BALLA COI LUSI (E I SOLDI SPARISCONO) - IL SENATORE PD LUIGI LUSI, TESORIERE DELLA MARGHERITA, HA CONFESSATO DI AVER SGRAFFIGNATO 13 MLN € DI RIMBORSI ELETTORALI DALLE CASSE DELLA FONDAZIONE DELL’EX PARTITO DI RUTELLI - UN “PRELIEVO” CON CUI HA COMPRATO CASA A ROMA, PAGATO LE TASSE E I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DI UN ALTRO SUO APPARTAMENTO - IL RESTO DEL CASH È FINITO SU VARI CONTI CORRENTI - MA I TRE REVISORI DEI CONTI COSA HANNO CONTROLLATO?...

Valentina Errante e Sara Menafra per "il Messaggero"

Non servono più conferme su quei tredici milioni di euro, soldi arrivati nelle casse della Margherita, anche per i rimborsi elettorali, e poi apparentemente svaniti nel nulla. O meglio, finiti nella disponibilità personale del tesoriere e rappresentante legale del partito, Luigi Lusi, oggi senatore del Pd e indagato dai pm della capitale con l'ipotesi di appropriazione indebita aggravata. Lui, Lusi, si è presentato spontaneamente in Procura nei giorni scorsi, ha ammesso tutto.

Lusi ha ammesso di averli usati per comprare un appartamento, ristrutturarne un secondo e creare società fittizie. Ha confermato ai pm le contestazioni e le operazioni che i magistrati conoscevano già. Secondo gli accertamenti del nucleo Tributario della Guardia di Finanza, tra il 2008 e il 2010, sul conto intestato alla Margherita sarebbero stati accreditati i rimborsi elettorali che, per legge, spettano al partito dal 2006 e per i successivi cinque anni.

Era lui a gestire il conto su cui sono depositati i soldi della Margherita, in qualità di fiduciario di un partito sparito dal Parlamento, ma ancora esistente dal punto di vista legale. E il tesoriere avrebbe sottratto circa tredici milioni per fini personali: operazioni immobiliari, pagamento di tasse e infine il trasferimento su altri conti. Passaggi complessi realizzati utilizzando alcune società, individuate dagli investigatori e tutte riconducibili al senatore.

Erano i primi giorni del 2012, quando lo storico dirigente della Margherita, al fianco di Rutelli fin dai tempi del Campidoglio, si è presentato in Procura, accompagnato dal proprio avvocato Luca Petrucci. Il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il sostituto Stefano Pesci, titolari del fascicolo per appropriazione indebita aggravata, hanno ascoltato il senatore: domande e prove schiaccianti.

Lusi ha ammesso gli addebiti e si è impegnato a restituire fino all'ultimo centesimo. Negli uffici giudiziari è stato chiamato anche Francesco Rutelli, persona informata dei fatti e futura parte offesa nel procedimento giudiziario. Rutelli ha spiegato ai pm di essere all'oscuro delle movimentazioni bancarie, di avere sempre nutrito cieca fiducia in Lusi e di ignorare quanto accaduto.

A segnalare i movimenti sospetti alla Guardia di Finanza era stato l'Uif di Bankitalia, l'ufficio che contrasta e vigila sulle operazioni in odore di riciclaggio. Quelle cifre troppo alte spostate nel giro di brevi periodi avevano fatto scattare l'allarme, finendo nella routine dei controlli. Un filo rosso che ha portato la Finanza direttamente al conto della Margherita e a Lusi.

Secondo i magistrati della procura, che hanno iscritto il nome di Lusi sul registro degli indagati, con quei soldi il tesoriere della Margherita avrebbe acquistato un immobile a Roma e pagato anche i lavori di ristrutturazione di un altro appartamento, sempre di sua proprietà. Il resto sarebbe confluito su diversi conti correnti e Lusi se ne sarebbe servito anche per pagare le tasse.

I tredici milioni di rimborso spettavano al partito per le elezioni del 2006. Nel 2007 la Margherita è confluita nel Partito democratico, ma il soggetto giuridico è rimasto in piedi, con gli organi dirigenti tuttora in carica. La maggior parte dei dipendenti sono stati riassorbiti nel Pd. Ma soprattutto è rimasto aperto il conto nella disponibilità di Lusi.

A operare era lui stesso, proprio per incassare i soldi dei rimborsi elettorali, ai quali, secondo la legge, la Margherita ha comunque diritto per cinque anni, a partire dalle elezioni del 2006 e fino al 2011, anno naturale di scioglimento della precedente legislatura.

Il sito personale di Luigi Lusi racconta che il senatore è ancora tesoriere e rappresentante legale della Margherita, ma in realtà le sue dimissioni sono state già consegnate qualche giorno fa. All'indomani della confessione in procura.

Una nota congiunta dei vertici della Margherita prende le distanze dal senatore. «Abbiamo appreso con sconcerto, alcuni giorni fa, che il senatore Lusi aveva confessato innanzi all'autorità giudiziaria di essersi appropriato di ingenti somme di denaro di proprietà della Margherita-Dl», scrivono il presidente, Francesco Rutelli, il presidente dell'assemblea federale Enzo Bianco e il capo della tesoreria Giampiero Bocci: «La notizia incredibile per la personalità di Lusi, che ha goduto della massima stima e fiducia degli organi del partito anche concorrendo a fare della Margherita un raro caso di partito con bilanci sani e in attivo. Ciò ci ha indotto a dare corso immediato a tutte le azioni giudiziarie come parte offesa e ad attivare gli accertamenti necessari per la verifica delle modalità dell'ammanco».

Con la confessione del senatore democratico, l'inchiesta della procura di Roma è praticamente conclusa ancor prima di cominciare. Mentre potrebbero ripartire le polemiche, mai sopite, sulla gestione dei rimborsi elettorali. Poco più di un anno fa, la procura di Roma ha archiviato un'inchiesta sulla gestione dei finanziamenti ottenuti dall'Italia dei valori di Antonio Di Pietro. E la gestione delle strutture rimaste in piedi nonostante la nascita del Partito democratico ha già generato ondate di discussioni e sospetti.

 

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