DAGOREPORT - SERVIZI E SERVIZIETTI: COME SI È ARRIVATI ALLA NOMINA DI VALENSISE ALLA GUIDA DELL’AISI - LA DUCETTA SPERAVA DI RAGGIUNGERE L’UNANIMITÀ SULLA NOMINA DEL SUO CANDIDATO ALLA SUCCESSIONE DI MARIO PARENTE, GIUSEPPE DEL DEO, MA È STATA COSTRETTA A RINCULARE DAVANTI ALLA CONTRARIETÀ DI MANTOVANO E DI SALVINI (CHE BEN RICORDA LE INTERCETTAZIONI PREVENTIVE DELL'AISI SUL SUO INCONTRO CON L'AMBASCIATORE RUSSO A ROMA) - DUE FATTORI HANNO FATTO SALTARE TUTTO: LE PRESSIONI DI SALVINI PER FAR CAMBIARE L'IDEA FAVOREVOLE DI PIANTEDOSI SU DEL DEO E UN “DOSSIER” SU DEL DEO POCO LUSINGHIERO - PER FEDELTA' A MELONI, BELLONI ERA PRO DEL DEO, ANCHE PERCHE' CON VALENSISE AL DIS NON C'E' STATO GRAN FEELING (DAL GOVERNO IN ARRIVO UNA FONDAZIONE PER LA VISPA BETTY) - AL POSTO DI VALENSISE ALLLA VICE DIREZIONE DIS, IN PISTA TRE GENERALI DELLA FINANZA

bruno valensise 4

DAGOREPORT

Sulla nomina di Bruno Valensise alla guida dell’Aisi ha vinto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Intelligence, Alfredo Mantovano, da una parte. Dall'altra, sul siluramento del candidato della Melona, Giuseppe Del Deo, ha trionfato Matteo Salvini.

 

Il boss della Lega non ha mai dimenticato le “incomprensioni” con gli 007 de' noantri  sulle indiscrezioni per il caso Metropol-Mosca e certe “manine” sospette dietro al caso del gaio Morisi. Non solo. Come scrive "Domani": "Salvini [...] non ha mai gradito la gestione delle intercettazioni preventive dell’Aisi, soprattutto quelle che hanno coinvolto l’ex consulente della Lega, Antonio Capuano, organizzatore dell’incontro tra il leader leghista e l’ambasciatore russo, Sergej Razov".

 

mario parente

Quelli di Mantovano e Salvini sono due successi diversi, uno pro e uno contro. Ma come si è arrivati alla nomina del 53enne Valensise alla guida dell’Agenzia di sicurezza interna della nostra intelligence?

 

La designazione è stata anticipata di 45 giorni rispetto alla scadenza naturale del mandato di Mario Parente (maggio 2024), su pressione dello stesso Del Deo, gran candidato alla successione e attuale vicedirettore dell’Agenzia, che temeva di veder indebolire giorno dopo giorno le proprie chance.

Per accelerare sulla sua investitura ha convinto il direttore dell’Aisi, Parente, a fare pressione su Palazzo Chigi e Dis per individuare rapidamente il successore.

 

 

MATTEO SALVINI - SERGEY RAZOV - GIANLUCA SAVOINI

Gli argomenti, d’altronde, non mancano: l’Italia ospiterà a giugno il G7, girano alert per il rischio attentati da parte dei jihadisti islamici e gli 007 temono le conseguenze per un eventuale attacco dell’Iran a Israele dopo il raid all’ambasciata iraniana di Damasco dove è morto il generale dei pasdaran Mohammad Reza Zahedi.

 

Davanti all’urgenza di avere in sella un direttore dell’Aisi pienamente legittimato, Giorgia Meloni ha organizzato una riunione informale, chiedendo un parere al Cisr, Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, di cui fanno parte i ministri più importanti (Interno, Esteri, Difesa, Giustizia, Economia, Industria, Ambiente) e l’Autorità delegata per la sicurezza, cioè il sottosegretario Alfredo Mantovano.

