTI TRA PENATI & C. E I COMPAGNI DI ZOCCOLE BY TARANTINI - SAREBBE STATO DELL’IMPRENDITORE BARESE INTINI IL SUPER-ATTICO DI VIMERCATI, IL " RICHELIEU" DEL CENTROSINISTRA MILANESE, COMPRATO FORSE A UN PREZZO DI FAVORE – I DALEMONI INTINI E ROBERTO DE SANTIS SOCI DI MILANOPACE, CHE HA COSTRUITO L’INTERO CONSORZIO “TORRI DEL PARCO” A SESTO - FU QUELLO STABILE LA CAUSA DELLA ROTTURA TRA DI CATERINA E LA RETE DI PENATI…

Davide Carlucci e Sandro De Riccardis per "la Repubblica"

Chi l´ha visto parla di una casa lussuosa, un attico di circa 250 metri quadrati su due livelli, con una scala in marmo che collega dieci stanze. Chi ne conosce la storia sa che dalle fondamenta di quel terreno, a Sesto San Giovanni, parte la spaccatura che ha portato all´inchiesta sul "Sistema Sesto" e sul giro di presunte tangenti su cui indaga il pm di Monza Walter Mapelli.

Perché dal condominio di via Pace 130 dove vive Giordano Vimercati, il braccio destro di Filippo Penati, indagato con l´ex presidente della provincia di Milano per corruzione e finanziamento illecito ai partiti, ha origine nel 2002 la lite tra il grande accusatore Piero Di Caterina e «gli altri esponenti del "direttorio finanziario democratico"», come la procura definisce Penati, Vimercati e gli altri uomini dei Ds (prima) e Pd (poi) di Sesto.

Quasi dieci anni dopo, Giordano Vimercati risponde al citofono da uno dei palazzi più alti di Sesto San Giovanni. Sull´attico e su un altro immobile del condominio che potrebbe essere a lui riconducibile, stanno ora indagando gli uomini del Nucleo di Polizia tributaria della Finanza.

Oltre ai conti e alla situazione patrimoniale del "cardinale Richelieu" del centrosinistra milanese, com´era considerato Vimercati fino all´esplosione dell´inchiesta, la Finanza sta verificando le modalità d´acquisto del superattico, perfezionato nel 2008 dal gruppo Intini, quando Vimercati ancora era capo di gabinetto di Penati. Gli investigatori vogliono capire se la valutazione di vendita degli appartamenti - per ora è emerso un passaggio di denaro di 600mila euro - possa essere considerato un prezzo di mercato o un favore.

Il complesso delle "Torri del Parco" dove abita Vimercati è realizzato da Milanopace, di cui sono soci l´immobiliarista Vincenzo Borrelli e il costruttore pugliese Enrico Intini, indagato a Bari per turbativa d´asta nella sanità e legato a Gianpaolo Tarantini, tramite il quale sperava di ottenere nel giro di Finmeccanica. Il 22 marzo 2009 - è agli atti dell´inchiesta di Bari - Tarantini, intercettato, chiede a Berlusconi - annota la Finanza - di «parlargli di una cosa di Sesto San Giovanni dove insieme a un amico hanno costruito delle "cosine".

Ma di Milanopace è socio, oltre allo stesso Intini, anche un altro amico di Tarantini, Roberto De Santis, vicino a Massimo D´Alema con cui condivideva la proprietà del veliero Ikarus. Ora la procura di Monza sta mettendo a fuoco i rapporti del gruppo Intini con Vimercati e Penati.

L´immobiliarista ha finanziato l´associazione «Milano Metropoli» di Penati, attraverso due sue società: Servizi globali (10mila euro) e proprio Milanopace (20mila euro). Inoltre Vimercati - accusato di aver preteso una tangente da 20 milioni (solo 4 pagati) dal costruttore Giuseppe Pasini per l´affare Falck e altri «prestiti» per le elezioni - è per la Finanza «in rapporto professionale» con Intini.

Ma centrale è il palazzo di via Pace. Perché è considerato una delle cause della rottura tra Di Caterina e la rete Vimercati-Penati: l´imprenditore viene escluso dall´affare e se ne duole, dicendo di essere stato fatto fuori dal "direttorio democratico".

Ma è attendibile Di Caterina? La domanda se la pongono in molti, anche alla luce della chiusura dell´inchiesta del pm Silvia Perrucci, della procura di Milano, sulle minacce e la diffamazione subite dal direttore generale del comune di Segrate, Laura Aldini: «Ti perseguiterò per tutta la vita», le avrebbe detto l´imprenditore dei trasporti, che la accusava ingiustamente di corruzione. Ma su tutti gli altri fronti - come ha ribadito lunedì il tribunale del Riesame - Di Caterina è considerato «credibile». E quel che dice spesso trova riscontri.

 

PENATItarantini Enrico Intini Giordano Vimercatiroberto desantis AREA FALCK SESTO SAN GIOVANNI PIERO DI CATERINALE TORRI DEL PARCO A SESTO SAN GIOVANNI

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)