 

La sora Giorgia sperava di raggiungere l’unanimità, tra i ministeri coinvolti, sulla nomina del nuovo capo dei servizi interni (nella sua testa, doveva essere Del Deo), ma si è presto scontrata con una polifonia di voci all’interno del suo stesso esecutivo.

meloni mantovano

 

Inizialmente, a sostenere Del Deo, oltre alla premier, c’era il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il capo della Polizia, Vittorio Pisani. Salvini e Mantovano erano contrari, Crosetto si è sfilato dalla contesa sostenendo che la nomina non era suo “core business” e si è limitato a chiedere che al posto di Parente ci andasse un militare, un carabiniere o un finanziere.

 

In questo scenario, a far saltare l’equilibrio sarebbero intervenuti due fattori:

 

1. Le pressioni di Salvini su Piantedosi, che infatti ha cambiato cavallo mollando al suo destino sull’attuale vice di Parente.

 

2. Si mormora che all’interno dell’Aisi sia “circolato” un dossierino non proprio lusinghiero su Del Deo, in grado di sgretolare qualche certezza.

 

matteo piantedosi - matteo salvini

Giorgia Meloni, davanti all’assenza di unanimità, con un Tajani disinteressato, un Crosetto pilatesco e il solido asse anti- Del Deo Mantovano-Salvini-Piantedosi ha dovuto cedere.

 

A quel punto, Mantovano ha tirato fuori il coniglio dal cilindro, cioè Bruno Valensise, da sempre considerato vicino al centrodestra. E oggi un incazzatissimo Del Deo ha fatto circolare l’ipotesi di un suo "avvicendamento in futuro” (“il Messaggero”) al vertice dell'Aisi, con Valensise che fra un anno approda alla guida del Dis, alla scadenza del mandato di Elisabetta Belloni.

 

elisabetta belloni foto di bacco (2)

A proposito, la diplomatica neo-sherpa per il G7 non ha messo becco sulla nomina del direttore dell’Aisi, ma si è limitata a manifestare una generica approvazione all’ipotesi Del Deo: non solo per gratificare la sua Giorgia, ma anche perché, con il suo vice al Dis, Bruno Valensise, non è mai scoccato un grande feeling.

 

In attesa di un probabile rimpasto di governo dopo il voto europeo (fuori Nordio, dentro Mantovano alla Giustizia e Belloni sottosegretario), la vispa Betty volge lo sguardo alle magnifiche sorti e progressive che la Ducetta ha in serbo per lei: andrà a guidare una Fondazione, creata ad hoc da Palazzo Chigi, sull’Intelligenza Artificiale.

 

E all’Aise, come hanno preso l’arrivo del nuovo collega? Il generale Caravelli non ha stappato lo champagne, visto che Valensise, un veterano della nostra intelligence, è un osso duro. Conoscendo da anni tutti, uno per uno, è un tipino che non si farà abbindolare, di specchiata intransigenza e difficile da prendere in castagna.

 

bruno valensise 3

Ora si apre anche la partita per riempire la casella di vice direttore del Dis, lasciata libera da Valensise. A Palazzo Chigi sarebbe già stata presa informalmente la decisione di piazzare in quella casella un uomo della Guardia di Finanza, il corpo più depotenziato in questo anno e mezzo dalla insistente azione demolitoria di Alfredo Mantovano (da Carta in giù). In corsa ci sarebbero il generale Piero Burla (già al Dis), il generale Fabrizio Cuneo e il generale Ignazio Gibilaro.

 

il direttore dell aise Giovanni Caravelli

Una volta insediatosi all’Aisi, Valensise dovrà riempire la casella di vicedirettore lasciata libera da Vittorio Pisani, divenuto capo della Polizia a maggio 2023. Poiché anche il mandato dell’altro vicedirettore, Carlo De Donno, scadrà a fine anno, il neo direttore potrebbe decidere di prendere due piccioni con una fava direttamente a inizio 2025.

 

 

 

PIERO BURLA

Ignazio Gibilaro fabrizio cuneo

bruno valensise 2

PATRIZIA SCURTI E ALFREDO MANTOVANO ALLA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI GIORGIA MELONImattarella meloni mantovanoalfredo mantovano giorgia meloni

bruno valensise 1bruno valensisebruno valensise 1

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...